Boschetto di Albareto (Parma) – immagini e video Fuochi Artificiali 26-08-2012

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In tutte le valli dalla Valle del Gotra alla Valle del Baganza, ogni anno nel mese di agosto si susseguono feste e sagre, con spettacoli e concerti, inoltre molti appuntamenti religiosi con liturgie, messe commemorative e fiaccolate. 

In Val Gotra nella frazione di Boschetto nel comune di Albareto  (Parma),  in occasione della tradizionale Festa della Madonna il 26-08-2012, si è festeggiata la beata Vergine del Boschetto.

 

Il programma del 26-08-2012 prevedeva, la S. Messa solenne la nella Chiesa della frazione, la Processione con la beata Vergine del Boschetto per le vie del paese, con il Corpo Bandistico di Albareto diretto da Daniele Cacchioli. La sagra di Boschetto si è conclusa alle 23,15 con uno spettacolo pirotecnico (“emozionante” con fuochi d’artificio elaborati, complessi, contenenti forme e disegni che affascinano).organizzato in memoria di Carlo Corbelletta.

I fuochi artificiali con il loro tipico “botto” la molteplicità di effetti luminosi e la brillantezza di colori, accendono emozioni difficilmente descrivibili tramite scrittura quindi cerchiamo attraverso alcune immagini e un piccolo video (del gran finale), di farveli ammirare

 

Video dello Spettacolo dei Fuochi Pirotecnici (con il gran finale) Estate 2012 Boschetto di Albareto Parma 26-08-2012

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Ecco alcune immagine notturne di Boschetto di Albareto (Parma), e un piccolo esempio dei  fuochi d’artificio della notte del 26-08-2012 che con i loro colori ed effetti visivi, sono da sempre uno spettacolo affascinante e suggestivo

Un po’ di storia….della pirotecnia

La pirotecnica (studio dei metodi di preparazione, impiego di sostanze chimiche che danno luogo a esplosioni unite a fenomeni luminosi, sonori e di fumo) o arte dei fuochi artificiali, è nata in epoche antiche in Cina ad opera dei monaci intorno all’anno 1000, a seguito della casuale scoperta della polvere da sparo intorno all’800 (nota anche come polvere nera o polvere pirica).

E’ di Marco Polo il merito di aver fatto arrivare i fuochi d’artificio in Europa.

I fuochi artificiali nella tradizione venivano utilizzati nelle celebrazioni, per spaventare gli spiriti maligni e per promuovere la prosperità (fondamentali erano i petardi, progettati per rendere un forte scoppio e uno folata di fumo).

In un primo tempo i fuochi artificiali erano fabbricati da esperti militari fabbricanti di armi per le celebrazioni delle vittorie, dei trattati di pace o per le manifestazioni di festa non in tempo di guerra.

In Europa i primi sporadici esempi di un uso puramente spettacolare della polvere pirica, sono da attribuire alle Sacre Rappresentazioni (esecuzioni teatrali con scoppi, fiamme e bagliori).

In seguito i Fuochi d’Artificio sono entrati a far parte delle tradizioni delle nostre feste Religiose (in alcuni casi associati allo svolgimento di funzioni religiose, come le Processioni) e popolari (soprattutto in Liguria), si usano per gli avvenimenti importanti e per le principali feste nazionali in tutto il mondo (Capodanno, Ferragosto ecc). La pirotecnica inoltre è sempre stata usata in drammaturgia, infatti attori e figuranti, utilizzano effetti pirotecnici nella loro tecnica di recitazione.

 

Galleria immagini Notturno di Boschetto di Albareto (Parma) 26-08-2012 – Spettacolo Pirotecnico (fuochi d’artificio)

(immagini di Alessandra Bassoni e Pietro Zanzucchi– testi di Alessandra Bassoni e Pietro Zanzucchi)

 

un pò di storia della Chiesa di Boschetto di Albareto (Parma)

testo ed alcune immagini tratte dal sito Istituto comprensivo Prospero Valeriano ManaraAlla scoperta di Albareto e dei suoi dintorni  – Allegato 5   Data di creazione: 28/02/2006

La  Chiesa di Boschetto e le sue origini

Le prime case di questa frazione sono state costruite alle“Caselle” e forse i primi abitanti provenivano da Tombeto, infatti,  per lungo tempo,  Boschetto è dipesa proprio dalla parrocchia di Tombeto.

L’origine del Santuario risale al 1683, anno molto importante per la Cristianità,  perché Giovanni III, cattolico re di Polonia, sconfigge definitivamente i Turchi presso Vienna.

In quell’anno il Papa Innocenzo XI istituisce la festa del SS. Nome di Maria e, sempre in quell’anno, secondo un documento del 1700 (ora andato perduto) “si scoprì una miracolosa immagine di Nostra Signora, nella villa del Tombeto di detta giurisdizione di Borgo Val di Taro, diocesi di Piacenza, in loco detto Boschetto”.

Da ciò si può affermare che l’immagine di Maria, dipinta su un sasso di arenaria, esisteva prima del santuario, probabilmente ospitata in una cappelletta situata nel piccolo bosco di castagni (da cui il nome Boschetto), che cresceva nel luogo dove oggi c’è la Chiesa. Non si sa chi l’abbia dipinta, ma certamente per gli abitanti di quel piccolo gruppo di case, essa aveva una grande importanza,  perché era la “loro” Madonna. Si racconta che una bambina sordomuta, Angela Broglia, grazie alla Sua intercessione, abbia iniziato ad udire ed a parlare, ma si sa con certezza che, durante la dominazione dei Farnese, un loro commissario, Matteo Bonti, recatosi davanti alla Cappelletta, ha ricominciato a camminare senza l’uso dei bastoni.

Fu proprio lui che dette inizio alla costruzione della chiesa, che fu realizzata anche grazie alla partecipazione degli abitanti del paese ed alla generosità dei pellegrini. Durante i successivi lavori di ristrutturazione sono state individuate le ossa di un cadavere, forse proprio quello del Bonti. La Chiesa ha forma ottagonale ed è anticipata, su cinque lati, da un porticato; il Lecora, che scorre poco lontano, ha certamente fornito i sassi per costruire i muri e la volta e si sa di alcune fornaci create lì vicino per fornire la calce.

 Certamente non sarà stato semplice per l’anonimo capomastro costruire una volta in sasso, senza armatura in ferro ed alcuni sostengono l’ipotesi che egli sia stato “guidato” dall’ architetto Valmagini che nel 1681, su incarico dei Farnese, si interessò del Monastero di San Paolo a Borgo Val di Taro e che Matteo Bonti ha certamente conosciuto. Sempre grazie all’interessamento dei Farnese, il 23 febbraio 1685, il Papa Innocenzo XI concedeva alla chiesa del Boschetto il privilegio di un’indulgenza plenaria. Ormai era necessario trovare le persone adatte che si interessassero al mantenimento ed al buon funzionamento del Santuario e così nacquero le figure degli Eremiti della Madonna e quella del cappellano.

I primi Eremiti furono i fratelli Frà Giovanni e Frà Domenico Zuccarelli di Pontremoli. Il loro compito consisteva nel tenere in ordine le suppellettili della chiesa, raccogliere le decime in natura tra gli abitanti e girare nei paesi vicini per chiedere l’elemosina; il ricavato serviva per i bisogni della chiesa e per il sostentamento degli Eremiti che abitavano nella casa, oggi allargata, situata a destra della chiesa. A loro succederà un altro Zuccarelli, ma originario di Compiano ed egli sarà l’ultimo Eremita forestiero. Dal 1786 al 1808 riveste questo incarico Giuseppe Gallinari di Boschetto che, al momento della morte, viene sepolto all’interno della Chiesa.

Dopo di lui ci furono altri Eremiti, anche se non necessariamente dei religiosi; alcuni furono dei capifamiglia di Boschetto che, però, la gente continuò a chiamare ”i frai da Madonna”. Col tempo non si chiameranno più Eremiti, ma custodi. L’ultimo Eremita o custode, ma solo in ordine di tempo, è stato Gioachino Riccoboni che Don Aldo Corbelletta, nel suo libro sul Santuario, definisce “ biblico-patriarcale”. Egli ha nutrito una grande devozione per la Madonna del Boschetto, forse perché la sua effigie è dipinta su un sasso e lui era uno scalpellino.

Ha dato il suo contributo alla realizzazione della fontana e della ”chiesetta”, entrambe in pietra, situate alla destra del Santuario e, quando noi alunni con i nostri insegnanti siamo andati in giro per i piccoli gruppi di case, alla ricerca delle Maestà, spesso gli abitanti ci hanno detto: ”Questa l’ha fatta Gioachino Riccoboni”. Boschetto, non essendo parrocchia, non ha mai avuto un parroco, però ha sempre avuto un cappellano: Don Giuseppe Corbelletta, Don Antonio Mussi, Don Giuseppe Grilli, Don Andrea Faggiani, Don Francesco Brianti, Don Alberto Beretta, Don Vincenzo Moglia, Don Carlo Brugnoli e poi dal 1938, per quarantacinque anni, Don Giovanni Figoni che ha condiviso con la gente di Boschetto gli anni duri e difficili della seconda guerra mondiale e della Resistenza. La figura dell’Eremita o del custode, col tempo, è stata sostituita da quella dei fabbricieri, persone del luogo che curavano l’aspetto economico del Santuario e dei suoi beni. Si interessavano della sua manutenzione, seguivano le processioni indossando una tunica bianca; in occasione della Sagra organizzavano, sul piazzale della Chiesa, un’asta dove mettevano “all’incanto” formaggio, galline, farina che avevano ricevuto durante la questua ed il cui ricavato serviva per sostenere le spese della Chiesa. Oggi la Chiesa di Boschetto non dipende più da quella di Tombeto, infatti nel 1983 ha  ottenuto “personalità giuridica”, perché è stata elevata a dignità di Santuario.

L’attuale cappellano è Don Renato Corbelletta, che cura la sua Chiesa con amore ed attenzione ed al quale va anche il merito di aver realizzato, naturalmente con la collaborazione degli abitanti  e degli emigrati, una struttura sociale molto importante come “La casa del Pellegrino”.

 

Boschetto, Santuario

Madonna dipinta su pietra

 

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