Giacomo Bernardi – “Dedicato a Rosetta Delnevo (la vittima più d’ogni altra innocente – 16 luglio 1944)” – Borgotaro (PR)

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Lapide Scuole Elementari di BorgotaroDi seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), intitolato “Dedicato a Rosetta Delnevo (la vittima più d’ogni altra innocente – 16 luglio 1944)”, testo tratto da G. Bernardi, 1944: quel luglio di sangue, Ass. A. Emmanueli, Borgotaro (PR), 2011.

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Dedicato a Rosetta Delnevo (la vittima più d’ogni altra innocente)

“16 luglio, domenica

Poco lontano da Borgotaro, accadeva la commovente vicenda della piccola Rosetta Delnevo (47), di soli 11 mesi.
La madre Cesira s’era convinta che restare nella sua casa di Maccagnana diventava ogni giorno sempre più pericoloso. Nel vicino casello ferroviario, stazionavano i tedeschi a guardia della galleria. Di là dal fiume, a un tiro di fucile, continuavano a transitare colonne di tedeschi, a piedi o autotrasportate. Così, con i tre figli, pensò bene di portarsi in luogo più sicuro, facendosi ospitare a Tiedoli presso dei parenti. Non poteva nemmeno contare sull’aiuto del marito, rifugiatosi ai monti. Cesira venne a sapere, sia pure in ritardo, che i partigiani avevano liberato l’intera zona, che al casello non c’erano più i tedeschi e che Borgotaro, Ostia, Albareto erano nelle mani dei partigiani.
Così, domenica 16 luglio 1944, si mise in cammino con due figli, lasciando presso i parenti Maria Luisa, la secondogenita.
I partigiani avevano sì liberato la valle da quasi un mese, ma i tedeschi erano ritornati proprio il giorno prima.
Mentre Cesira scendeva tenendo per mano Pina, la figlia maggiore di otto anni, e in braccio Rosetta di undici mesi, a Borgotaro i tedeschi stavano arrestando tutte le persone che incontravano per strada, per ammassarle nella piazzetta del Portello.
Cesira si stava avvicinando a casa, non poteva conoscere quanto stava succedendo. In realtà il suo ritorno stava avvenendo nel momento più sbagliato. La situazione, quel giorno, era particolarmente tesa.
Penso che a Cesira non sia sfuggito quello strano via vai di mezzi e uomini lungo la strada di Berceto.
Poi quel sibilo maledetto, spaventoso, seguito dal macabro suono del “ta-pum” che tutti ormai conoscevano. Per fortuna il colpo l’aveva soltanto sfiorata. Di là dal fiume qualcuno scaricava la sua ira su ogni cosa in movimento. Si mise a correre cercando un riparo, pensando di essere stata fortunata…ma s’accorse della macchia rossa che sempre più s’allargava sulla candida vestina di Rosetta.
Cesira tornò sui suoi passi: piangeva e parlava a Rosetta. Di corsa raggiunse Tiedoli, chiamò aiuto, vi fu gran trambusto: chi portava garze, chi disinfettanti.
In realtà Rosetta era già morta da tempo. Dal momento in cui aveva fatto da scudo alla madre, fermando quella fucilata assassina. Il giorno dopo toccò a Cesira, aiutata dai parenti, costruire, con poche tavole, la piccola bara che un mesto corteo accompagnò, poi, al cimitero di Tiedoli
.”

(G. Bernardi, 1944: quel luglio di sangue, Ass. A. Emmanueli, Borgotaro, 2011).

Immagine: La lapide si trova a fianco della gradinata che porta all’ingresso dell’edificio della Scuole Elementari di BorgotaroLapide Scuole Elementari di Borgotaro

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