Gatti Mario (1913 – 1995): eletto Consigliere Comunale nelle prime libere consultazioni elettorali (9 aprile 1946) ad Albareto (Parma) ha cercato di promuovere la pace e la giustizia

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Gatti Mario (1913 – 1995)In onore di questa giornata e della nostra bella Nazione, oggi 2 giugno 2016, 70° Festa della Repubblica, attraverso alcune immagini e testi ricordiamo alcune persone (veri e importanti pilastri della nostra società), che con le loro grandi doti umane e qualità lavorative, hanno operato con competenza, ogni giorno, in modo discreto e silenzioso per la nostra valle, cercando di promuovere la pace e la giustizia.

Ecco di seguito il ricordo di Gatti Mario (1913 – 1995), eletto Consigliere Comunale ad Albareto (Parma), nelle prime libere consultazioni elettorali dopo la caduta del fascismo (9 aprile 1946).

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 Personaggi di “valgotrabaganza”

Ringraziamo Giuseppina Gatti per aver inoltrato il materiale a ricordo del padre Gatti Mario, che crediamo di poter definire “Personaggio” di “valgotrabaganza” (termine di fantasia usato come nome del “blog” e derivante dall’unione dei nomi delle valli degli autori, la Val Gotra e la Val Baganza e dei rispettivi torrenti che le attraversano, non così noti, ma che nel nostro immaginario rappresentano l’intero Appennino e la montagna in genere), in quanto persona con grandi doti umane e qualità lavorative, che ha operato con competenza, ogni giorno, in modo discreto e silenzioso per la nostra valle, adoperandosi in tutti i modi a favore della pace e la giustizia.

La Festa della Repubblica italiana si celebra ogni anno il 2 giugno, nell’anniversario del referendum con il quale, tra il 2 e il 3 giugno 1946, esattamente 70 anni fa, gli italiani votarono per scegliere tra repubblica e monarchia come forma istituzionale dello Stato, dopo la fine del regime fascista.

Il voto, per la prima volta nella storia italiana, avvenne a suffragio universale: questa data corrisponde anche a una di quelle prime volte di cui non ci si scorda mai: il voto delle donne.

Gatti Mario (1913 – 1995)

Gatti Mario (1913 – 1995)Gatti Mario (16 febbraio 1913 – 4 agosto 1995) nel suo piccolo, ha cercato di promuovere la pace e la giustizia, impegnandosi per risolvere qualche problema della propria comunità in qualità di Consigliere Comunale nella prima Amministrazione del dopoguerra (9 aprile 1946).

Guarda il post Ricostituzione del Comune di Albareto (PR) “Il nuovo Consiglio comunale ” – 9 aprile 1946 – Dal libro “Cenni storici di Albareto”

Ecco il quadro commemorativo consegnato a Gatti Mario nel ventennale della Proclamazione della Repubblica Italiana (giugno 1966)Gatti Mario quadro  ventennale Proclamazione della Repubblica Italiana

Motivazione della concessione onorificenza commemorativa consegnato a Gatti Mario nel ventennale della Proclamazione della Repubblica Italiana (giugno 1966)

NEL VENTENNALE DELLA PROCLAMAZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Per volontà dell’Assemblea dei Comuni, dei partiti del C. L. N., delle Associazioni partigiane e combattentistiche, delle organizzazioni sindacali e degli Enti democratici della Provincia di Parma al Signor Gatti Mario eletto Consigliere Comunale nelle prime libere consultazioni elettorali dopo la caduta del fascismo

In ricordo ed auspicio per le risorte libertà democratiche degli Enti Locali

Gatti Mario (1913 – 1995) servizio militareGatti Mario (1913 – 1995) servizio militare

Testo tratto dall’articolo di giornale (Gazzetta di Parma) dell’8 agosto 1995

Gatti Mario (1913 – 1995) da articolo giornaleALBARETO – Si sono svolti domenica i funerali di Mario Gatti, deceduto nella propria casa venerdì mattina. Era nato a Borgotaro 82 anni fa.

“Un uomo instancabile e pieno di vita”, dice la gente di Albareto.

Col suo carattere disponibile e spiritoso, Mario Gatti aveva sempre un aneddoto, un proverbio, una battuta per smorzare anche le più accese discussioni.

Gatti Mario (1913 – 1995) articolo giornaleA 16 anni era già al lavoro come manovale, poi divenne boscaiolo, addetto al rimboschimento delle pinete del Cento Croci, poi sorvegliante delle teleferiche che trasportavano a valle il legname dal Passo dei Due Santi al Gottero e quindi ad Albareto; nel dopoguerra aprì un’ osteria a Tombeto, una manciata di case sulla riva sinistra del Gotra, divenuta ben presto grazie alla sua cortesia un ritrovo rinomato, ancor oggi una meta di coloro che frequentano la valle.

Fu impegnato anche in politica: in una Amministrazione del dopoguerra fu eletto consigliere comunale.

Si dimostrò generoso e sensibile verso i problemi della sua gente.

Molto legato alla famiglia, tre anni or sono, aveva festeggiato il cinquantesimo anno di matrimonio.

Era solito attorniarsi dei nipoti.

Lascia la moglie Maria Marchini, la figlia Giuseppina, il figlio Sandro e sei nipoti.

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