Giacomo Bernardi – “La lunga linea della nostra storia (1° parte)” – Borgotaro (PR)

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La lunga linea della nostra storia Giacomo BernardiDi seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), intitolato “La lunga linea della nostra storia (1° parte)”.

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La lunga linea della nostra storia (1° parte) di Giacomo Bernardi

Ho trovato gli appunti da me scritti anni fa, quando mi capitò di dover parlare, in tre ore, della storia dei nostri territori. Dall’ A alla Z, come si dice. Partendo da lontano, molto lontano, alla ricerca di una identità comune. Vi propongo (in tre puntate) la mia scaletta che preparai allora.
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Era il 2002. Mi chiamarono per chiedermi se accettavo di partecipare, come docente, ad un corso per operatori della ristorazione e dell’agriturismo.
Avrei dovuto parlare di storia della zona, in modo da trovare alcune caratteristiche specifiche proprie dei nostri territori (Valtaro e Valceno)..
– Quante ore? – chiesi
– Tre ore. In un’unica lezione.
Mi parve poco razionale, ma accettai. Cominciai così…
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Mi chiamo Giacomo Bernardi, faccio parte dell’Ass. Ricerche Storiche A. Emmanueli di Borgotaro, della quale sono anche il Presidente. Da anni mi interesso di storia, dialetto, tradizioni locali.
Ho anche scritto qualche libro, l’ultimo dei quali è questo sulla storia delle Comunalie, che utilizzerò oggi.
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La settimana scorsa, qui a Borgotaro, la nostra Associazione ha presentato un poderoso volume contenente gli Atti di un convegno svoltosi a Borgotaro nel 1998 sul tema:
“La montagna tosco-ligure-emiliana e le vie di commercio e pellegrinaggio”.
Con noi c’erano molti professori dell’Università di Genova. Con uno di loro, docente di storia medioevale, sono da anni in contatto e quando mi chiese di venirmi a trovare il 25 ottobre, gli dissi che ero impegnato per un corso, per parlare di storia della valle.
Rimase meravigliato, in senso positivo, che nell’ambito di un corso di addetti all’agriturismo, vi fosse posto anche per la storia.
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Da parte mia non sono meravigliato e credo che, chi è impegnato nel settore della ristorazione, dell’agriturismo o comunque in tutte le attività che abbiano attinenza con l’accoglienza, la ricezione, sempre più dovrà tener conto nella sua attività della tradizione, della storia, dei beni culturali presenti nella propria zona.
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E siccome le mie parole potrebbero sembrare chiacchiere, e qualcuno magari penserà: con tutti i problemi ci manca anche questo, io mi limito a due esempi concreti.
Viaggio a Otranto …
Costerbosa …
Comunque, dopo avervi detto come la penso circa la utilità di introdurre nel vostro corso, anche questo argomento, vi dirò che non è molto facile per me riassumere in tre ore quella che è la storia delle nostre vallate, dei nostri paesi, perché la nostra è una storia molto complessa, variegata che spesso si differenzia da valle a valle, da paese a paese.
Basti pensare alla nostra collocazione geografica, messi come siamo in una zona a cavallo di tre regioni: Liguria-Toscana-Emilia.
Foce dei tre confini….(parlarne)
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Vi siete mai chiesti perché Borgotaro, Bedonia, Compiano e Bardi pur essendo in Provincia di Parma fanno parte della diocesi di PC?
Berceto invece della diocesi di PR.?
Albareto addirittura di quella di Massa-Pontremoli?
Come mai nel solo comune di Borgotaro ci sono tre diocesi?
Tutto questo trova riscontro in ragioni storiche e ciò può darvi l’idea della complessità di cui vi ho detto.
Ci sono tuttavia dei connotati comuni e a quelli cercherò di fare riferimento.
L’ideale sarebbe per voi avere un’ora dedicata alla zona specifica, al contesto in cui operate o opererete, ma questo è impossibile.
Io penso comunque che ogni esercizio dovrebbe mettere a disposizione dei clienti carte della zona e qualche paginetta scritta al computer in cui sia riassunta la storia del luogo, le emergenze architettoniche (che non devono essere obbligatoriamente grandi opere d’arte, ma anche vecchie case, mulini abbandonati, essiccatoi, vecchie stalle, maestà, alberi particolari, luoghi di particolare bellezza paesaggistica, ecc.)
Come clienti potrete avere chi viene solo per fare una buona mangiata, chi per riposare, ma anche chi vuol curiosare in giro. Così come, ma non è mia competenza, penso che sarebbe bene mettere dei cartellini con il nome delle piante che stanno attorno al vostro esercizio, magari nelle tre versioni (scientifica, italiano e dialetto), magari con specificato l’uso che nel passato si faceva di quel legno.
Così come sarebbe interessante avere nei propri menù, anche qui non è mia competenza, dei piatti che si preparavano in ogni singola zona in occasioni particolari (pranzo di magro, pranzo di vigilia, carnevale ecc.)
Credo che in futuro sempre più avremo clienti che saranno interessati a questi aspetti.
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Allora dopo questa introduzione, proviamo ad affrontare il tema.
Un tempo la storia era fatta essenzialmente di date, di guerre, di conquiste, di re, imperatori. Fortunatamente oggi si ha un’idea diversa della storia.
Essa è opera di tutti gli uomini, di tutti noi. Ognuno di noi porta il proprio contributo alla storia.
Ma la storia oggi si interessa di come vivevano gli uomini nelle varie epoche, delle loro condizioni sociali ed economiche. (1-continua).
Con la speranza che a qualcuno possa servire, pur sapendo che a qualcun altro non interesserà affatto.

Giacomo Bernardi La lunga linea della nostra storia Giacomo Bernardi

 

 

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