Giacomo Bernardi – “Riccardo, una vita breve (22 luglio 1944)” – Borgotaro (PR)

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Di seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), intitolato “68 anni fa: Il Territorio Libero del Taro – Riccardo, una vita breve (22 luglio 1944)”, testo tratto da G. Bernardi, 1944: quel luglio di sangue, Ass. A. Emmanueli, Borgotaro (PR), 2011.

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68 anni fa: Il Territorio Libero del Taro

“Riccardo, una vita breve (22 luglio 1944)”

22 luglio, sabato
Ancora due mesi e per lui, che da poco aveva compiuto sei anni, si sarebbero aperte le porte della scuola. Nel frattempo, Riccardo Botti può continuare i suoi giochi, sgambettare veloce lungo le viuzze di Caneso, osservare curioso gli animali nelle aie, nelle gabbie, nelle stalle o al pascolo.
Ma la guerra non fa sconti, ancor meno distinzioni, così dal fondo valle cominciano, quel giorno, a piovere proiettili su Caneso. I cannoni, o i mortai, dei Tedeschi sono piazzati nei pressi del Seminario di Bedonia, e quando il primo proiettile scoppia con fragore a monte delle ultime case, la gente s’allarma sorpresa ed esce nelle strade. Esplodono altri colpi, qua e là, e la gente si precipita lungo le ripide stradine, verso il canale che sta in fondo all’abitato, dove spera di trovare rifugio.
Riccardo, stretto alla mano della mamma, corre come gli altri. Il suo gruppo è ormai giunto alle ultime case, quando un proiettile cade su un fabbricato vicino. Una scheggia vola impazzita verso il gruppo e va a colpire la tempia di Riccardo. In qualche modo riescono a portarlo ad Albareto, dove funziona un ospedale di emergenza con il personale sfollato da Borgotaro. Muore lungo il viaggio: era il pomeriggio di sabato 22 luglio. Quella sera, non tutti se ne accorsero, ma in cielo brillava una stella in più.

(tratto da G. Bernardi, 1944: quel luglio di sangue, Ass. A. Emmanueli, Borgotaro, 2011).

 

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