Altare della reposizione (Sepolcro) – Chiesa di San Rocco – Borgo Val di Taro (Parma) – Pasqua 2017

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 altare-reposizione-119-pasquaPubblichiamo alcune immagini dell’altare della “reposizione” (Sepolcro), preparato nella Chiesa dedicata a San Rocco, nel Quartiere San Rocco a Borgo Val di Taro (Parma), foto scattate nel periodo Pasquale 2017 e alcuni ricordi e testimonianze (di Giacomo Bernardi), che ci aiutano a riflettere su questo periodo “Settimana Santa” nel quale si fa memoria della Passione e Morte di Cristo, prima della Risurrezione nel giorno di Pasqua.

Guarda Pasqua 2016: “Altare della reposizione (Sepolcro)” – Chiesa di San Rocco – Borgo Val di Taro (Parma) 

Venerdì Santo (3 aprile 2015): “Altare della reposizione” – Chiesa di San Rocco – Borgotaro (PR)

Guarda i post  Santa Pasqua

altare-reposizione-108-pasquaaltare-reposizione-126-pasquaIl tutto è rivolo a promuovere l’interesse e la conoscenza, del nostro territorio e delle nostre radici culturali, ma anche ai riti e alle preghiere, tanto più che la Pasqua non si esaurisce nella grande festività annuale, ma va oltre, perché ogni domenica è “Giorno del Signore”.

Guarda i post Vangelo del Giorno

altare-reposizione-109-pasquaRicordiamo che la Pasqua non viene una volta all’anno ma ogni domenica è Pasqua, il “Giorno del Signore”. altare-reposizione-110-pasqua

Borgotaro (PR), immagini altare della “reposizione” Chiesa Parrocchiale dedicata a San Rocco, Santa Pasqua 2017 altare-reposizione-138-pasqua

Da Giacomo Bernardi 

IL GIOVEDI’ SANTO (2 parte) 

Giacomo Bernardi - GIOVEDI' SANTO (1)Il giovedì Santo, giorno in cui si ricorda la “lavanda dei piedi”, era per noi ragazzi un appuntamento molto atteso.

La Messa si diceva fosse quella “In coena Domini”, l’Ultima Cena, insomma.

Non so perché tra noi si dicesse:” Incö anuma a bat’ Pilato”(Oggi andiamo a battere Pilato).

Andavamo in coro con dei bastoni e più che seguire la bella cerimonia, attendevamo il momento in cui il campanaro ci avrebbe fatto un segno.

altare-reposizione-120-pasquaEra il momento che aspettavamo e con i bastoni picchiavamo a più non posso sulle panche e su cassette che Jacumèin aveva sistemato.

Più avanti avrei capito che, in realtà, ad essere “battuto”, anzi fustigato, non era stato Pilato ma Nostro Signore.

E quel baccano voleva ricordare quel triste episodio.

***

Giacomo Bernardi - GIOVEDI' SANTO (3)Dopo questa cerimonia, tacevano anche le campane. “J’han ligà l’campan’n” si diceva.

Chi non ha vissuto quell’esperienza non può capire cosa significasse, un tempo, il silenzio delle campane.
Si, perché la vita era cadenzata dal loro suono.

Suonavano la Messa dell’Alba, come inizio della giornata

Il Mezzogiorno, come pausa lavorativa, per mangiare

L’Ave Maria della Sera, come chiusura della giornata

altare-reposizione-121-pasquaEd erano tre momenti cardine della giornata.

Poca gente aveva l’orologio al polso e molti si regolavano col suono delle campane, specie chi lavorava i campi.

Della Messa dell’Alba non c’è più traccia.

Il mezzogiorno si suona ancora. Ma è un’ora come tante altre.

Un tempo mezzogiorno era l’ora in cui quasi tutti smettevano di lavorare, abbandonavano i propri attrezzi e rincasavano per pranzare.

altare-reposizione-133-pasquaGuai alla donna di casa se a mezzogiorno non avesse fatto trovare tutto pronto!

Il silenzio delle campane era davvero il segno della partecipazione dell’intera comunità ai Misteri Pasquali.

Al posto delle campane, suonavano l’bataröl’.

La bataröla era uno strano strumento: praticamente un’ asse in legno, lunga circa un metro, con applicati dei ferri ruotanti.

Quando si agitava, ruotandola, la tavola provocava un forte rumore.

Jacumèin, ma a volte anche noi ragazzi per un breve tratto, faceva il giro del Borgo avvertendo, al posto della campana, che era mezzogiorno.

Quante lotte per poter suonare la bataröla!!! Anche per pochi metri.

Giacomo Bernardi - GIOVEDI' SANTO (2)Il giovedì, in campagna, si usava “ligà l’ piant’.

Si prendeva un salice, una funicella, un ramo verde e lo si avvolgeva attorno al tronco dell’albero da frutto in fiore.

Con quel gesto si voleva che i fiori, dai quali sarebbero più avanti nati i frutti, restassero legati all’albero. La loro scomparsa anticipata per gelo o altro avrebbe rovinato il raccolto.

Quando il sabato suonavano le campane, le piante venivano slegate.

Alla sera del giovedì si potevano visitare i Sepolcri, che a Borgotaro vantano un’antica tradizione per l’accuratezza con cui, ancora oggi, vengono approntati.

Ricordo anche che tutte le immagini religiose presenti nelle chiese, venivano ricoperte con tele violacee.

***

I Sepolcri

 altare-reposizione-132-pasquaIl Sepolcro è collocato, come da tradizione, nella cappella del Crocifisso.

Il soggetto è una copia di un famoso dipinto di Guido Reni.

E’ opera, probabilmente, del compianese Massimo Pettenati, attivo nella seconda metà dell’800 che ha lasciato anche in altre chiese traccia della sua attività.

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Borgotaro (PR), immagini Chiesa Parrocchiale dedicata a San Rocco, Santa Pasqua 2017altare-reposizione-107-pasqua

Borgotaro (PR), immagini Chiesa Parrocchiale dedicata a San Rocco, Santa Pasqua 2017 altare-reposizione-102-pasqua 

“Altare della reposizione (Sepolcro)” – Chiesa di San Rocco – Borgo Val di Taro (Parma)altare-reposizione-119-pasqua

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