Terenzo – Borgo Val di Taro – Berceto : Mostra itinerante di dipinti del Maestro Renzo Barilli – immagini inaugurazione 01-08-2012 Museo delle Mura Borgotaro (Parma)

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I Comuni dell’alta-media Val Taro: Terenzo, Borgo Val di Taro, Berceto sona la meta della mostra itinerante di dipinti del Maestro Renzo Barilli dal titolo «Ai nostri colli» , aventi come soggetto la natura e il territorio appenninico.

Questa iniziativa culturale, intrapresa dai tre comuni, è un’occasione per riscoprire il territorio attraverso l’arte,  valorizzandolo anche per le sue qualità storiche, attraverso paesaggi tipici rurali ormai persi.

Questa importante iniziativa favorisce lo scambio e la collaborazione culturale tra queste valli contribuendo a valorizzare il territorio e il suo valore per il futuro, nel segno dell’arte e della natura.

Alegrafia e PiZanz attraverso la pubblicazione delle attività e degli eventi che vengono svolti nelle nostre valli, cercano di favorire la valorizzazione e la conservazione della cultura e delle tradizioni.

Immagini dell’inaugurazione della Mostra di pittura dedicata a Renzo Barilli, tenutasi negli spazi espositivi del Museo delle Mura di Borgotaro il 01-08-2012 dal titolo «Ai nostri colli» curata da Marzio Dall’Acqua (presidente dell’Accademia di Belle Arti di Parma), coordinata da Gianni Cugini, visitabile fino al 15-08-2012.

Gianni Cugini – coordinatore della Mostra Marzio Dall’Acqua – presidente dell’Accademia di Belle Arti di Parma Matteo Daffadà – Comune di Borgo Val di Taro
Giacomo Bernardi – Associazione culturale «Emmanueli»  invito locandina

Galleria immagini:inaugurazione  Mostra di pittura – Renzo Barilli – Museo delle Mura  Borgotaro 01-08-2012

approfondimenti

Cronache d’arte

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=6tzrRCopnJY[/youtube]

da YouTube:

La settimana Incom 01309 del 13/10/1955
“Premi di pittura. Dal Lazio all’Emilia, pittori in gara”
Descrizione sequenze:veduta di olevano ; le case arroccate ; quadri in esposizione ; Rebecchini, Campilli e personalità in una sala di Palazzo Venezia ; folla di visitatori nelle sale; ; pittori in un parco ritraggono modelle ; Barilli esegue un ritratto ; il ritratto di Martini viene spostato, compare la modella del ritratto ; una donna di profilo, il quadro di Vecchi che la ritrae ; pubblico seduto ai tavolini nel parco di noceto applaude ; sul palco Del Santo indossa un vestito ; gli organizzatori aiutano Del Santo a vestirsi ; un uomo mette a posto la cravatta del pittore ; la mano del pittore stringe un assegno e un cronometro ; il pittore regge il suo quadro in piedi sul palco. ;

Archivio Storico Luce http://www.archivioluce.com

RTA News 04-08-12 2° parte™

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=lbojfrcZRv0[/youtube]

dal sito www.taronews.it  alla pagina  La pittura di Renzo Barilli: ai nostri colli

VIDEO

Mostra Quadri Barilli Museo delle Mura video 01 08 2012

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=s1QQilojmsc[/youtube]

Mostra Quadri Barilli Museo delle Mura Intervista 01 08 2012

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Eh-S7ppAqys[/youtube]

Mostra Quadri Barilli Museo delle Mura quadri 01 08 2012

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=S141J2EjS0U&feature=player_embedded[/youtube]

testo tratto dal sito www.gazzettadiparma.it alla pagina

Le opere di Barilli approdano a Borgotaro 

Franco Brugnoli
….dopo Borgotaro, approderà a Berceto, dal 16 al 31 agosto. Un vero e proprio «viaggio» nelle Terre alte del Parmense.
….L’organizzazione dell’evento è a cura del Comune, in collaborazione con l’associazione culturale «Emmanueli».
Il paesaggio appenninico è stato, per Renzo Barilli (scomparso ormai da un ventennio), uno dei soggetti più significativi della sua ispirazione pittorica. Attraverso questi dipinti, si può aprire davvero una riscoperta ed una nuova valorizzazione del nostro territorio.
La scoperta delle Terre alte
«Barilli, uomo padano, – ha spiegato Dall’Acqua – intorno alla fine degli anni Sessanta, inizia a salire da Parma le strade dell’Appennino. Queste opere sono la sua scoperta, intima, di queste terre. Un mondo di ambienti solitari. C’è solo un quadro con due ragazzini vicino a un lago, un quadro con un cavallo. La vita animale e umana è ridotta al minimo. E questo paesaggio – conclude – si trasforma in pittura ed in emozione visiva».  (leggi tutto)

L’Appennino di Renzo Barilli

Un paesaggio verdeggiante, coi colori tipici del nostro Appennino, quel verde rigoglioso di acque dove gli alberi crescono spontanei e pieni di energia vitale, la natura si condensa in fioriture e là, sullo sfondo, i monti racchiudono case sparse e intrichi boscosi. Nel cuore del quadro si staglia  il paese con le sue case, la torre campanaria, la chiesa, così come la si può immaginare tra pennellate sicure e veloci e  l’impressione dettata da una pittura en plein air. In una estate come altre, «Ai nostri colli» si va non solo col piacere di attenuare la calura ma anche col desiderio di riscoprire quegli angoli nascosti che fanno parte del territorio e dunque del nostro vivere.  «Ai nostri colli» è il titolo della mostra che ha «riacceso» l’itinerario artistico avviato negli anni passati con esposizioni dedicate all’Appennino. Il nuovo progetto itinerante, coordinato da Gianni Cugini, è rivolto all’opera di Renzo Barilli. La prima esposizione inaugurerà a Terenzo il 14 luglio, nella sede comunale,  per spostarsi poi il 1° agosto a Borgotaro ed il 16 agosto a Berceto, con l’organizzazione dei comuni interessati. Un viaggio tra i monti, ideale ed artistico, destinato ad accendere fantasie e memorie nei quadri che il pittore, scomparso nel 1991, ha realizzato. L’artista, che si è dedicato con totalità d’impegno alla pittura, è forse più conosciuto come autore di paesaggi padani, di marine e ritratti, per cui riscoprire assieme ai suoi quadri – una quarantina quelli esposti – l’Appennino significa anche rileggere opere meno note, conservate in quella casa sul torrente Parma, simbolo di una famiglia e dei suoi artisti. Il filone poi riaccende l’interesse e la curiosità verso una pittura en plein air che è sempre stata elemento distintivo di quegli artisti della tradizione parmense che hanno attraversato il Novecento seguendo le regole costruttive di una pittura  oggi tutta da rivalutare e senza lasciarsi coinvolgere dal  filone parallelo dei nuovi movimenti e delle «invenzioni» d’arte.
…. ….Le opere riaccendono le passioni di una vita fra «Rocce nel bosco» 1971, «Inverno in collina» del ’77 o il cielo meno luminoso di un autunno precoce.  La presenza dell’uomo è spesso solo immaginata, come nell’opera «Cavallo che mangia» in cui l’idea del lavoro e del riposo è compresa dentro una precisa istanza narrativa. In  «Ragazzi al torrente», 1972, due figurine «colorate» sono l’eccezione che conferma la regola: la presenza umana è appena accennata e spazio è dato al paesaggio, dentro le impressioni di una natura interpretata con una sorta di lirismo seppur sempre allineata al vero. In questi paesaggi il torrente ha un posto privilegiato comparendo spesso ai piedi delle colline verdeggianti, di un paese sul crinale o scorrendo pacato o impetuoso secondo le stagioni. Così tra un «Deposito di legname», 1979, ed una «Casa con campanile retrostante», 1979, si snoda questa pacata ed intima visione del nostro Appennino, una visione che non è solo pittorica, perché sempre l’artista dipinge coi propri occhi ed il proprio animo.
……(leggi tutto)

 

testo tratto dalla pagina Renzo Barilli (1922 – 1991) Autoritratto 

Renzo Barilli, dopo gli studi compiuti all’istituto d’arte Paolo Toschi, si è dedicato con totalità d’impegno alla pittura, segnalandosi, anche a livello nazionale, per l’originalità del suo rapporto con la realtà umana e naturale. Partito dalla lezione di una tradizione amica, rappresentata dal padre Latino, ha proceduto lungo la via di un itinerario affettivo quieto e appartato che approda alla soglia della modernità. A conferma ecco cosa ebbe a scrivere Roberto Tassi, nel lontano 1957, su Renzo Barilli e la sua pittura: “Renzo Barilli accoglie nella sua aspirazione due suggestioni diverse; da un lato un sentimento della natura, sincero, minuto, paziente, volto a cogliere il trascolorare di un’ora di luce su un paesaggio e che lo porta al risultato di certe delicate impostazioni tonali; dall’altro un senso più netto e deciso dell’incombenza dell’oggetto che si traduce nell’opera in un risultato nuovo ai valori plastici. Ed è quando i due momenti convergono e si completano che raggiunge i migliori risultati espressivi”. Queste parole del grande critico, scomparso lo scorso anno, risuonano ora con il valore di una felice intuizione sull’esperienza pittorica di Renzo Barilli: così silenziosa, così solitaria, in altre parole, così moderna. (leggi tutto)

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