Giacomo Bernardi – “Un musicista d’eccezione: Lino Leonardi” da: Ar Lünariu burg’zan 2006 – Borgotaro (PR)

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Giacomo Bernardi Lino LeonardiDi seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), intitolato “Un musicista d’eccezione: Lino Leonardi, apparso su “Ar Lünariu burg’zan” del 2006.

Immagine tratta dal post Ave Maria Borgotarese (testo di Giacomo Bernardi – musica di Lino Leonardi)– Borgotaro (Parma) 29 settembre 1996 – Curiosità 

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“Un musicista d’eccezione: Lino Leonardi”

Non fosse stato per quel fortunato viaggio di don Antonio a Bologna, non avremmo mai saputo che Lino era un grande artista. Quell’anno (1982), don Antonio si recò a Bologna per una mostra e s’imbatté in una locandina raffigurante due persone che rispondevano ai nomi di Lino Leonardi – musicista e Louis Aragon – filosofo. Quei due erano stati, poco prima, ospiti eccellenti in una serata di cultura francese, organizzata dal Comune di Bologna.

Curioso com’era, pensò che quel cognome potesse nascondere un qualche borgotarese emigrato in Francia, a noi sconosciuto. Così s’informò e venne a sapere che quello raffigurato nella foto era proprio un borgotarese: Lino Leonardi, “al fiö d’la Strinèra”.

C’informammo, allora, presso gli “Strinèra”, per sapere chi fosse questo Lino. Con grande meraviglia venimmo a sapere che la madre abitava in Via Ronchi e che al Borgo aveva due cugine: Giuseppina e Rita Delchiappo. Quello che ci sorprese fu che Lino, ogni anno, passava una quindicina di giorni al Borgo con la famosa cantante, e sua compagna nella vita, Monique Morelli. La sua modestia, di cui in seguito avremmo avuto prova, gli impediva di farsi conoscere, di mettersi in vista.

Al suo primo ritorno al Borgo, lo incontrammo e nacque una bella amicizia.

Lino è morto nell’ottobre dello scorso anno. Era un noto musicista e compositore. Aveva composto la colonna sonora di una trentina di film. Quando a Louis Aragon, uno dei più grandi pensatori e poeti di Francia, morì la moglie, volle che fosse Lino a scrivere un “Oratorium” in suo onore, che venne eseguito da ben 180 professori d’orchestra.

Ci fu un periodo, che ricordo con grande nostalgia, in cui Lino tornava ogni anno a Borgotaro per trascorrervi un periodo di vacanza. Camminavamo spesso insieme e ho potuto gustare la sua “classe”, la sua cultura, la sua umiltà, quasi ritrosia, a parlare dei suoi successi. Per sapere qualcosa dovevo essere io a fargli e rifargli domande. Mi ha sempre colpito il fatto che lui, uomo di mondo, dimostrasse curiosità nei confronti anche di piccole notizie riferite a Borgotaro.

Era innamorato del dialetto borgotarese. In particolare della parola “bagaju” che si divertiva a mettere in varie frasi nelle quali la parola assumeva un significato diverso. Era contrariato dal fatto di non poter gustare gli autori italiani nella lingua originale. Parlava e capiva bene la nostra lingua, ma non in modo da poter gustare le opere letterarie, come avrebbe desiderato.

Quando anni fa venne pubblicato un mio libretto dal titolo “Proverbi, similitudini e modi di dire del dialetto borgotarese”, gliene invia una copia. Mi scrisse che quel libretto era diventato il suo “Livre de chavet”. La mia scarsa conoscenza del francese mi portò a chiedergli cosa intendesse con quella frase. Mi disse che in Francia si chiama così il libro che una persona tiene sul comodino, a portata di mano, per leggerne un poco ogni sera. Non avrei potuto ricevere complimento più gradito.

Sapere di non poterlo più rivedere, di non ricevere più sue lettere (in dialetto come quelle che gli scrivevo), mi reca tanta tristezza.

Mi resterà la sua musica: ho molti suoi dischi. E mi resterà anche l’ascolto dell’Ave Maria burg’zan-na che spesso si canta nella nostra chiesa.

Andò così. Un giorno Lino mi disse: “P’rchè n’ t’ m’ scrivi una pueşia in dial’ttu, ch’ mi gh’ scrivu la müşica?”. Io ero titubante, non sapevo cosa scrivere. Le rime che mi capitava di scrivere erano quelle del lunario, scherzose, leggere…

Poi mi disse: “Scriva una preghiera”. “V’drò”, risposi.

Poi, parlo di una decina di anni fa, gli mandai una “Ave Maria”, il testo che viene riportato più sotto

Passarono quindici giorni e Lino mandò lo spartito. Lo consegnai a Don Mario che lo passò alla corale di Sant’Antonino. Qualche tempo dopo Lino arrivò a Borgotaro. Una sera andammo in chiesa ad assistere alle prove. Non contento del modo in cui veniva eseguito il pezzo, andò a casa a prendere la fisarmonica e con quella riuscì a farsi capire.

Ancora oggi, ogni volta che il calendario liturgico ricorda un episodio legato alla Madonna, il canto viene ripetuto.

Lo riascolterò con commozione, sarà come tornare a parlare con lui. In dialetto, naturalmente.

Addio, amico caro.

Giacomo Bernardi da: Ar Lünariu burg’zan 2006

Immagine e testo tratte dal post Ave Maria Borgotarese (testo di Giacomo Bernardi – musica di Lino Leonardi)– Borgotaro (Parma) 29 settembre 1996 – Curiosità 

Testo dell’Ave Maria Borgotarese di Giacomo Bernardi

Ave Maria ch’t’stè in tal celu

mi cr’ddu in cul ch’ lezu in t’al Vangelu.

E a ti ch’ t’è la Mar’ dal Signur’

t’è tuca tanta grasia e tant’unur’.

E tra l’ don’ t’è la b’n’d’tta 

e la to statua l’è in ogni c’s’tta.

A tüti cui ch’ pianza dal diulur’

a chi patisa torti e disunur’

 e al’ p’rsoun’ in crizi e ancora incèrt’

ver’al to cor’ e ciapia a bras’avèrt’.

Ave Maria! Ave Maria!

Santa Maria, mar’ dal Signur’

guarda b’nigna ogni p’cadur’

e tegna un po’ luntan da custa tèra

la fam’, l’ingiustisia e anca la guèra.

E quand’ sara’l munèintu d’andà via

serca d’stan v’zèin e cusì sia

Ave Maria! Ave Maria!

 

Traduzione

Ave Maria borgotarese

Ave Maria che stai nel Cielo
io credo in quel che leggo nel Vangelo
E a te che sei la Madre del Signore
ti è toccata tanta grazia e tanto onore.
E tra le donne sei la Benedetta
e la tua statua è in ogni chiesetta.
A tutti quelli che piangono
a tutti quelli che piangono dal dolore
a chi subisce torti e disonore
e alle persone in crisi e ancora incerte
apri il tuo cuore e prendile a braccia aperte.
***
Santa Maria, madre del Signore
guarda benigna ogni peccatore
e tieni un po’ lontano da questa terra
la fame, l’ingiustizia e anche la guerra.
E quando sarà il momento di…andar via
cerca di starci vicina, e così sia.
Ave Maria, ave Maria.

 

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