Giacomo Bernardi – “Passaporti per l’Al di là” – Borgotaro (PR)

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Di seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), intitolato “Passaporti per l’Al di là”.

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Passaporti per l’Al di là di Giacomo Bernardi

Il cimitero, così come lo conosciamo oggi, era sconosciuto, o quasi, fino a 200 anni fa. Prima d’allora i morti venivano sepolti in fosse comuni, detti ossari, che si trovavano sotto il pavimento delle chiese.
Fu Napoleone, nel 1806, con apposito editto, a proibire questa usanza che provocava non pochi problemi igienico- sanitari. Poiché la nostra zona faceva parte allora dell’Impero Francese, le nostre parrocchie dovettero provvedere a costruire un apposito cimitero che doveva essere dotato di un recinto in muratura e di cancello di chiusura. Ci volle qualche anno, ma nel nostro comune, a partire dal 1810, tutte le frazioni avevano il loro cimitero. Quello di Borgotaro era situato di là dal Taro, davanti alla chiesa di San Rocco che ora ospita il campo di gioco. Da qui venne successivamente spostato nel luogo ove attualmente si trova.
Una volta costruiti i cimiteri, fu possibile per tutti una propria sepoltura, privilegio esclusivo, prima d’allora, di personaggi famosi: Papi, monarchi, santi, nobili, prelati, eroi, grandi artisti, inventori, uomini politici, scrittori.
All’inizio prevalse l’uso di inumare i corpi, o le casse, sotto un cumulo di terra con l’ornamento di una semplice croce, successivamente da parte delle famiglie più abbienti s’iniziò ad erigere tombe più complesse, in marmo o sasso, ornandole spesso di sculture anche imponenti, con l’aggiunta, non solo dei dati relativi all’estinto cui si era obbligati, ma anche di scritte che ne segnalavano il rango, i meriti e le virtù.
Questo delle scritte non fu appannaggio delle sole classi benestanti, ma, con il passar degli anni, ad esse ricorsero in molti, desiderosi di far conoscere i meriti dei loro familiari, il dolore dei sopravvissuti, la speranza della riunificazione in Cielo.
Quanto sia invalso quest’uso, ce ne danno prova le molte iscrizioni che ancora oggi possiamo leggere non solo sulle tombe monumentali, ma anche sulle lapidi che chiudono gli avelli, nonostante molti siano ormai stati sostituiti a causa dell’ assenza di eredi.
Queste “frasi” che risalgono ad un’epoca in cui regnava l’analfabetismo, venivano compilate da degli “specialisti”, gli stessi che, spesso a pagamento, scrivevano per altri lettere a chi era in servizio militare o all’estero per lavoro. Persone dalla penna facile, capaci di enfasi e disposti a scrivere tutto il bene possibile del defunto, spesso al di là dei suoi meriti.
Mi piacerebbe raccogliere (prima che spariscano) questi “testi” che io chiamerei “Passaporti per l’Al di là”, oppure “Passaporti per il Cielo”
Che ve ne pare?
Ritenete che l’idea sia irrispettosa?
Volete segnalarne ?
Eccovene, nel frattempo, alcuni, tratti dagli oltre cento che ho raccolto nei mesi scorsi.Cimitero del Capoluogo

Leonardi Giuseppina ved. Ferrari
(1851-1926)
madre esemplare
donna pia e caritatevole
lascia largo rimpianto di sé
fra quanti la conobbero
ed inconsolabili i figli ed i nipoti.

Pace
all’anima buona e pia
di
Alberto Ferrari
rapito all’ affetto dei suoi cari
il XXIV XI MCMXXXV
nella giovane età di anni XXX
visse nel sacro amore di Dio
di Patria e di famiglia.

-La morte divise e Cristo riunì
Feci Andrea (1855-1928)
Ferrari Maria Paola (1857-1943)

-Deo misericorde
Ezildes Cantù Marchini

Lusardi Antonio (1881-1928)
All’immenso dolore
d’averti perduto mi conforta la speranza
di rivederti in cielo.
Sposa e figlio

Pregate
qui riposa nel Signore
la maestra Tersilla Pesci De Micheli
nata il 17-9-1877 morta santamente il 12-1-1930
piissima persona esemplare ottima educatrice
vera missionaria della scuola per 30 anni
donna d’ingegno mente colta cuore nobile
anima virtuosa santa angelo di bontà e carità
passò beneficiando tutti
solo Iddio desiderando per ambito premio
amata dal popolo che la pianse e la onorò
amatissima dal marito m° Serafino e dai parenti
che con affetto imperituro
desolati Q R P.

Anna Pellacini
(1926-1942)
Lieta
nella giovinezza
serena
nel sacrificio
qual fiore che teme
l’aura del mondo
reclinasti lo stelo
e gli angeli ti accolsero
per portarti
a fiorire lassù.
Ai tuoi reca conforto tu
che in Cristo riposi

Cimitero di Rovinaglia

Alla veneranda memoria
di
Veronica Giuglianotti
in Ferrari
sposa e madre affettuosa
morta nel bacio del Signore
il 30 aprile 1926
di anni 72
il marito Pietro
le figlie e congiunti
posero

Qui con la consorte
riposa
Pietro Ferrari
uomo laborioso e onesto
morto cristianamente
il 5 marzo 1930
di anni 80
le 5 figlie

Giacomo Bernardi 

 

 

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