Caneso Bedonia (PR) – Chiesa in “notturno” (Sagra di San Rocco) – 14 agosto 2016

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Caneso Bedonia (142) notturnoVi proponiamo alcune immagini del 14 agosto 2016, della Chiesa di San Rocco (16 agosto 2016) in Caneso di Bedonia (Parma), paese adagiato alla destra del torrente Zirlana, su un altopiano a circa 805 metri s.l.m., a est del Monte Orocco.

Un “viaggio” nelle atmosfere incantate del borgo di Caneso Bedonia (PR), con paesaggi notturni resi affascinanti dalle luminarie installate in onore di San Rocco Patrono del piccolo paese.

Ricordiamo volentieri che la ricorrenza del patrono è molto sentita dagli abitanti del paese.

Guarda i post Bedonia

Guardando la valle … immaginare che fin quassù in montagna un paese o un borgo continui ad essere “acceso”, e quindi a vivere, dà sollievo a tutti …

(guarda i post Notturno)

Caneso Bedonia (136) notturno

Caneso Bedonia (123) notturnoEcco alcune foto notturne (alcune immagini sono state elaborate), scattate il 14 agosto 2016, della piazza e vie del centro storico di Caneso di Bedonia in provincia di Parma: immagini che pensiamo rappresentino anche “cura” e “attenzione” verso il paese e chi lo frequenta.

La Chiesa dedicata a San Rocco in “notturno”. Caneso Bedonia (141) notturno

Il centro storico in “notturno”.Caneso Bedonia (131) notturno

Il campanile (particolare). Caneso Bedonia (124) notturno Il corcefissoCaneso Bedonia (119) notturno

I caseggiati. Muti testimoni dell’antico passatoCaneso Bedonia (145) notturno

Abbiamo letto che … (fonte www.comune.bedonia.pr.it alla pagina alla pagina Caneso)

Come arrivare.

  •  da Bedonia si prosegue sulla statale 359 per il Passo del Bocco
  • si oltrepassa il bivio per Montarsiccio,di Tornolo e Tarsogno
  • dopo 2 chilometri si trova il bivio per Case Gelana
  • poco dopo il bivio per la strada comunale Carniglia – Caneso
  • dopo 3 chilometri si arriva  a Carnigliae proseguendo per altri 3 chilometri a Caneso

Il paese si adagia alla destra del torrente Zirlana, su un altopiano a circa 805 metrri s.l.m., a est del Monte Orocco.

Sull’origine del nome vengono fatte due ipotesi:

  • la prima è che l’originaria forma “Canneto” fosse il nome dato a questa località dai tanti pastori emigrati qui da Canneto sull’Oglio
  • la seconda molto più probabile, vuole che tale nome prenda origine dai numerosi canneti un tempo sparsi sul territorio, come l’abbaondanza di acque fa supporre.

Caneso contende a Montarsiccio l’onere di essere stato residenza prediletta nella sua vecchiaia, di Ubertino Landi, grande capitano del secolo XII-XIII, signore di Compiano, Bardi, Rivalta.

Infatti nel castello di Montarsiccio, (Musa 1955), si leggono notizie sulla casa di Montarsiccio in cui Ubertino soggiornò negli ultimi anni di vita, fino a morirvi nel 1298, mentre la “Breve storia di Caneso” di Don Giovanni Carmeli, testimonia la permanenza a Caneso dello stesso capitano fino alla morte.

Da qui il suo corpo fu portato a Montarsiccio e ivi tumulato.

Che Ubertino Landi abbia preferito l’uno o l’altro paese per morire non è certo, ma invece è certo che ebbe come nemici i Granelli di Casaleto, i Lusardi di Montarsiccio, i Platoni di Caffaraccia e di Frati di Monastero.

In un secondo momento i Lusardi si allearono con lui,dimodochè passarono sotto la sua influenza i castelli di Montarsiccio, Pietrapiana di Carniglia e la fortezza di Foppiano.

Dopo la morte di Ubertino, i territori che furono suoi passarono al visconte Sacco Lusardi, parente e alleato dei Doria.

Ben presto però le fortezze in suo possesso furono date alle fiamme dai Piacentini.

Finì così l’era delle cosidette Signorie Montanare e i singoli paesi passarono nelle mani di piccoli signorotti locali.

Caneso, nella residenza che venne ritenuta di Ubertino Landi, ospitò nella prima metà dell’ 800 Maria Luigia d’Austria.

Ella fu ospite di Giacomo Cavalli, che le era diventato amico avendo prestato servizio tra le Guardie Civiche di Parma dal 1830 al 1845.

Allo stesso Cavalli è attribuito il merito dell’iniziativa di una fabbrica filanda da seta per sollevare l’economia del suo paese.

Ancora oggi esiste il ponticello a schiena d’asino sul torrente Gelana che la duchessa fece costruire.

Parrocchia già nel ‘500, comprese i territori di Alpe e Setterone, che si costituirono parrocchie autonome nel ‘700.

Tra gli edifici di maggiore pregio ricordiamo:

  •  la Chiesa di San Rocco, già oratorio nel 1946, divenne parrocchiale nello stesso secolo.
  • la cappella del cimitero
  • l’oratorio di Casa Cavalli, monumento ai caduti dedicato alla Madonna Addolorata

Il paese è collegato con un strada impervia , al vicino paese Montarsiccio  col quale ha condiviso in passato le vicende della casata Lusardi che in quest’ultimo paese avevano il loro posto di comando.

A detta di Don Giovanni Carmeli, alle falde del Monte Scejo tra Caneso e Carniglia, in seguito alle piogge un soffione emetteva gas infiammabili provocando curiosi giochi di luce mentre l’acqua si tingeva d’azzurro.

Sono molte le credenze del luogo, collegate anche ad usanze che nonostante i pochi abitanti ancora presenti sul territorio, rinnovano annualmente.

Tra queste ricordiamo:

  • la festa del patrono San Rocco il 16 agosto
  • l’Incanto la prima domenica di ottobre, chiamata la “Domenica delle Anime”, che consiste nel mettere all’asta, sul sagrato della chiesa, galline, uova e formaggi il cui ricavato viene consegnato al parroco e impiegato per le messe in suffragio dei defunti nel mese di novembre

BIBLIOGRAFIA
 Don Giovanni Carmeli – Breve storia di Caneso in “La Giovane Montagna “ – Gennaio 1944

Araldo della Madonna di San Marco

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