Giacomo Bernardi – Trecento e due anni fa, una Regina al Borgo (Elisabetta Farnese) – Borgotaro (PR)

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Trecento e due anni fa una Regina a BorgotaroDi seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), intitolato “Trecento e due anni fa, una Regina al Borgo” (guarda Elisabetta Farnese).

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Trecento e due anni fa, una Regina al Borgo di Giacomo Bernardi

Trecentudue anni fa, precisi precisi, nel senso che era il 23 settembre 1714, Elisabetta Farnese, neo-regina di Spagna, giungeva a Borgotaro. Era sera inoltrata come si vede dal quadro dello Spolverini che rappresenta l’arrivo al Borgo del fastoso corteo.(1)
Elisabetta (2) era accompagnata dalla madre Sofia di Neuburg, Duchessa di Parma e dal Duca Francesco Farnese suo padrino. Si era sposata il 16 settembre a Parma per procura ed era in viaggio per raggiungere Sestri Levante, da dove un vascello l’avrebbe portata, via mare, ad Alicante dove avrebbe incontrato il marito Filippo V, re di Spagna.
Lei aveva 22 anni, lui 31 ed era rimasto vedovo sei mesi prima. Ma il viaggio, contro ogni previsione, non avvenne via mare, ma via terrra. Così la regina arrivò in Spagna a Natale. Ed ebbe un epilogo inaspettato.
Volevo in questa occasione ricordare quante persone giunsero al Borgo quel giorno.
L’elenco da un documento ufficiale dell’epoca:

Un corriere di Sua Altezza
12 carabinieri a cavallo, con il loro tenente, spada alla mano
4 corrieri di Sua Eminenza
Trombettieri della medesima
Crocifero a cavallo con croce inalberata
4 Lacchè di Sua Altezza
Veniva la carrozza a sei cavalli, entro la quale l’Eminenza Sua, e Sua Altezza
Un paggio da livrea di Sua Eminenza, a cavallo, a destra con valigia
Un paggio d’onore di Sua Altezza a Cavallo, a sinistra, con valigia
24 Guardie del Corpo a cavallo, dell’Altezza Sua, con loro tenente, spada alla mano.
Carrozza a sei di Sua Altezza, entro della quale il sig. Marchese Manzoli, i Vescovi, ed il cerimoniere di Nostro Signore.
Carrozza a sei di Sua Eminenza per il prelato.
Altra di Sua Eminenza per li cavalieri
Carrozza di Sua Altezza, entro di cui le prime Cariche.
Altre tre Carrozze di Sua Altezza per li gentil uomini della sua camera
Tre trombettieri della Cavalleria forense
Retroguardia di 30 carabinieri a cavallo, con loro capitano, spada alla mano.
13 carrozze a sei cavalli, entro delle quali cavalieri, paggi, cappellani, e familiari di Sua Eminenza.
12 sedie da Posta con varie persone di servigio, che chiudevano la marcia.
Le carrozze arrivarono fino a Carona (Fornovo), da lì le carrozze a sei cavalli sparirono perchè la strada per Borgotaro non esisteva. Si risaliva il greto del Taro. Quindi a Borgotaro questa gente arriverà a piedi, a cavallo, in portantina, in sedia da posta.

Al furmaju coi bèighi!
Ma com’era questa Elisabetta, alla quale il Borgo ha dedicato l’unico monumento al mondo che la ricordi?
Eccovi un giudizio del Cardinale Alberoni che “combinò” il fortunato matrimonio.
“Ama mangiar bene e stare allegra. Vino, formaggi, salami, ribiole coi vermi passano continuamente dalla mia casa a quella dei reali.
La regina mangia come due e mi contenteria mangiare io in due pasti quello che mangia in uno. Beve due volte al pasto in un vaso assai recipiente. Continua a bere il mio vino però senza che lo sappia gli fo’ mettere un terzo d’acqua”.

Giacomo Bernardi 

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