Giacomo Bernardi – “La campan-na d’ meşudì” – Borgotaro (PR)

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La campan-na d’ meşudì Giacomo BernardiDi seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), intitolato “La campan-na d’ meşudì”.

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La campan-na d’ meşudì di Giacomo Bernardi

Scriveva Don Amadio in una delle sue più famose poesie (Nina nana burgh’şan-na):
…… Povra mi,
la campan-na d’ mezudì
a bacioca a tüt’andà
souna l’ura d’ar dişnà.
…..
dorma cocu d’la mamà
ch’a mumèinti ve ar papà.
***
Sì, una volta si mangiava a mezzogiorno preciso. Quando suonava il mezzogiorno, tutti smettevano il loro lavoro e rincasavano velocemente. Ma non suonava soltanto la campana. Suonavano le sirene delle fabbriche: quella del tannino e, in unisono, quella della Milanese & Azzi. Anche le campanelle delle scuole suonavano, perché un tempo le lezioni terminavano a quell’ora.

E il vento portava pure il suono delle campane di Brunelli e di Pontolo.

Diceva mio padre, che lavorando in proprio poteva anche ritardare di qualche minuto, riferendosi ai muratori con i quali stava lavorando: “Apèina i sèinti al primu tucu dal meşudì, i pianti lì la casöla e i van” .

Ricordo bene che fino a non molti anni fa, poco dopo il suono del mezzogiorno, si notava un aumento improvviso del traffico: auto, biciclette, motorini. Sì perché falegnami, calzolai, imbianchini, muratori, fabbri e artigiani in genere, al suono della campana smettevano di lavorare e rincasavano pr’al dişnà. In campagna il mezzogiorno era ancor più sacro: qualunque lavoro si stesse facendo, lo si interrompeva e si rientrava a casa.

Il mezzogiorno, e quindi la sua segnalazione, rappresentava un momento importante della giornata. Ci diceva che eravamo giunti, come dice la parola, a METà GIORNO. Ed era quindi tempo di fare una pausa. Guai per la donna che a mezzogiorno non avesse fatto trovare tutto pronto.

Ieri sono uscito di casa un poco tardi e sono giunto sulla strada, nei pressi dell’Albergo Roma, mentre suonava la campana del mezzogiorno. Chissà perché sono riandato col pensiero a tempi passati, quando il campanone provocava movimento di uomini e di automezzi. Il mezzogiorno che suonava metteva le ali ai piedi a tutti: alle donne in ritardo, ai ragazzi, agli uomini che rientravano dal lavoro. Invece mi son guardato in giro ….

Nulla, come se la gente nemmeno sentisse il suono della campana. La circolazione è rimasta com’era, nessuno ha accelerato la sua andatura, nessun segno che facesse capire che la giornata era giunta a metà corsa.
Mi sono chiesto: – Per chi suona la campana? Anzi il Mezzogiorno?

Giacomo Bernardi La campan-na d’ meşudì Giacomo Bernardi

 

 

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