Gola Gola Festival, anche Albareto, Bedonia, Compiano, Tornolo e Borgotaro (PR) con uno stand promozionale – 10,11 e 12 giugno 2016

Print Friendly, PDF & Email

Gola Gola Festival ParmaSi è aperta, oggi 10 giugno 2016, la tre giorni del Gola Gola Festival (grande manifestazione legata al tema dell’enogastronomia, con eventi di vario genere in tutta la città), ed anche i Comuni di Albareto, Bedonia, Compiano, Tornolo e Borgo Val di Taro in provincia di Parma, con l’obiettivo di dare continuità al progetto di promozione turistica dell’Alta Val Taro, si sono dati appuntamento per la gestione dello stand promozionale di turismovaltaro, con materiale informativo, spazio multimediale, e gadgets speciali per i visitatori che si iscriveranno alla newsletter di informazione turistica legata al sito www.turismovaltaro.it.

Gola Gola Festival AltavaltaroGola Gola Festival logoRicordiamo che fra le aree anche una grande esposizione in piazza Ghiaia, con il Mercato delle specialità, un’enorme boutique del buon gusto, dove si daranno appuntamento le specialità di tutta Italia

Ecco la foto (da web) dello stand promozionale di turismovaltaro, gestito dai cinque comuni dell’Alta Valtaro, ovvero Albareto, Bedonia, Compiano, Tornolo e Borgo Val di Taro (Parma), completamente dedicato al nostro bellissimo territorio.  Gola Gola Festival Parma

Gola Gola Festival pagina istituzionaleUna partecipazione importante, nel cuore della città di Parma, durante un evento che porterà un numero di pubblico molto vasto, creando quindi l’occasione ideale per “presentare” il territorio e informare sugli eventi estivi e autunnali: una collaborazione fra i cinque comuni che parte dai progetti condivisi di “Gusta la primavera” e “Autunno Gastronomico Valtarese”, con il sostegno della Provincia di Parma, e si sviluppa nell’ottica di sviluppo di un piano di comunicazione e promozione turistica di vallata, come prodotto unico di destinazione turistica.

Galleria immagini: Gola Gola Festival, anche Albareto, Bedonia, Compiano, Tornolo e Borgotaro (PR) con uno stand promozionale – 10,11 e 12 giugno 2016

testo tratto dalla “Depliant” visibile alla pagina CLIKKA 

IL TERRITORIO

La Val di Taro si trova in Emilia-Romagna, in provincia di Parma, e prende il nome dall’omonimo fiume che nasce dal monte Penna e confluisce, dopo 126 km, nel Po come affluente destro.

Confina a sud con la valle del Vara in Liguria e la val di Magra in Toscana; a ovest con la valle del Ceno e del Recchio; a est con la valle del torrente Baganza.

La valle è chiusa dai monti: Penna (1735), Zuccone (1423), Scassella (1228), Gottero (1640), Fabei (1585), Molinatico (1549); mette in comunicazione la provincia di Parma con la Liguria attraverso il passo del Bocco e il passo di Centocroci, nonché con la Toscana per il passo della Cisa, il passo del Brattello e Passo dei due Santi.

Nell’alta valle transitava la via degli Abati, il cammino percorso tra il VI I secolo e l’anno mille dagli abati dell’abbazia di San Colombano di Bobbio per recarsi a Roma e che consentiva al monastero di mantenere i contatti e il controllo su i suoi possedimenti che si estendevano, oltre che nel nord Italia, fino in Toscana.

Proveniente dalla val Ceno attraversava il Taro su un ponte a Borgotaro, da lì due strade risalivano lo spartiacque: la via montis Burgalis altomedievale con l’ospizio di San Bartolomeo sul valico del Borgallo e la via del Brattello, medievale, entrambe scendevano a Pontremoli.

La via più conosciuta è la via Francigena, strada che i pellegrini percorrevano nel Medioevo e che collegava Canterbury a Roma.

Percorreva tutta la valle, da Noceto fino al passo della Cisa.

La Val di Taro comprende i comuni di Albareto, Bedonia, Borgo Val di Taro, Compiano, Fornovo di Taro, Solignano, Tornolo e Valmozzola, parte di quelli di Berceto e Terenzo, tutti in provincia di Parma, nonché una piccola porzione dei comuni liguri di Borzonasca, in provincia di Genova (frazione Giaiette) e di Varese Ligure, in provincia della Spezia (frazione Pelosa).

Nella parte più alta la vallata comprende località molto suggestive tra cui Santa Maria del Taro (Tornolo), a pochi chilometri dal mar Ligure che si raggiunge attraverso il Passo del Bocco.

Un po’ più lontano dal Taro possiamo trovare Tarsogno, nota per i suoi pregiati funghi. Ritornando sul corso del Taro troviamo il Castello dei Landi di Compiano, ubicato su di una piccola altura, a sinistra del fiume.

La tradizione escursionistica nell’alta Valle de Taro non vanta antiche tradizioni, a differenza della parte più orientale della montagna parmense, oggi compresa nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. solo a metà degli anni ottanta, con l’iniziativa dell’instancabile Angelo Massera e di un minuscolo gruppo di appassionati riuniti nel Gruppo di Soccorso Alpino di Borgotaro, sono stati individuati e segnati alcuni sentieri nel territorio del Comune.

A quell’esperienza, viva e produttiva per circa dieci anni, è seguito un periodo di calma, punteggiato da sporadiche iniziative, quali la realizzazione di percorsi didattici a cura del Consorzio comunale (M. Molinatico, Vighini) e dal WWF Italia (Percorso Natura dell’ Oasi dei Ghirardi).

 Con l’inizio del nuovo secolo abbiamo assistito ad una rinascita della sentieristica nel territorio comunale, con la segnatura di due nuovi e lunghi percorsi, la Via degli Abati e la Via degli Antichi Passi, ma soprattutto con il costruirsi di un folto gruppo di camminatori borgotaresi.

L’associazione delle guide GAE propone numerosissime escursioni guidate durante tutto l’arco dell’anno.

Per info www. trekkingtaroceno. it

LE ECCELLENZE GASTRONOMICHE

L’entusiasmo sorto intorno a queste iniziative ha contagiato l’Amministrazione Comunale, che si è fatta carico di rivedere, potenziare ed integrare la rete dei sentieri assicurandone la manutenzione per gli anni futuri.

La rete di percorsi concepita copre l’intero territorio comunale, raccordando il capoluogo alle frazioni fino ai crinali e alle vette, attraverso gli angoli paesaggistici più suggestivi e ricchi di valori storici e naturalistici

I FUNGHI

Il nostro Porcino è un prodotto naturale di qualità superiore.

Insignito di IGP (Indicazione Geografica Protetta) dal 1993 e tutelato dall’omonimo Consorzio, cresce nei boschi cedui della Val Taro.

Il suo nome botanico, a tutti noto, BOLETUS EDULIS, capostipite del Gruppo degli Edules (Genere BOLETUS sez. BOLETUS).

I porcini raccolti nella stagione più propizia , fine estate ed autunno, essiccati o utilizzati freschi, entrano a far parte di tutti i menù tradizionali di montagna.

Nonostante i valligiani siano molto gelosi del loro Porcino, il profumo del fungo borgotarese ha valicato i confini: oggi uno dei prodotti tipici di Parma più famosi ed apprezzati.

Dall’antipasto al secondo, cuochi famosi si sono cimentati nell’interpretare il Porcino a tutto pasto, con squisite varianti dei temi cari alla tradizione di montagna.

Sott’olio, in padella, alla piastra, crudo in fette sottilissime, a tu per tu con scaglie di Parmigiano-Reggiano e poi nel sugo delle tagliatelle, con i tortelli e con i gnocchi di patate.

I DOLCI

La pasticceria in alta Val Taro è una grande passione.

La fragranza e qualità dei prodotti sono fondamentali perchè solo cosi mantengono quel raro equilibrio tra intensità e delicatezza tipico della nostra gastronomia.

Gli Amor e la Spongata sono degli squisiti esempi di questo connubio soavi e contemporaneamente ricchi di gusto nascono da antiche ricette locali.

Le origini della spongata si perdono nel tempo, ed è il dolce tipico protagonista del periodo natalizio e della stagione invernale.

Gli Amor sono dei deliziosi pasticcini di crema chantilly racchiusa tra due cialde sottili.
Questo dolce è stato consacrato dai pasticceri ad Afrodite, dea dell’amore.

IL PARMIGIANO REGGIANO DOP

In alta Val Taro il Parmigiano subisce un’ulteriore qualificazione legata al territorio – la montagna – e all’agricoltura biologica.

Quindi accanto al Parmigiano Reggiano stagionato 24 mesi si trova il Parmigiano Reggiano di montagna (con 24 o 36 mesi di stagionatura) da agricoltura biologica.

LE TORTE SALATE

Un’ampia varietà di torte salate contraddistingue la cucina dell’alta Val Taro: di erbe, di patate, di zucchine, zucca, riso, cipolle ecc.

Questi gli ingredienti principali che singolarmente o mescolati possono essere utilizzati per aprire un pranzo una cena oppure semplicemente come piatto unico, come da tradizione.

Le torte a base di pasta sfoglia guarnita da sempre caratterizzano la nostra cucina.

Sono ottime mangiate sia calde sia fredde ed ogni stagione è quella giusta per assaggiarle.

Nate dalla semplicità contadina sono il simbolo della cucina locale.

Una delle ricette più conosciute è la torta d’erbe: un impasto di farina olio, sale e acqua a cui si aggiunge una farcitura a base di bietole lessate, parmigiano reggiano, olio e uova.

Altamente naturale e dietetica la torta d’erbe trova varianti nella cucina ligure e reggiana.

LA CASTAGNA

Nei nostri autunnali banchetti, la castagna è insieme al fungo, la protagonista indiscussa.

Non solo un frutto che ha sfamato la montagna per diverse generazioni ma soprattutto una risorsa insostituibile che ha regalato una forte impronta alla nostra cultura gastronomica.

La nostra castagna, raccolta, essiccata e macinata direttamente in loco, si trasforma poi in interprete di molteplici sapori.

ALLA SCOPERTA DE SAPORI LUNGO LA “STRADA DEL FUNGO”

Il fungo Porcino di Borgotaro è l’insigne ospite di una strada che si snoda principalmente nell’alta Val Taro, congiungendosi a Nord – Est con la Val Baganza (e la strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli ) e, a Ovest, con la Val Ceno e il crinale che divide l’Appennino parmense da quello Piacentino.

A Sud si apre alle vie del mare . . . . il territorio porta in dote alcuni dei più affascinanti scenari dell’intero crinale appenninico; è armoniosamente composto dai rilievi che risalgono dai numerosi corsi d’acqua per giungere alle vette dei confini liguri e toscani.

E’ una terra ricca di storia, contrassegnata dai castelli, dai borghi medioevali, dagli antichi luoghi di culto.
Per info www.stradadelfungo. it

IL CONSORZIO DI TUTELA DEL FUNGO DI BORGOTARO IGP

Borgo Val di Taro e le sue valli sono famose in tutto il mondo per il suo fungo; da anni infatti la ricchezza principale dei boschi appenninici in Provincia di Parma, nello spartiacque tra l’Emilia, la Liguria e la Toscana, non è più la legna da ardere, peraltro ottima e ricercata in tutto il Nord Italia, ma sono piuttosto i prodotti del sottobosco.

In particolare i funghi porcini di Borgotaro sono conosciuti ovunque in quanto fin dalla fine dell’800, quando molti montanari furono costretti ad emigrare in America o in Inghilterra, esportarono e fecero conoscere questo prodotto all’estero.

Nonostante questa fama antica, il Fungo di Borgotaro è un marchio molto giovane, in quanto il riconoscimento I .G.P. è stato ottenuto nel 1993 dal Ministero e nel 1996 dalla CEE.

Il merito dell’iniziativa va attribuita al Consorzio Comunalie Parmensi, che nel suo programma di miglioramento e valorizzazione del territorio gestito, dopo aver promosso azioni mirate al razionale e corretto uso della risorsa fungo, ha intrapreso le procedure volte al riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta.

Nel 1995 è stato costituito il Consorzio di Tutela, con lo scopo di garantire, valorizzare e promuovere il prodotto principe dell’alta Valtaro, attraverso un apposito Disciplinare di produzione

UFFICI TURISTICI ALTA VAL TARO

UFFICIO TURISTICO COMPRENSORIALE ALTA VAL TARO

Via Garibaldi, 15 43041 Bedonia (PR) Parma Tel: 0525-824765 email:
ufficioturistico@comune.bedonia.pr. it
Orario: da Luglio ad Agosto: dal lunedì al sabato: 09.30/12.30 – 16.30/19.30 la Domenica: 10.30/12.30 Da Settembre a Giugno: mercoledì: 10.30/12.30, venerdì: 16.30/18.30, sabato: 10.30/12.30 – 16.30/18.30

BORGO VAL DI TARO

Piazza Manara, 7 – 43043 Borgotaro (PR) Tel/Fax 0525/96796
E.mail: uit@comune.borgo-val-di-taro.pr. it
Sito web: www.comune.borgo-val-di-taro.pr. it
Orario: dal 1 Gennaio al 5 Aprile: aperto: 10.00/12.30, chiuso giovedì e domenica. Dal 6 Aprile al 31 Luglio aperto: 10.00/12.30 -16.30/19.00 chiuso giovedì e domenica. Dal 1 Agosto al 28 Settembre: aperto: 9.00/12.30 – 16.30/19.00 chiuso la domenica pomeriggio. Dal 29 Settembre al 13 Ottobre: aperto 9.00/12.30-16.30/19.00 chiuso giovedi e domenica. Dal 14 Ottobre al 31 Dicembre: aperto 9.00/12.30 chiuso giovedì e domenica

TORNOLO (TARSOGNO)

Via Noberini, 1 – 43050 Loc.Tarsogno (PR) Tel. /Fax 0525/89272
E-mail: prolocotarsogno@tiscali. it
Orario: da Aprile a Giugno – Ottobre e Novembre: sabato e domenica: 9.00/12.00 – 15.30/19.00. Luglio, Agosto e Settembre: tutti i giorni: 9.00/12.00 – 15.30/19.00

BERCETO
PRO LOCO BERCETO Cell. 348 422 4519
Pagina Facebook: PRO LOCO BERCETO

AREE SOSTA CAMPER

BORGO VAL DI TARO

Le aree sosta per camper sono libere ma NON ATTREZZATE: 

Piazzale G. Castagnoli | N 44.490124 – E 9.76722
Via Pellizzari | N 44.486111 – E 9.764718
Parco Tolmezzo | N 44.488208 – E 9.766870

BEDONIA
CENTRO ATLANTIDE
Area camper attrezzata con impianti
Largo Colombo 5 BEDONIA (PR)
Cel. 333 733 3019

BERCETO
Posteggi camper attrezzati
“CAMPING I PIANELLI ”
Loc. I Pianelli – BERCETO (PR)
Via Francesco di Sales – BERCETO (PR)
Aperto fino alle ore 22,30

COSA VEDERE

CASTELLO DI COMPIANO

Incastonato su uno sperone roccioso, circondato da boschi e ruscelli, il Castello di Compiano, domina la Valle del Taro, sull’Appennino Parmense, nel punto in cui l’Emilia incontra la Liguria e la Toscana.

L’antico maniero, risalente attorno all’anno Mille, sorge nel cuore dell’incantevole borgo medievale di Compiano, classificato come uno dei “borghi più belli d’Italia”.

Qui il tempo sembra essersi fermato in un passato lontano, in cui principi e cavalieri furono protagonisti di sanguinose battaglie e lotte di potere.

MUSEO DELL’EMIGRANTE TARSOGNO

Inaugurato alla fine di luglio 2004.

L’allestimento e la progettazione sono stati curati dall’Architetto Mario Ghiretti.

Il Museo, che ha sede nel Centro Giovanile, è stato dedicato alla Professoressa Anna Maria Figoni, docente della Scuola Media di Tarsogno, recentemente scomparsa, che da sempre aveva promosso e sostenuto iniziative volte a valorizzare la memoria storica.

L’ampia sala espone circa 300 fotografie di emigranti, oggetti vari tra cui una fisarmonica, alcune valigie di cartone, bauli con il corredo più bello, una cassetta porta oggetti (cassetta dei Mersà) di uno dei primi emigranti contenente un pò di tutto: chincaglierie, bottoni, lucido da scarpe, bottigliette di brillantina; poi abiti, cravatte e calze di seta.

Suscita curiosità uno specchio, che diventa la copertina di un album di foto d’epoca proveniente dalla Francia.

SEMINARIO DI BEDONIA E MUSEI

Il Seminario Vescovile di Bedonia spicca nella sua imponenza architettonica, esaltata dall’esiguità del paesino, a fianco del Santuario della Madonna della Consolazione, meglio conosciuta come Madonna di S.Marco, ove dal 1685 si venerava la Madre di Cristo in una piccola cappella ancora esistente.

L’idea di fondare un’istituzione culturale per i giovani della vallata si deve a don Giovanni Agazzi e all’allora arciprete del paese, don Stefano Raffi.

Oggi il seminario si estende su quasi 6000 mq. coperti.

Tutta la popolazione della vallata partecipò per cinque anni alla costruzione stabilendo un legame che si è conservato fino ad oggi.

DUOMO DI SAN MODERANNO BERCETO

Il Duomo è dedicato a San Moderanno, che qui fu abate dal 719.

Ricostruita tra il XI I e il XI I I secolo, la chiesa, nonostante significativi interventi del XVI e XIX secolo, mantiene l’impianto romanico.

Alla ristrutturazione ottocentesca si deve anche il rifacimento della facciata in arenaria, che tuttavia conserva il ricco portale strombato del secolo XI I con lunetta e architrave a rilievi.

Ricco di opere d’arte è il severo interno a tre navate absidate.

Dalla terza cappella a destra si accede al tesoro del Duomo, che conserva preziosi arredi e oggetti liturgici di varie epoche.

Tra le opere esposte meritano particolare attenzione il cosidetto piviale di San Moderanno, paramento in raso di seta verde forse risalente all’VI I I -IX secolo, un calice del 1517 cesellato con motivi a viticci e foglie d’acanto e un calice in vetro di incerta datazione (forse anteriore al Mille), rivenuto in una tomba all’interno della chiesa.

CENTRO STORICO DI BORGOTARO

Il centro storico di Borgo Val di Taro conserva i resti dell’antico castello, di cui oggi rimane parte della muratura originale.

Di notevole importanza la chiesa romanica di Sant’Antonino, risalente agli inizi del 1200; il suo interno custodisce un prezioso organo Serassi, tutt’ora funzionante.

Tra gli edifici di rilievo Palazzo Boveri, dove risiedette la regina di Spagna, Elisabetta Farnese, durante la sua visita nel 1714, che in quell’occasione fu decorato da numerosi fregi a stucco ancora conservati.

Passeggiando per le vie del paese, il visitatore potrà assaporare la tranquillità, la semplicità, ma al contempo la preziosità della storia di questo borgo montano dalle origini romane, fino ai numerosi episodi legati alla Resistenza, di cui fu teatro nel secondo dopoguerra.

Un sistema di pannelli informativi collega i principali monumenti storici e ne racconta la storia con audioguide attivabili gratuitamente usando gli appositi codici QR.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.