Quando Bedonia tremò (28 ottobre del 1927) di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

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Bedonia 1927 TendeDi seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Valdi Taro, Parma), intitolato “Quando Bedonia (Parma) tremò (28 ottobre del 1927)”.

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Quando Bedonia (Parma) tremò (28 ottobre del 1927)

Tutto cominciò alle 10.55 di venerdì 28 ottobre del 1927. Una scossa di terremoto fu nettamente percepita dagli abitanti di Bedonia e dintorni. Ci voleva ben altro per spaventare una popolazione che alle scosse era abituata.
Ma poi il fenomeno si ripeté alle 12.20, alle 13.30, alle 13.40.
Si pensò a scosse di assestamento. Nel pomeriggio, una serie continua di scosse suscitò preoccupazione tra la gente, anche perché l’epicentro sembrava essere sotto Bedonia. Come mai, infatti, a Borgotaro, a Varese Ligure, a Chiavari, a Bardi il fenomeno era poco o niente avvertito?
Per precauzione si decise di sospendere le lezioni nelle scuole pubbliche. In Seminario alle 19 vennero riuniti i Seminaristi e tutti i Superiori davanti alla statua della Madonna per invocarne la protezione e per spiegare ciò che stava accadendo.
Nel bel mezzo dell’incontro, erano le 19.45, un sordo boato accompagnò una forte scossa.
Giù in paese la gente spaventata si riversò nelle strade per trascorrervi la notte, i Seminaristi vennero lasciati liberi di dormire nelle loro camerette o trascorrere la notte insieme nella grande camerata.
Alle 22, nuova scossa, seguita da molte altre che si susseguiranno per tutta la notte.
I Seminaristi, oltre 100, abbandonano il Seminario per portarsi all’aperto. La nottata è bella, stellata. Si accendono tre grandi falò e i ragazzi, avvolti in coperte, dormono fuori.
Anche in paese si accendono diversi falò per trascorrere la notte all’aperto.
Notte tremenda: le scosse più violente alle 2.30 e alle 5.50.
Sabato 29 ottobre, mattinata con scosse continue, anche se leggere, tranne una violenta alle 11.45. La sera, la popolazione non crede prudente tornare nelle case. Erano stati approntati degli accampamenti e lì molti passano la notte. I Seminaristi si attendano nel bosco del Seminario.
Per due giorni, attorno al Santuario di San Marco, si svolsero processioni penitenziali.
Il fenomeno parve cessare, soltanto alcune scosse quasi impercettibili. La popolazione fece ritorno alle case.
Il 7 novembre, nuove scosse, nuovi allarmi, tempo brutto, pioggia.
Scosse alle 8.15, alle 9,45, 10.45 e altre, tante altre, fino alla sera quando si avvertì la scossa più forte di tutta la serie che sorprese molti bedoniesi all’interno della chiesa parrocchiale.
Tutti tornarono alle tende, nè più si parlò di tornare alle case. Gli ammalati vennero portati ai piani terreni.
Bedonia divenne un caso nazionale.
Si chiese aiuto a Borgotaro: vennero inviati copertoni, messe a disposizione alcune automobili, edifici pubblici e abitazioni private aperte ai bedoniesi che avessero voluto utilizzarle.
Nella stazione di Borgotaro vennero messe a disposizione numerose carrozze ferroviarie che vennero utilizzate anche da molti borghigiani.
I Seminaristi vennero inviati alle loro famiglie.
La statua della Madonna di San Marco venne portata in paese.
Diminuirono le scosse, ma in cambio arrivò il maltempo, compreso un ciclone che asportò diverse tende.
Venne a mancare la corrente elettrica e poi arrivò anche la neve, che coprì le baracche e sfondò le tende.
Arrivò il freddo (- 7) e poi, di nuovo, la pioggia.
Questo calvario durò fino al 22 novembre, quando la popolazione rientrò nelle case.
Dal 28 ottobre al 5 dicembre vennero registrate più di 200 scosse.
Fecero visita a Bedonia: il Vescovo di Piacenza; il prof. Caselli, eminente siamologo; il Generale Radini Tedeschi; il Prefetto Ranieri e molte altre autorità.
Numerosi i tecnici “mandati per studiare il fenomeno e prendere le necessarie precauzioni”.
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Giacomo Bernardi

Immagini : La tendopoli sotto la neve nel luogo detto “Il Norge”Bedonia 1927 Tenda ricovero nel bosco del SeminarioBedonia 1927 Tende

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