Santa Maria Albareto (Parma) – immagini e video Fuochi Artificiali 15-08-2012

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In tutte le valli dalla Valle del Gotra alla Valle del Baganza, ogni anno nel mese di agosto si susseguono feste e sagre, con spettacoli e concerti, inoltre molti appuntamenti religiosi con liturgie, messe commemorative e fiaccolate. 

In Val Gotra ad Albareto (Parma), in occasione del giorno centrale dell’estate (ferragosto), si festeggia la santa Patrona la B.V. Maria Assunta in Cielo.

 Il programma 2012 prevedeva, la SS. Messa nella Chiesa Parrocchiale di Albareto alle ore 21,00 del 14-08-2012, con fiaccolata per le vie del paese.La SS. Messa al mattino del 15-08-2012 e la Processione alle ore 16,00, con la partecipazione del Corpo Bandistico di Albareto. 

Per l’occasione la Pro loco di Albareto come sempre organizza, al Parco dei Pini, una serata di musica molto particolare, in più da alcuni anni offre a tutta la Val Gotra uno spettacolo pirotecnico “emozionante” con fuochi d’artificio elaborati, complessi, contenenti forme e disegni che affascinano.

I fuochi artificiali con il loro tipico “botto” la molteplicità di effetti luminosi e la brillantezza di colori, accendono emozioni difficilmente descrivibili tramite scrittura quindi cerchiamo attraverso alcune immagini e un piccolo video (del gran finale), di farveli ammirare

Video dello Spettacolo dei Fuochi Pirotecnici (gran finale) Estate 2012 Albareto Parma 15-08-2012

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Ecco alcune immagine notturne di Albareto (Parma), e un piccolo esempio dei  fuochi d’artificio della notte del 15-08-2012 che con i loro colori ed effetti visivi, sono da sempre uno spettacolo affascinante e suggestivo

Un po’ di storia….della pirotecnia

La pirotecnica (studio dei metodi di preparazione, impiego di sostanze chimiche che danno luogo a esplosioni unite a fenomeni luminosi, sonori e di fumo) o arte dei fuochi artificiali, è nata in epoche antiche in Cina ad opera dei monaci intorno all’anno 1000, a seguito della casuale scoperta della polvere da sparo intorno all’800 (nota anche come polvere nera o polvere pirica).

E’ di Marco Polo il merito di aver fatto arrivare i fuochi d’artificio in Europa.

I fuochi artificiali nella tradizione venivano utilizzati nelle celebrazioni, per spaventare gli spiriti maligni e per promuovere la prosperità (fondamentali erano i petardi, progettati per rendere un forte scoppio e uno folata di fumo).

 

In un primo tempo i fuochi artificiali erano fabbricati da esperti militari fabbricanti di armi per le celebrazioni delle vittorie, dei trattati di pace o per le manifestazioni di festa non in tempo di guerra.

In Europa i primi sporadici esempi di un uso puramente spettacolare della polvere pirica, sono da attribuire alle Sacre Rappresentazioni (esecuzioni teatrali con scoppi, fiamme e bagliori).

In seguito i Fuochi d’Artificio sono entrati a far parte delle tradizioni delle nostre feste Religiose (in alcuni casi associati allo svolgimento di funzioni religiose, come le Processioni) e popolari (soprattutto in Liguria), si usano per gli avvenimenti importanti e per le principali feste nazionali in tutto il mondo (Capodanno, Ferragosto ecc). La pirotecnica inoltre è sempre stata usata in drammaturgia, infatti attori e figuranti, utilizzano effetti pirotecnici nella loro tecnica di recitazione.

un pò di storia della Chiesa di Albareto (Parma)

Dal sito Istituto comprensivo Prospero Valeriano Manara

 Alla scoperta di Albareto e dei suoi dintorni

 Allegato 3  Data di creazione: 28/02/2006

La Chiesa di Albareto

Albareto sorge sul versante dell’Appennino Settentrionale ed è una Parrocchia di origine antica. Nell’atto di fondazione del 27 maggio 884 risulta donata da Adalberto I, Conte di Lucca e Marchese di Tuscia, al Monastero benedettino di San Caprasio di Aulla.

Per mancanza di documenti non si conosce l’epoca in cui la Chiesa di Albareto fu eretta a parrocchia, ma nel 1133 può ritenersi essere già tale.

E’ certo che nel 1219 era parrocchia.

Negli Estimi della Diocesi lunense del 1470-71, figura come cappella di Aulla. Divenne parrocchia autonoma agli inizi del XVI secolo (ma l’Abate del Monastero di Aulla vantava diritti sulla parrocchia). L’archivio parrocchiale inizia nel 1603.

Da una iscrizione lapidaria (posta ora sulla facciata esterna della sacrestia) risulta che la Chiesa anteriore all’attuale fu costruita nel 1475.Verso la metà del XIX secolo, poiché il governo parmense non voleva avere nel suo Ducato, parrocchie soggette ai Vescovi del Regno subalpino, perché in esso vi spirava l’aria di nazionalità italiana, Albareto, Baselica, Valdena con Gotra e Buzzò furono aggregate alla Diocesi di Pontremoli con Decreto concistoriale in data di Roma 9 agosto 1854.

La facciata di quella vecchia Chiesa era costruita di grosse pietre lavorate a scalpello con una finestra a forma di mezza luna corrispondente ad una simile nel coro.

Il coro era di figura rettangolare, la navata non aveva cappelle e gli altari laterali erano aderenti alle pareti.

C’era l’altare del Rosario, con i 15 misteri dipinti in assicelle intorno all’ancona. Dietro facoltà ottenuta dal Generale dell’ordine dei Predicatori, frate Gian Battista Morini, in data di Roma del 19 agosto 1551, si era istituita canonicamente la confraternita per partecipare delle indulgenze e dei privilegi concessi dai Sommi Pontefici.

A questo altare faceva riscontro quello di San Rocco, che fu eretto per voto del popolo in occasione della peste avvenuta nel 1631. Questa epidemia si sviluppò ad Albareto in primavera: lo sbigottimento era generale e molti abbandonarono il paese. In questa occasione epidemica i cadaveri erano seppelliti nelle tombe, dentro la Chiesa parrocchiale, come si vede dai registri degli atti dei decessi. Nel 1632 il parroco di Albareto celebrò 18 matrimoni: fatto straordinario per riparare il vuoto causato da quel morbo micidiale.

Nel 1666 fu costruito, sull’altare maggiore, un tabernacolo in legno in forma piramidale con colonnette a tre ordini e con varie statuette, che fu tutto indorato nel 1680. (Nel 1916, per decisione del Vescovo Mons. Angelo Fiorini, il tabernacolo in legno verrà sostituito con uno in marmo).

Nel 1703 fu eretto anche l’altare di San Francesco Saverio.

A causa delle piogge straordinarie del 1755-58, la Chiesa parrocchiale fu in pericolo, tanto che nel 1760, per difesa, fu fatto un pignone in calce, che esiste ancora, coperto dal letto del Canale Peghinzola.

Nel 1843, poiché la popolazione di Albareto era cresciuta, si pensò di ricostruire la vecchia Chiesa più ampia, nello stesso luogo, incominciando dal coro.

Fu terminata ed aperta al culto nel 1857: tutto si fece a spese del popolo, come si rileva dall’iscrizione posta nella facciata esterna della sacrestia, che dice “ GENTIS ALBARETI SUMPTU PIETATE LABORE”.


L’attuale parroco, Don Paolo Tomaselli, fece ingresso ad Albareto nel 1962.
Nel 1865 fu ricostruita quasi tutta la canonica.

Nel 1963 viene sostituito il vecchio portale con uno nuovo massiccio in rovere di Slavonia e proseguono i lavori di restauro della facciata della Chiesa.

La navata dell’attuale Chiesa ha sei cappelle e vi sono due piccole porte laterali, sopra una delle quali, nell’interno, sporge un bel pulpito.

Due colossali colonne, che sono di sostegno ad un arco sporgente, separano il santuario dal corpo della Chiesa.

L’oggetto principale, che attira lo sguardo, è il tabernacolo costruito sopra l’altare maggiore, in cui sta annicchiata la statua di Maria SS. Assunta in cielo, titolare della parrocchia, acquistata nel 1875 dalla fabbriceria della Cattedrale di Pontremoli.

La statua in legno dell’Assunta fu trasportata a spalle dagli uomini di Albareto, per il passo del Bratello, mentre gli altri in processione cantavano e pregavano.

Nell’abside vi è la statua di San Rocco, compatrono della parrocchia: l’immagine è stata restaurata nel 1981.

Oltre la statua di Santa Teresa del Bambin Gesù nella rispettiva cappella, vi è anche la statua di S. Antonio da Padova e quella di S. Giuseppe.

E’ di notevole interesse anche il coro del 1878 tutto lavorato in noce con stalli ed intagli eseguito da Gasparini Pietro di Borgotaro e, nella piccola sacrestia, un armadio fatto dal maestro Clito Andrea nel 1675.

Vicino alla Chiesa s’alza il campanile: esso fu fabbricato nel 1738 a distanza di circa tre metri dall’antico, che stava unito alla distrutta sacrestia.

Dentro i quattro finestroni si mettono in moto altrettante armoniose campane: furono fuse a Casale di Albareto,  da Capanni Giovanni di Castelnuovo di Monti,  nel 1866.

Parliamo ora del cimitero. Inizialmente l’inumazione dei cadaveri si faceva all’esterno della Chiesa.

Dal 1475 in poi, non si seppellirono più i cadaveri fuori della Chiesa, ma, secondo una generale usanza, nelle cinque tombe, in essa costruite.

Nel 1811, il Governo francese, proibì il seppellimento dei cadaveri nelle tombe delle chiese e le lapidi sepolcrali furono chiuse con lastre di ferro impiombato, a norma del Decreto del Prefetto di Chiavari 15 novembre 1810.

Fu quindi necessario costruire il Campo Santo, che si fece a poca distanza dalla Chiesa, verso la parte di tramontana. Nel 1872-73 si ricostruirono i muri del cimitero e si difesero con copertine tutte lavorate in pietra.

Due colonne quadrate, costruite in pietra lavorata a scalpello, formano i lati d’ingresso ed altre due,  gli angoli della facciata: un robusto cancello in ferro ne chiude l’entrata.

La spesa fu fatta dall’Amministrazione delle Comunalie di Albareto, con il consenso del popolo.

Nel luogo occupato dall’attuale cimitero esisteva, nel XIII secolo, un oratorio con un solo altare dedicato a San Lorenzo martire.

Questo oratorio si chiamava dei Battuti o più comunemente “Casaccia”.

Nel genovesato gli oratori dei Battuti detti anche Flagellanti, si chiamavano Casacce, perché avevano forma più di casa che di Chiesa e perché sui muri interni era permesso solo una greggia intonacatura.

I confratelli di questa compagnia di disciplinanti, si vestivano di cappe bianche, facevano processioni, di cui la principale era quella del Venerdi Santo: si velavano per umiltà la faccia, si disciplinavano anche pubblicamente, cioè praticavano la flagellazione in pubblico ed esercitavano altri atti di devozione.

Nel 1660 questa compagnia cessò e nell’oratorio venne istituita canonicamente la Confraternita dei Centuriati di San Agostino e di Santa Monica, sotto l’invocazione della B.V. della Cintura o della Consolazione. 

Galleria immagini Notturno di Albareto (Parma) 15-08-2012 Santa Maria – Spettacolo Pirotecnico (fuochi d’artificio)

(immagini di Alessandra Bassoni e Pietro Zanzucchi– testi di Alessandra Bassoni e Pietro Zanzucchi)

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