Montarsiccio Bedonia (PR) – Chiesa di San Martino in “notturno” – 14 agosto 2016

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Montarsiccio Bedonia (104) notturnoVi proponiamo alcune immagini del 14 agosto 2016, della Chiesa di San Martino Vescovo in Montarsiccio di Bedonia (Parma), paese che sorge alle pendici meridionali del boscoso Monte Segarino, a 788 metri di altitudine.

Un “viaggio” nelle atmosfere incantate del borgo di Montarsiccio di Bedonia (PR), con paesaggi notturni resi affascinanti dalle luminarie installate in questo periodo.

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Guardando la valle … immaginare che fin quassù in montagna un paese o un borgo continui ad essere “acceso”, e quindi a vivere, dà sollievo a tutti …

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Montarsiccio Bedonia (110) notturno

Montarsiccio Bedonia (126) notturnoEcco alcune foto notturne (alcune immagini sono state elaborate), scattate il 14 agosto 2016, della piazza e vie del centro storico di Montarsiccio di Bedonia in provincia di Parma: immagini che pensiamo rappresentino anche “cura” e “attenzione” verso il paese e chi lo frequenta.

La Chiesa dedicata a San Martino Vescovo in “notturno”. Montarsiccio Bedonia (101) notturno

Il centro storico in “notturno”.Montarsiccio Bedonia (146) notturno

Il campanile (particolare). Montarsiccio Bedonia (127) notturno Campanile e lunaMontarsiccio Bedonia (137) notturno

I caseggiati. Muti testimoni dell’antico passatoMontarsiccio Bedonia (106) notturno

Abbiamo letto che … (fonte www.comune.bedonia.pr.it alla pagina alla pagina Montarsiccio)

Come arrivare.

  • da Bedonia si prosegue sulla statale 359 per il Passo del Bocco
  • dopo un chilometro si incontra sulla destra il bivio per la comunale Momarola Montarsiccio
  • dopo 3 chilometri la strada frazionale approda al bivio per Momarola (raggiungibile dopo 1,5 chilometri)
  • si prosegue per 2 chilometri e si giunge a Montarsiccio

Monzolus, Mons Artiolus, Arciolus, Arsicius; questi i nomi con cui in passato si indicò Montarsiccio, paese che sorge alle pendici meridionali del boscoso Monte Segarino, a 788 metri di altitudine.

L’importanza della posizione di Montarsiccio, ha fatto si che già nel periodo Avanti Cristo (A.C.) la zona  fosse abitata come risulta dai numerosi utensili ed armi ritrovate.

I primi insediamenti umani di cui si sia avuta notizia, furono quelli dei Liguri Montani, popolo fiero e bellicoso che resistette più di tutte le altre “gentes italiche” all’avanzata dei romani, che conquistarono questa zona soltatno verso la metà del II secolo A.C.

            “E’ quindi logico ritenere – scrive Severino Musa – il fortilizio di Monte-Arsizio, che è il più vicino al Penna, anteriore alla dominazione romana e facente parte, nel II – III secolo A.C. dell’apprestamento difensivo contro la penetrazione romana in Val di Taro, dei cavalieri liguri, la cui espugnazione era da Cicerone ritenuta impresa molto onorevole perchè molto ardua.”

Il nucleo primitivo del Castello di Montarsiccio, di cui resta solo ormai qialche rovina, veien dunque fatto rislire al III secolo A.C., e viene considerato l’estremo baluardo dei castellieri Liguri contro la dominazione romana.

Il primo documento datato riguardante Montarsiccio è del 5 ottobre 1022.

Si tratta di un atto di divisione tra i figli di Plato del Platis: il territorio dal Gotra ai confini dello Stato Ligustico compreso Compiano, Tarsogno, Montarsiccio, Albareto, San Quirico ed altri paesi vicini toccò a Luxardo.

Egli diede il nome alla dinastia dei Lusardi, signori di Montarsiccio, il cui stemma primitivo sembra essere quello rinvenuto su una pietra appartenuta alle mura del castello:

  • una torre a merli guelfi sulla sinistra, a destra una corona a cinque punte sormontata da stelle.

La signoria dei Lusardi, unita a quella dei Granelli dominò a lungo sul territorio di Montarsiccio, e per qualche tempo la sua potenza fu pari a quella dei Landi, signori di Compiano, di cui furno alleati.

Va ricordata in particolar modo la vittoria dei Lusardi sui Fieschi in località Compiano nel 1270.

Le alterne vicende storiche portarono il castello a cadere più volte in mano dei Malaspina.

Nel 1187 fu occupato da Moroello Malaspina.

Nel 1262 passò a Federico Malaspina, che lo cedette poi a Uberto Pallavicino.

Fu un presidio dei ghibellini guidati da Ubertino Landi.

Nuovamente nel 1283 i piacentini si armarono contro i Landi, caccaindo da Compiano i Lusardi, per stringere poi d’assedio il castello di Monte Arsitio difeso sterenuamente dal Riccio Luxardi e dai suoi fratelli, e infine fu dato alle fiamme.

Il castello ritorinato ai suoi legittimi signori fu ricostruito e fortificato e in esso pare sia morto Ubertino e sepolto nella vicina chiesa di San Martino.

Infatti Ubertino soleva trascorrre lunghi periodi nella propria casa di Montarsiccio e fu lì che morì nel 1298.

Nel 1927 durante i lavori di aampliamento del coro della chiesa, venne rinvenuta una tomba sul cui interno si trovò uno scheletro cinti i lombi da un cinturone di pelle alto 5 centimentri, al fianco sinistro uno stilo a due tagli con manico d’ osso intarsiato e bottoni di metallo.

La definitiva perdita dell’indipendenza della Castellania di Montarsiccio risale al 1452, quando Manfredo Landi ottenne la supremazia  sul territorio in cambio della concessione di garanzie e immunità alle famiglie Lusardi-Granelli, che le manterrà fino al periodo borbonico (1765).

Tra gli edifici di pregio da ricordare la Chiesa dedicata a San Martino che sorge dove un tempo si trovava la cappella del castello.

Proseguendo sulla strada comunale si raggiunge l’abitato di Segalino, e oltrepassando l’omonimo passo si può raggiungere la frazione di Tomba, sempre nel Comune di Bedonia, ma nella Valle del Ceno.

Come tutte le piccole frazioni anche Montarsiccio risente dello spopolamento della montagna, ma possiamo ancora trovare un buon numero di famiglie e soprattutto nel periodo estivo numerosi emigranti che si ritrovano per festeggiare la festa del patrono.

BIBLIOGRAFIA

Severino Musa – Il Castello di Montarsiccio – Piacenza 1955

Araldo della Madonna di San Marco

Itinerari della Provincia di Parma – Enrico Dall’Olio – Artegrafica Silva 1976

Galleria immagini: Montarsiccio di Bedonia (PR) – Chiesa di San Martino Vescovo in “notturno” – 14 agosto 2016

 

 

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