Vespri e Processione “Aux Flambeaux (fiaccolata)” – Madonna di San Marco (della Consolazione) – Bedonia (Parma) – 9 luglio 2016

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Madonna San Marco Bedonia (182)Ecco un piccolo resoconto fotografico della Processione “Aux Flambeaux” e dei Vespri (la preghiera del tramonto), funzioni religiose svoltosi sabato 9 luglio 2016 a Bedonia (Parma) in Valtaro, durante la Festa in onore della Madonna della Consolazione, comunemente chiamata «Madonna di San Marco» dal titolo dell’oratorio preesistente (guarda il post Foto Basilica di San Marco (Madonna della Consolazione) – Bedonia (PR) – 07/07/2016).

I “Vespri Solenni” (la preghiera del tramonto) e Processione con fiaccolata (“Aux Flambeaux”) nel Parco del Seminario, sono stato presieduti dal Vicario Episcopale Monsignor Angelo Busi, e sono stati animati dal Corpo Bandistico “Glen Miller” di Bedonia (Parma) diretto da Daniele Cacchioli. Madonna San Marco Bedonia (193) Madonna San Marco Bedonia (195)

Madonna San Marco Bedonia (197)Ricordiamo che il 27 dicembre 2015, si è svolta la cerimonia di apertura, da parte del Vescovo di Piacenza-Bibbio Mons. Gianni Ambrosio, della Porta Santa dell’Anno Giubilare (guarda il post L’apertura della Porta Santa della Misericordia – Madonna di San Marco (Madonna della Consolazione) – Bedonia (Parma) – 27/12/2015). 

Guarda i post Papa Francesco

La “Porta Santa” del Giubileo della MisericordiaMadonna San Marco Bedonia (198)

Madonna San Marco Bedonia (157)La Processione “Aux Flambeaux” (illuminata dai ceri racchiusi nei flambeaux) e i Vespri Solenni svoltisi  durante i festeggiamenti in onore della Madonna della Consolazione, comunemente chiamata «Madonna di San Marco», sono stati momenti molto intensi, vissuti nella preghiera e nel canto, ed hanno trasmesso vigore allo spirito.

Madonna San Marco Bedonia (158)La Processione e le solenni celebrazione dei Vespri, presiedute dal Vicario Episcopale Monsignor Angelo Busi, insieme ad alcuni parroci della zona, hanno visto la partecipazione attiva di tanti fedeli provenienti da tutta la valle, e sono state meravigliose liturgie svolte con splendore e magnificenza, vanto della comunità di Bedonia, a dimostrazione di vitalità e fede.Madonna San Marco Bedonia (186)

Mentre il celebrante, Monsignor Angelo Busi, si apprestava ad incensare

….la solennità era palpabile e la si percepiva nell’anima, unita a sentimenti di gratitudine per coloro che stanno ripristinando le antiche liturgie della Chiesa Cattolica.Madonna San Marco Bedonia (209)

Madonna San Marco Bedonia (190)Un momento di aggregazione e di espressione della cultura ed identità, semplice e genuino, una sincera devozione ai Santi, che è da secoli tramandata nelle nostra valli, dalla fede ancora viva e fruttuosa di oggi, simbolo dell’energia della gente di montagna che porta avanti un’identità culturale che non vuole estinguersi.

(guarda tutti i post alla categoria “Religione ed emozioni”)

“Fotocronaca”

Processione “Aux Flambeaux”, i fedeli immersi nel silenzio e nella pace del Parco del SeminarioMadonna San Marco Bedonia (109)Madonna San Marco Bedonia (127)

“Glen Miller” di Bedonia (Parma) – direttore da Daniele CacchioliMadonna San Marco Bedonia (125) Madonna San Marco Bedonia (133) Madonna San Marco Bedonia (139) Madonna San Marco Bedonia (141)

Riflessioni della vigilia di Monsignor Angelo BusiMadonna San Marco Bedonia (223)

Statua della Madonna di San Marco (Madonna della Consolazione)Madonna San Marco Bedonia (205)

Madonna San Marco Bedonia (212)Foto che crediamo possano contribuire a mantenere in vita una cultura del passato e le nostre radici culturali e sociali, che sono patrimonio e fiero vanto delle nostre comunità rurali e montane, magiche atmosfere che comunicano pace, fratellanza e speranza per tutti.

Guarda i post Religione, emozioni

Rito dell’incensazione

Monsignor Angelo Busi infondere l’incensoMadonna San Marco Bedonia (210)

Madonna San Marco Bedonia (211)Il rito dell'”incensazione” (infondere l’incenso) esprime la venerazione e la preghiera, come è detto nel salmo 140 e nel libro dell’Apocalisse 8,3.

Prima e dopo l’incensazione si fa l’inchino profondo alle persone e a ciò che viene incensato, eccetto l’altare e le offerte per il sacrificio della Messa.

Si incensa tre volte: il SS. Sacramento, la reliquia della Santa Croce, le immagini del Signore solennemente esposte, le offerte, la croce dell’altare, il libro dei Vangeli, il Cero pasquale, il celebrante, le autorità civili che per il loro ufficio sono presenti alla celebrazione, il coro, il popolo, il corpo del defunto.

Madonna San Marco Bedonia (207)Due volte si incensano le reliquie e le immagini dei santi esposte a pubblica venerazione.

L’altare viene incensato in modo semplice, una volta sola, girandogli attorno.

Le offerte vengono incensate prima dell’altare e della croce.

Il SS. Sacramento si incensa in ginocchio.

Tutti stanno in piedi alla recita dei cantico evangelico del Magnificat e all’inizio ci si segna con un segno di croce.

I fedeli in adorazioneMadonna San Marco Bedonia (248)

Madonna San Marco Bedonia (252)Ci fa sempre piacere condividere le “cose belle” del nostro territorio e tra queste anche le tante feste antiche, rituali, coinvolgenti e soprattutto affascinanti che in uno splendido scenario montano come il nostro, diremmo proprio “dalla valle del Gotra alla valle del Baganza”, “riempiono l’anima”, facendoci vivere “emozioni dettate da cose semplici”

(guarda tutti i post alla categoria “Religione ed emozioni”).

Immagini dell’atmosfera notturno, della Basilica di San Marco (Madonna della Consolazione) a Bedonia (Parma).Madonna San Marco Bedonia (254)

Abbiamo letto che…

Madonna San Marco Bedonia (253)Denominazione:

Santuario della Madonna di San Marco – Bedonia
Notizie storiche: XVII (origine intero bene)

Le origini del Santuario dedicato alla Madonna di San Marco, detto anche della Madonna della Consolazione, risalgono alla fine del XVII secolo quando fu costruito un oratorio dedicato a San Marco voluto dal Tenente Marco Lezoli nel 1685.

Tale edificio in seguito venne trasformato nel primo Santuario della Madonna di San Marco.

Descrizione:

Il Santuario della Madonna di San Marco sorge in Bedonia, isolato, con orientamento Nord-Sud, preceduta da un ampio sagrato.

Madonna San Marco Bedonia (274)Il sagrato è chiuso sui lati da un porticato ad arcate a tutto sesto, su pilastri dorici.

La chiesa, in pietra a vista, presenta una monumentale facciata, in conci di pietra, coronata da un frontone triangolare.

La facciata è caratterizzata da un portico coperto, aperto sul fronte da tre arcate a tutto sesto, cui si accede da una scalinata in pietra, nella parte inferiore e un loggiato in quella superiore, anch’esso aperto sul fronte da tre archi a tutto sesto, chiusi da balaustra.

Madonna San Marco Bedonia (275)La parte superiore della facciata è scandita da lesene doriche, su basamenti continui, al di sotto dei quali corre una cornice in aggetto.

Il timpano è dipinto interamente con la raffigurazione della Beata Annunciazione.

Nella facciata si aprono tre portali, a tutto sesto,coronati da lunette con mosaici dorati.

Madonna San Marco Bedonia (278)Al di sopra del portale centrale si apre un piccolo rosone circolare, con vetrata policroma.

Al di sopra della navata si eleva l’imponente cupola su tamburo circolare, forato da una teoria di monofore a tutto sesto, separate da lesene doriche.

La cupola ha una lanterna su colonnine, coperta da guglia conica, con manto in rame.

Nei fronti laterali dei bracci del transetto si aprono due monofore a tutto sesto, per lato.

(fonte www.chieseitaliane.chiesacattolica.it alla pagina CLIKKA

Madonna San Marco Bedonia (192)Testo tratto dal web

Il Santuario è dedicato alla Madonna della Consolazione, ma comunemente è chiamato «Madonna di San Marco» dal titolo dell’oratorio preesistente.

Narra la tradizione che nel 1600, alcuni mercanti veneziani, assaliti da ladroni in questi paraggi, vennero miracolosamente liberati per intercessione della Madre della Consolazione.

In ringraziamento fecero erigere un sacello denominato Cappellina del Pozzo.

Madonna San Marco Bedonia (175)Nel 1685 fu eretto l’oratorio di San Marco, che ben presto divenne centro della devozione alla Madonna.
Verso il 1731 dalla zona di Pontremoli giunse, sembra per opera di un frate cappuccino, l’attuale statua della Madonna della Consolazione, lavoro in legno di non comune pregio artistico (1531).

Nel 1948, la Cappellina del Pozzo venne incorporata nella cripta, ultimata nel 1952.

Nell’anno mariano 1954, venne innalzata la meravigliosa cupola degli architetti Sassi e Robuschi e nel 1955 furono elevati i muri perimetrali.
Madonna San Marco Bedonia (208)L’interno è a pianta quadrata con cappelle laterali, sopra l’altare c’è il grande mosaico della Pentecoste; al fondo si trova un tempietto con la statua lignea della Madonna e un vano semicircolare con vetrate raffiguranti la Visitazione e le Nozze di Cana.

Nel 1889 fu incoronata da Mons. Scalabrini, fondatore dei Missionari di San Carlo per gli italiani emigrati; i Padri sono meglio conosciuto come Scalabriniani.Madonna San Marco Bedonia (260)

Il presepe nella Cappellina del Pozzo, raffiguraziione della nascita di Gesù, cara a Monsignor Renato Costa (guarda il post Archivio: Ultimo saluto a Monsignor Renato Costa – Il funerale celebrato dal Vescovo Gianni Ambrosio – Bedonia (PR) – 16/10/2014)Madonna San Marco Bedonia (257)

Cappellina del PozzoMadonna San Marco Bedonia (261) Madonna San Marco Bedonia (263) Madonna San Marco Bedonia (264)

Galleria immagini: Vespri e Processione “Aux Flambeaux (fiaccolata)” – Madonna di San Marco (della Consolazione) – Bedonia (Parma) – 9 luglio 2016 (testi di Alessandra Bassoni e Pietro Zanzucchi – immagini di Alessandra Bassoni)

dal sito www.giannidemartino.it/ alla pagina Rituali aromatici 

INCENSO E FUMIGAZIONI LITURGICHE

Le fumigazioni fanno parte della liturgia, le cui forme conservano tracce dei più antichi riti con vegetali aromatici . Si tratta di seguire gli spostamenti storici e simbolici di un « orologio rituale », in cui la nuova vita del cristianesimo si esprime nei termini delle tradizioni già esistenti – vediche, greche, egiziane, ebraiche, romane – dando loro allo stesso tempo un nuovo significato. Nella chiesa cattolica viene usato un solo tipo di vegetale aromatico : l’incenso, la resina della Boswellia, per distinguersi dalla molteplicità di sostanze in uso nei culti politesti.

Tra i molteplici significati dell’offerta d’incenso il più antico è forse il simbolo scritturale della preghiera che, a somiglianza della colonna profumata dell’incenso ( già presente, ma con altri significati, nei templi dell’antico Egitto e poi all servizio del Tempio di Gerusalemme), si leva dalla terra verso il cielo al cospetto di Dio. (“Salga a te la mia preghiera come incenso », Salmo 140 ). Questo sacrificio di adorazione è presente nella chiesa bizantina, nelle funzioni dette dei Presantificati, nelle quali, il turibolo fumante viene deposto e lasciato sull’altare, mentre il sacerdote leva alte le mani.

Il termine profumo deriva da pro fumum , pro fumum tribuere – rendere tributo attraverso il fumo. L’offerta d’incenso all’imperatore, questo atto d’idolatria che costò al cristianesimo numerosi martiri a causa del loro rifiuto del tributo di fumo dovuto all’imperatore, fu presto tradotto anch’esso nei termini cristiani di omaggio all’Onnipotente. Ha questa origine l’incensazione liturgica dell’altare, del libro dei Vangeli, delle Oblate all’Offertorio e, ogni qualvolta sia esposto, del santissimo Sacramento.

Come riferisce Cristina Campo, nel suo studio sull’uso dell’incenso, “ i bizantini incensano persino il velo del calice prima che questo ne venga ricoperto e tutti i paramenti del vescovo, via via che egli li indossa. Il tempio bizantino viene del resto incensato completamente, icona per icona, all’inizio e nel corso di molte cerimonie in presenza del volto e delle figure dei santi. Le persone dei celebranti e degli assistenti sono anch’esse incensate in entrambe le Chiese. Ai Vespri conventuali latini si incensa l’altare della Vergine al canto del Magnificat. Nelle antiche abbazie benedettine l’incensazione si ripete tre volte, a ogni Notturno dell’ora canonica di Mattutino ”.

L’interpretazione mistica tradizionale dà all’offerta dell’incenso ulteriori significati. Esso si brucia:

1) per rendere omaggio, onore e gloria al Dio trinitario tramite la rimemorazione del sacrificio dell’Agnello. Un sacrificio, cioè, di Dio stesso che, diventato uomo, osa innalzarsi sulla croce (svelando così – secondo l’interpretazione che ne dà René Girard – lo scandaloso non-detto, ovvero il sacrificio della vittima alla base del costituirsi del gruppo umano cosiddetto civilizzato);

2) per imitare in terra ciò che gli Angeli fanno in cielo, dove san Giovanni , nell’Apocalisse, li vide offrire a Dio molti incensi bruciati in turiboli d’oro (Ascendit fumus aro matum in conspectu Domini, de manu angeli);

3) per profumare lo spazio in modo da renderlo uno spazio altro, sacro – un tratto purificatorio, comune all’uso più arcaico del fumo fragrante dei vegetali aromatici;

4) per insegnare ai fedeli a bruciare e consumare anch’essi la loro vita per la gloria di Dio e diffondere ovunque il buon odore del Cristo. Del Cristo Gesù che, nei bestiari medievali, viene paragonato alla mitica pantera profumata della quale si diceva che attirava le prede con il suo buon odore. Allo stesso modo Gesù-pantera cattura le anime con il suo profumo.

L’idea di bruciare e consumare la vita come un incenso che glorifica Dio, deriva invece probabilmente da una fonte scritturale. Nei salmi, per esempio, dove si parla della vita del Messia come una vita di sofferenze per gli altri. E nel vangelo di Matteo (9 :17), dove la natura della sofferenza è paragonata a un’otre sul fumo. L’immagine è quella di una tenda, al cui interno è sospesa un’otre esposta al fumo che si leva da un braciere. Per effetto del calore e del fumo l’otre di legno si restringe e annerisce, mentre il vino non ne soffre. Anzi, per effetto del calore del fuoco diventa più buono, più commestibile. Il fumo, sgradevole per l’otre, è salutare per il suo contenuto. Insomma, sarebbe l’immagine del credente che soffre. Sofferente ma felice !

Oltre al tempio, alle cose sacre e ai vivi ( in quanto corpi che con il Battesimo divennero membra del Cristo e templi dello Spirito santo), la Chiesa incensa anche i morti, per mostrare che, come i fedeli morti hanno già fatto olocausto della loro vita al Signore, così i viventi debbono farne olocausto ogni giorno nel servizio di Dio.

*Trascrizione del testo della comunicazione presentata da Gianni De Martino al Convegno « Il giardino delle delizie. Piante sacre e saperi tradizionali », Ecomuseo di Coazze, 29 Agosto 2009

 

 

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