Daino (Dama dama) ripreso nei pressi di Compiano (Parma) in Val Taro (settembre 2012) – immagini

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Ecco il Daino (Dama dama) dalla tipica colorazione marrone pomellata di bianco, 

in compagnia di un Daino completamente nero (melanico), ripresi nei pressi di Compiano (Parma) in Val Taro, il 02-09-2012.

 

I due animali (visto le caratteristiche dei palchi li possiamo classificare Palanconi) osservano incuriositi, per poi scomparire nella boscaglia.

 

 

 

Le immagini e questo piccolo testo speriamo sia utile a far appezzare e rispettare la biodiversità del nostro territorio.

 

 

 

 

Informazioni e Consigli – Manuale Guida Pratica Alegrafia PiZanz su come fotografare gli animali selvatici alla pagina Animali – Come fotografarli

Note Generali

Le specie autoctone di ungulati presenti in Emilia-Romagna, sono il cinghiale, il cervo e il capriolo.

Il Daino e il Muflone anch’esse presenti sono specie alloctona, ovvero importata in Italia in tempi molto antichi.

 

Il Daino sarebbe stato introdotti dall’uomo in quanto la regione offriva foreste mature, boscaglie e una notevole varietà d’ambienti adatti e inoltre immessi come specie ornamentale in molti parchi nobiliari e come oggetto di facili cacce.

Il Daino in Emilia Romagna lo si può trovare dal livello del mare alla media montagna, in un’altitudine che comprende le zone sotto i 1200 metri.

Caratteristiche del Daino in generale

Il Daino (Cervus dama oppure Dama dama) della famiglia dei Cervidi,  è un animale brucatore intermedio tendente al pascolatore puro, infatti in condizioni normali il suo nutrimento è rappresentato da erba, foglie, germogli e frutta, ma anche funghi di ogni specie. Il daino è un ruminante (dopo aver ingoiato il cibo lo rigurgita per poi rimasticarlo in luoghi riparati e sicuri) e dedica all’attività di pascolo il 50% in percentuale massima di tempo in una giornata.

Inoltre la presenza nel territorio di acqua non è indispensabile infatti il Daino è un animale tra i più resistente ai climi aridi (xerofila).

Il Daino maschio può raggiungere i 110 kg di peso e un’altezza superiore ai 90 cm, le femmine difficilmente superano i 65 kg ed un’altezza di 80 cm, l’altezza al groppone è leggermente superiore rispetto al garrese (si possono comunque a volte riscontrare nei maschi altezze al garrese uguali o di poco maggiori di quelle al groppone), la coda misura circa 20 cm., ha occhi grandi e ovali e  grandi orecchie.

I maschi adulti possiedono i palchi (larghe e lunghe “corna” palmate che si ornano sull’orlo di punte sempre più numerose col crescere dell’età) e sono più grossi e robusti delle femmine adulte inoltre hanno la caratteristica di avere un pomo d’Adamo ben sviluppato.

Nel Daino a testimoniare l’elevato grado di manipolazione subito dalla specie, sono presenti almeno quattro colorazioni principali del mantello, le tipologie più frequenti sono il pomellato e l’isabellino, il melanismo è abbastanza frequente.

Il Daino presenta le caratteristica di avere lo specchio anale bianco bordato da strisce nere, o totalmente nero, al cui centro spicca la coda, anch’essa superiormente nera, che conferisce allo specchio anale la tipica fisionomia di un’ancora capovolta.

Nel Daino inoltre è quasi sempre presente sul dorso in senso dorso-ventrale una riga nera che parte dalla coda. I maschi e le femmine adulti di daino, hanno lo stesso colore del mantello.

Il Daino in condizioni di “allarme” solleva la coda (che si presenta lunga e vistosa) e mette in evidenza lo “specchio anale” totalmente bianco comunicando ai cospecifici una possibile situazione di rischio, in caso di fuga si potrà notare la caratteristica andatura a “balzi verticali” tenendo le zampe unite.

La strategia riproduttiva del Daino (comunque di tipo poligamico) è molto variabile e può andare dal sistema a territori singoli o a territori multipli, arene o lek (dove avvengono cruenti combattimenti per affermare il dominio sul branchi e sulle femmine), a quello ad Harem

Un piccolo di Daino alla nascita pesa 4-5 Kg e raggiunge circa il 55% del peso delle femmine adulte a sei sette mesi di vita.

I giovani di Daino sono gli individui più giocosi e compiono gli spostamenti maggiori rispetto al nucleo centrale del gruppo, inoltre si distinguono dagli adulti pomellati, dalle ridotte dimensioni e dalla vicinanza della madre

Il Mantello del Daino

Il colore del mantello muta col variare delle stagioni: in estate è bruno-rossiccio maculata (pomellata) di bianco e con il ventre molto chiaro, in autunno è bruno scuro e senza macchie.

I daini melanici (diffusi anche in Italia), non cambiano il colore del mantello, restando di colore marrone scuro per tutto l’anno. Il grado di pomellatura dei fianchi è molto variabile da esemplare a esemplare, e in alcuni casi la pomellatura può addirittura essere assente. In aprile avviene la muta del mantello da invernale a estivo,la muta del mantello da estivo a invernale invece avviene da fine ottobre a novembre.

I Palchi del Daino

A 9/10 mesi i maschi di Daino iniziano la costruzione dei primi palchi (il primo palco, si chiama“fuso”), gli individui giovani getteranno i palchi dopo gli adulti. 

Le prime tre punte dei palchi del Daino (partendo dal basso, dalle rose), prendono il nome di: oculare, mediano e punta posteriore (o spina).

Le pale dei palchi del Daino, hanno il tessuto osseo di struttura “spugnosa” e meno consistente delle stanghe e quindi più frequentemente soggetto a rotture.

I palchi, hanno forma a pala (anche se per i primi anni di vita hanno forma a fuso) e rivolti all’indietro.

I nuovi palchi sono ricoperti dal cosiddetto “velluto” e notevolmente vascolarizzati, col tempo il “velluto” si secca ed a partire dal mese di agosto a inizio settembre il Daino comincia a sfregarli contro tronchi e rocce per liberarli da tale copertura (pulitura del trofeo) ed essere così pronto per le lotte della stagione degli amori.

Dalla forma e dallo sviluppo del palco si può definire l’età dei maschi

Fusoni (giovanissimi maschi)

I Fusoni di daino hanno palchi formati da stanghe piuttosto corte e non ramificate, prive di rose e a forma di fuso, a settembre verranno puliti e a fine maggio-giugno dell’anno successivo “gettati”.

I Fusoni hanno un peso di poco superiore (alcuni Kg.) a quello delle femmine adulte, ed è circa il 60% del massimo sviluppo ponderale.Nei Fusoni di Daino la stazza e la struttura corporea assomigliano notevolmente a quelle di una femmina adulta (si differenziano da queste soprattutto per le maggiori dimensioni del collo e per la presenza del “pennello”). Nei Fusoni il trofeo si presenta esclusivamente costituito da due sole stanghe.

Balestroni (maschi giovani)

Nei Balestroni di daino il trofeo si presenta normalmente con accenno più o meno sviluppato di “pala” con scarso sviluppo e stanghe piuttosto esili , nel palco di seconda testa possono comparire solo oculare, mediano, spina e vertice. Nei Balestroni la pala non supera i 10 cm. di larghezza

Palanconi (maschi adulti)

Nei Palanconi di daino il trofeo presenta struttura e dimensioni tipicamente da adulto con pala larga oltre i 10 cm. e  presenza di punte, stanghe grosse, apertura elevata (possono raggiungere la larghezza di 80 cm. ciascuna).

Fasi caratterizzanti la vita dei Daini:

Fase annuale dei piccoli raggruppamenti :da fine aprile a settembre, si ha la progressiva disgregazione in piccoli gruppi, conseguente alla caduta dei palchi ed elevata aggressività dei maschi con palchi nei confronti di chi l’ha già gettati.Da fine maggio a inizio giugno avvengono i parti (la gestazione delle femmine di Daino dura circa 8 mesi).

Da maggio/giugno a fine settembre abbiamo la fase delle cure parentali per le femmine di Daino.Da metà settembre a fine ottobre abbiamo la fase di corteggiamento:i maschi di Daino si esibiscono nei marcamenti territoriali utilizzando le ghiandole interdigitali (ghiandole odorifere), e mediante le “raspate”, creano le caratteristiche “piazzole”, nei combattimenti e nei bramiti all’interno dei loro territori, arene o lek. Nel mese di ottobre si colloca anche la fase riproduttiva. Nella fase degli amori la femmina del daino raggiunge le arene, occupando quella dal maschio che più le aggrada. Nei maschi di Daino, la fase, del trofeo “pulito”, permane fino a 5-6 mesi oltre la fine dell’epoca degli amori. La vita delle femmine del Daino da fine ottobre a metà marzo è caratterizzata dalla fase di raggruppamento Durante questa fase annuale di raggruppamento il gruppo è composto da circa il 55% di femmine mentre il 36% da piccoli e per il 9% da giovani maschi in Primavera è minima la presenza di maschi di Daino nei gruppi femminili 

La fase indifferente del Daino ha inizio nel mese di novembre fino al primo periodo dicembreLa fase dei grandi raggruppamenti dei maschi di daino si verifica dal mese di dicembre fino ad aprile. Nella fase indifferente dei maschi di daino si verifica l’assenza di manifestazioni aggressive, momenti di tranquillità e di riposo finalizzato all’alimentazione ed al recupero della forma fisica migliore.

Le Orme (impronte) dei Daini

Nelle impronte del daino, i fettoni sono molto voluminosi (circa 1/2 della suola) e quindi facilmente individuabili. Gli zoccoli degli arti anteriori del daino, hanno gli speroni leggermente più vicini ai fettoni che nei posteriori. Il Daino presenta, speroni a parte, somiglianza con l’impronta più del cinghiale. (articolo correlato alla pagina Specchio di Solignano – Camminata sulla neve…impronte ed altre tracce di animali selvatici)

Il Censimento del Daino

Il Daino presenta, speroni a parte, somiglianza con l’impronta più del cinghiale In prevalenza per censire il daino in Emilia Romagna viene attualmente utilizzata la metodologia a vista da punti vantaggiosi In aree di limitata grandezza e caratterizzate da elevata copertura di vegetazione, viene attuato il censimento al bramito, baso sulla caratteristica emissione acustica dei maschi riproduttori. La metodologiea di censimento meno opportuna per censire il daino è quella  delle impronte.(articolo correlato alla pagina Censimento Ungulati a Berceto (Parma)…..immagini )

Il colore nero negli animali

In natura esistono molti altri animali tra mammiferi, rettili, uccelli, anfibi e insetti, affetti da melanismo (un eccesso di pigmentazione che rende molto scuro o addirittura nero il colore di pelle, peli o piume).

Questo fenomeno di poter sfoggiare una livrea nera, è spesso il risultato di variazioni genetiche che possono essere spontanee o dipendere da fattori esterni come la temperatura o l’inquinamento e non sempre offre rappresenta un vantaggio in termini evolutivi.

Ecco alcuni esempi: L’animale melanico per eccellenza è sicuramente la “pantera nera” cioè i felidi del genere Panthera che possiedono la particolarità di un manto di colore nero o fortemente maculato.La zebra melanica presenta un eccesso di produzione di melanina determinando una predominanza di peli neri, a discapito delle strisce bianche, in questi casi le zebre si presentano senza la tipica striatura bianca e nera che caratterizza questa specie rispetto agli altri equidi. Il lupo, protagonista di tanti racconti, spesso “nero” per incutere maggior timore (vedi post 4 marzo 2012 – Lucio Dalla «Attenti al lupo» la filastrocca). Il lupo nero, variante melanica del lupo grigio (Canis lupus), presente nel nostro Appennino tosco-ligure-emiliano secondo uno studio di un team internazionale di ricercatori – tra cui i biologi dell’ex Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (ora ISPRA), dipenderebbe dall’incrocio dei lupi con i cani domestici dal mantello nero. Questa colorazione scura consentirebbe ai lupi di avere maggiori possibilità di sopravvivenza nell’oscurità delle foreste. I lupi tra 15 e 40 mila anni fa, hanno trasmesso alcuni tratti genetici ai cani, che a loro volta hanno lasciato un segno involontario assolutamente vantaggioso per la specie selvatica. (post correlati Inverno 2012 Tempo da lupi: Storia di un lupo salvato – Navarre –  VIDEO del Lupo assistito e radiocollarato all’ospedale dei Lupi nel Centro di recupero animali selvatici dei Boschi di Carrega (Parma) e liberato in Valmarecchia (Rimini)). 

La volpe rossa (Vulpes vulpes) dal pelo rossiccio e morbidissimo nella variante melanica si tinge di nero, riuscendo mimetizzarsi perfettamente durante le sue battute di caccia notturne. Le pecore affette da melanismo, si distinguono inequivocabilmente dal resto del gregge in quanto la loro lana è di colore nero. Secondo gli scienziati che studiano il fenomeno le pecore nere per una questione genetica sarebbero condannate all’estinzione, in quanto i geni portano con sé una ridotta capacità riproduttiva.

Popolazioni semiselvatiche di Daino sono presenti nella maggior parte dei grossi parchi e riserve italiani (vedi post Parco Provinciale (Oasi Faunistica) del Monte Fuso – Neviano degli Arduini (Parma) – immagini estate 2011)

Alcune immagini di Compiano e dei Daini della categoria Palanconi ripresi nelle vicinanze

(Immagini di Pietro Zanzucchi – testo di Alessandra Bassoni e Pietro Zanzucchi)

video correlati

bramito del daino

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=BESX-dVgm1w[/youtube]

Daino Dama dama

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=C51nLkNNV84&feature[/youtube]

Daino melanico (Black Deer Liguria) P.Rossi Reporter

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=eIK5I1HXNtw[/youtube]

Dama dama- Daini al bramito.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=_K066DZFfwQ[/youtube]

Maschi di Daino Parco foreste Casentinesi Males of Fallow deer Park Casentinesi forests

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=UisktKe52nY[/youtube]

Femmina di Daino (Dama dama) con piccoli – Female Fallow deer with cubs

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=JkvR8xolPvo&feature[/youtube]

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