27-07-2012 Compiano (Parma): “Astaroth” di Stefano Benni – Associazione culturale Lupus in FabulArt … immagini

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Il centro storico di Compiano (delizioso borgo medievale in provincia di Parma che ha dato il titolo di “principato” al Principato di Monaco),

tra piccoli vicoli rivestiti con lastre in pietra e ciottoli di fiume sui quali si affacciano palazzi nobiliari e edifici dai tetti in ardesia, il 27-07-2012 ha ospitato

“Astaroth” di Stefano Benni

a cura della Compagnia della Pieve dell’Associazione culturale Lupus in FabulArt

con la regia di Aldo Craparo e la partecipazione di Federico Rolleri, Marika Bernabò, Emanuele Ghelfi, Alberto Chiappari, Cristina Delnevo, Carlo Zelioli, Diego Mussi e l’aiuto regia di Mariella e Valentina Delnevo.

 

A fare da scenario allo spettacolo teatrale serale all’aperto, la magica atmosfera della piazzetta di fronte alla chiesa barocca di San Giovanni Battista.

 approfondimenti vedi post

22-07-2012 Bedonia (Parma): “Astaroth” di Stefano Benni – Associazione culturale Lupus in FabulArt … immagini

 

Consigli utili come organizzarsi e scattare immagini di un “Evento” – Shooting Teatrale durante la Performance dell’Associazione Culturale Lupus in Fabula: “Astaroth” – Borgotaro – Oasi WWF dei Ghirardi

 

nella foto il regista Aldo Craparo e e il Sindaco del Comune di Compiano (Parma) Sabina Delnevo durante la presentazione —>

 

 Il prossimo evento si terrà il 16 agosto alle ore 18 a Illica Bedonia (Parma)

Immagini della “Compagnia La Pieve”

Federico Rolleri Marika Bernabò Emanuele Ghelfi
Alberto Chiappari Cristina Delnevo Carlo Zelioli
Diego Mussi Aldo Craparo (regista) la Compagnia
 
     
tecnici al lavoro – problema al microfono  foto di scena  foto di scena

 

Una bella serata nel fiabesco borgo di Compiano, immersi nell’incantevole atmosfera intima e rilassante di un luogo d’altri tempi.

immagini: Astaroth – Compagnia della Pieve di Bedonia -27-07-2012 Compiano PR

>>> testo tratto dal sito valtarofotocluballa paginaUscita Fotografica (shooting teatrale):

Astaroth

E se provassimo a considerare la morte non come la fine di tutto, ma come il punto di partenza? Per ricapitolare la vita, guardandola da vicino, senza distrazione. Perché solo dalla sua breve durata si può vedere l’eternità.

La pièce è una discesa agli inferi della nostra follia, che ci fa sprecare la vita in rapporti incrostati, in riti sterili e ossessivi, in progetti lasciati a metà per debolezza, per mancanza di coraggio. Perché si può anche essere buoni ma restare immobili.

E il peccato, si sa, non è tanto il male commesso ma tutto il bene che si poteva fare e non si è fatto.

E’ un’umanità mediocre quella che sfila davanti ad Astaroth, angelo-diavolo che si trova, suo malgrado, a giudicare; un’umanità che ancora non si capacita di essere morta, forse perché lo era anche prima senza saperlo. Un’umanità dall’esistenza opaca, indiretta, intenta a salvare le forme e a consumarsi nell’invidia, guardando alla vita degli altri non per prendersene cura, ma perché non si sa più capire e riconoscere il senso della propria. Oppure un’umanità desiderosa solo di fare notizia o incapace di scegliere e schierarsi, ovvero di diventare adulta e responsabile.

Perché questo è l’atto decisivo, Astaroth lo testimonia: il diavolo-angelo ha voluto uscire dalla palude, disobbedendo. Per scegliere questa terra concreta invece di un cielo improbabile, il risveglio ogni mattina piuttosto che l’eternità. Perché non succeda più che il dopo uccida il domani. 

E se provassimo a considerare la morte non come la fine di tutto, ma come il punto di partenza?

Per ricapitolare la vita, guardandola da vicino, senza distrazione. Perché solo dalla sua breve durata si può vedere l’eternità.

E’ questo il percorso che ci propone questo spettacolo, una discesa agli inferi della nostra follia, che ci fa sprecare la vita in rapporti incrostati, in riti sterili e ossessivi, in progetti lasciati a metà per debolezza, per mancanza di coraggio. Perché si può anche essere buoni ma restare immobili.

E il peccato, si sa, non è tanto il male commesso ma tutto il bene che si poteva fare e non si è fatto. E’ un’umanità mediocre quella che sfila davanti ad Astaroth.

Astaroth lo testimonia: il diavolo-angelo ambivalente, ha voluto uscire dalla palude, disobbedendo per scegliere questa terra concreta invece di un cielo improbabile, il risveglio ogni mattina piuttosto che l’eternità. Perché non succeda più che il dopo uccida il domani.

Uno spettacolo che ci farà riflettere, sorridendo delle nostri atroci aberrazioni mortali.

video correlato

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