Giacomo Bernardi – “La strage di Santa Maria (Tornolo – Parma) – 16 luglio 1944, domenica” – Borgotaro (PR)

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Di seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), intitolato “68 anni fa: Il Territorio Libero del Taro – “La strage di Santa Maria (Tornolo – Parma) – 16 luglio 1944, domenica”, testo tratto da G. Bernardi, 1944: quel luglio di sangue, Ass. A. Emmanueli, Borgotaro (PR), 2011.

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68 anni fa: Il Territorio Libero del Taro

“La strage di Santa Maria (Tornolo – Parma) – 16 luglio 1944, domenica”

“A Santa Maria le truppe tedesche, non ancora soddisfatte delle uccisioni di civili avvenute nel corso della settimana, vengono sguinzagliate nei dintorni dove sorgono alcuni abitati….Una squadraccia si porta a Pianazzo dove vengono uccise sette persone.
Luigia Maria Brizzolara, conosciuta come Mariella, aveva 14 anni all’epoca dei fatti. Ci tiene a dirmi che a Pianazzo è la testimone più anziana.
” Era il pomeriggio del 16 luglio” mi dice ” e ricordo che era una giornata di sole. In paese eravamo rimasti in pochi: le donne, i bambini e i più anziani. La maggior parte degli uomini era fuggita ai monti. Sapevamo cosa era successo dopo il fatto di Pelosa. c’era preoccupazione. Mio padre Rocco, che aveva 60 anni, diceva che qui non sarebbero mai arrivati. Non c’era nemmeno la strada per arrivare a Pianazzo. e invece quella domenica arrivarono. Erano una ventina. Arrivarono dai monti e si fermarono subito alla prima casa in localitá “a fabbrica”.
Lì, prelevarono Primo Ilari, di anni 50, e il figlio Sante, di 17. Oltre loro catturarono Sante Chierici, di anni 40, ed il fratello Pietro, di anni 39, che si trovavano in casa degli Ilari, loro parenti. Nel frattempo altri tedeschi avevano imboccato il sentiero che porta all’abitato di Pianazzo.
“Erano. Le due o le tre del pomeriggio – dice Mariella – Nel prato c’era Antonio Longinotti, di anni 58, cü batèiva a scuriata perché stava falciando l’erba. Nelle vicinanze c’erano Ernesto Longinotti, di anni 54, il fratello Francesco, di anni 56, e mio padre Rocco, di anni 60, cognato dei due. Era giorno di festa e stavano seduti all’ombra. Senza tante parole li presero e li condussero giù verso il luogo chiamato “u passu” Lì s’incontrarono con gli altri. Chiesero l’etá a tutti. Mio padre, quando disse che aveva 60 anni, lo lasciarono libero. Era appena arrivato a casa che sentimmo degli spari…poco dopo arrivarono le donne della “fabbrica” a dire quello che era successore a chiedere aiuto. Li avevano fucilati tutti. Stavano lì ammucchiati l’uno sopra l’altro”
Nello stesso giorno vennero uccisi:
Luigi Picetti, anni 67, a Case Fazzi.
Bartolomeo lusardi,di anni 58, e il figlio Angelo di 24. Il primo a Codorso, il secondo a Santa Maria.
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(G. Bernardi, 1944: quel luglio di sangue, Ass. A. Emmanueli, Borgotaro, 2011).

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