Albareto (Parma) – “In Antico – Medio Evo – Albareto Comune” – Storia di un Paese (1° parte) di D. Duilio Schiavetta

Print Friendly, PDF & Email

Albareto (101) StoriaRiportiamo qui di seguito, senza garanzia in merito ed eventuali errori, il testo «Albareto (Parma) – Storia di un Paese», a cura di Don Duilio Schiavetta, articolo tratto dall’“L’Araldo della Madonna di San Marco” (Bollettino mensile ORGANO della BASILICA SANTUARIO di BEDONIA (Parma) – 10/2011), visibile nel sito www.unitapastoralealtavaltaroceno.it.

Guarda i post Albareto e 

Albareto (Parma) – “In Antico – Nel secolo XVII” – Storia di un Paese (2° parte) di D. Duilio Schiavetta

Archivio “Araldo della Madonna di San Marco”

Albareto (100) Storia«Albareto (Parma) – Storia di un Paese», di Don Duilio Schiavetta – “L’Araldo della Madonna di San Marco” – Bollettino mensile ORGANO della BASILICA SANTUARIO di BEDONIA (Parma) – 10/2011), visibile nel sito www.unitapastoralealtavaltaroceno.it 

«Albareto (Parma) – Storia di un Paese», a cura di Don Duilio Schiavetta

La “visita” ai paesi delle nostre valli va a concludersi ad Albareto, estrema propaggine della provincia di Parma che si inserisce nelle regioni Liguria e Toscana, culminando nei Tre Confini.

I termini di confine che vi si vedono furono posti nel 1828 dietro convenzione fatta in Firenze il 27 Novembre 1824 tra la Duchessa di Parma e il Granduca di Toscana e fu fatta una tagliata larga m. 5,85.

In Antico 

Non è il caso di soffermarsi a lungo circa la presenza di insediamenti liguri, come l’istituzione delle Comunalie sta a dimostrare.

Anzi resta anche la testimonianza della presenza etrusca, come il cippo funerario localizzato, nel 1973, alle falde del Monte Ribone e che il Dott. Roberto Macellari, interpellato dal Dott. Angelo Ghiretti, ha interpretato l’iscrizione “Mi sepus” come: io sono il cippo di Sepo.

Nome che appare anche nella tomba di Carisma Sepu a Volterra. Nei “firozzi” delle lunghe serate invernali, insieme a vecchie leggende, si tramandava la storia di rinvenimenti d’antiche “monete d’argento d’epoca consolare dell’antica Repubblica Romana, due delle quali al presente (1893) ancora si conservano.

Queste vi poterono essere perdute in occasione delle guerre che ebbero i Romani a sostenere contro dei Liguri primi abitatori di questi luoghi secondo alcuni storici” (Grilli).

 Medio Evo 

Albareto (101) StoriaDa storici piacentini risulta chiaramente che in Albareto, verso l’XI secolo, sorgesse la prima chiesa e fosse servita da Frati provenienti da S. Caprasio di Aulla.

Sul declinare del XII secolo questo villaggio era goduto “per feudum” dai Conti di Lavagna, mentre la repubblica della città di Piacenza andava aumentando di potenza e di giurisdizione per le cessioni ed acquisti di possedimenti feudali attorno al suo distretto e su queste montuose regioni.

Aveva già ottenuto nel 1141 giuramento di fedeltà e dichiarazioni di cittadinanza dai Platoni, signori di Torresana (ora Borgotaro) e gli stessi Marchesi Malaspina Guglielmo ed Opizzone avevano fatto cessione del Castello di Compiano e dato giuramento d’amicizia ai Consoli di quella Repubblica.

Tedaldo conte di Lavagna per meglio essere rispettato e difeso nei feudi che teneva in questi luoghi, pensò di giurare egli pure fedeltà nel 1184 nelle mani dei Consoli Piacentini (Locati).

Passati alcuni anni i Marchesi Malaspina, secondo la testimonianza del Poggiali (Hist. V voI.) osarono fare dei pignoramenti nei territori di Albareto e di Tarsogno.

Allora Armanno ed Opizzone figli di Tedaldo, conti di Lavagna, offesi da quegli atti, il giorno 11 settembre 1202, cedettero alla Comunità di Piacenza tutti i loro diritti feudali che tenevano in Tarsogno e in Albereto.

Oltre la presenza di possedimenti del Monastero di Bobbio, anche il Monastero di Aulla aveva nel territorio di Albareto numerosi appezzamenti di terreno e passato il pericolo saraceno, o essendosi evoluta la situazione nel 1219, «Venacio, abate del Monastero di Aulla, col consenso dei suoi monaci, vende al Comune di Piacenza, e per esso al corriere Antocio, tutti i beni (in terra coltiva, incolta, in boschi, rive, rupi, monti, valli, vigne, prati, gerbidi con servi e serve, peschiere, riserve di caccia, albergarie,…) che il Monastero possedeva in Albareto, e ciò per poter acquistare da Andrea, marchese di Massa il pedaggio, che si riscuoteva in Aulla» (Reg. Magn: N° 530).

Albareto (103) StoriaL’atto fu stilato il 15 marzo 1219 nel chiostro del notaio Giacomo Malvano, davanti ad Oberto, arciprete di S. Quirico, Rascino di Albareto, Oberto di Boali, il corriere Boello, Graziano di Fornicioso, Cagnolino da Aulla, testimoni richiesti.

In questo lungo atto il nome del parroco di Albareto, “presbitero Gerardo”, appare in un solo documento, vale a dire nel N° 559.

Eppure il parroco doveva essere presente sia perché sei atti del genere furono fatti “davanti” o “in chiesa” di Albareto, sia perché tra i beni alienati vi era anche “terra che aveva la chiesa di Albareto, eccetto la decima e il diritto di riscuotere le decime, che la chiesa di Albareto ha in Albareto con orto, vigna e terra” (doc. N° 530), quindi pur essendoci il necessario per il sostentamento o mancava la canonica per abitarvi, o risiedeva lontano o era impedito per vari motivi a fungere da testimone in tali atti di vendita. Nel predetto documento si susseguono nomi di località ancora oggi presenti: Costa di Casale, Torre, Casale, Cerreto, Gazzo, Rufinali, Opio,…

Albareto (105) StoriaL’acquisto del pedaggio in Aulla pare sia costato 60 lire piacentine, mentre il ricavato dai vari appezzamenti di terreno siti in Albareto ammontava a 382 denari imperiali, 53,5 soldi piacentini e fruttavano 32 “fugacias”, 84 “caseos”, 8 mine di “anone”, con altre 10 staia di detto “anone” e “galline”.

Dopo neppure un secolo, nel 1309, in quell’abbazia, l’abate Tommaso fu ucciso, ed un solo monaco s’aggirava nel cenobio desolato ed i “beni dispersi o usurpati” (G. Pistarino).

Albareto pur essendo in valle non molto estesa, tuttavia viene a trovarsi in posizione strategica in casi particolari, così qualche storico annota che il 26 agosto 1228, per la strada che sale al Faggio Crociato per scendere a Zeri-Pontremoli e quindi Luni Sarzana, vi passò Guglielmo Saporiti, podestà di Piacenza con tremila soldati a cavallo.

“È pure da ritenersi che in Albareto e per il valico del Faggio Crociato sia passato nel 1268 l’esercito del re Corradino di Svevia nella sua sciagurata spedizione in Italia” (nota in “Manipolo di cognizioni st”. di Grilli, pag. 35).

Le vicende storiche seguirono a grandi linee quelle di Borgo Val di Taro, dove risiedeva il Governatore inviato dai “signori” del granducato di Parma e Piacenza.

 Albareto Comune

Albareto (102) StoriaSconfitto Napoleone, fu costituito il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla e per il trattato di Fontainebleu, 11 aprile 1814, dato alla sposa Maria Luigia d’Austria, che fece il suo ingresso a Parma il 20 aprile 1816.

“Nei 32 anni del suo governo anche i nostri monti sentirono i benefici influssi del magnanimo suo cuore, ci visitò nel 1821” (Emmanueli) e anche nel 1844.

L’atto di costituzione del Comune di Albareto risale al 1814, quindi fu firmato dal Barone Dupont Delporte, Prefetto del Dipartimento del Taro.

Il 18 marzo 1860 fu firmato il decreto di annessione allo Stato piemontese e l’anno seguente fu realizzata l’unità d’Italia con Roma capitale.

AI tempo della erezione a Comune il territorio di Albareto si estendeva per poco più di 10.066 ettari con una popolazione di 4030 abitanti suddivisi nei seguenti “comunelli”: Albareto e Mamponeto, Buzzò, Cacciarasca, Campi, Codogno, Gotra, Groppo, Montegroppo, Pieve di Campi, S. Quirico, Folta-Tombeto da cui si staccò Boschetto.

Albareto (107) StoriaIl primo Podestà (col Ducato) fu Capitelli Stefano di Pieve di Campi, quindi: Maestri Quirico di San Quirico; Mussi Francesco di Albareto; Baduini Luigi di S. Quirico; Ferrari Luigi di Cacciarasca; Baduini Domenico di Giovanni di S. Quirico; Mussi Lorenzo di Albareto; Gennari Federico di Campi; Bosi Domenico di Albareto; Beduini Cav. Domenico di S. Quirico.

Alcuni dei predetti coprirono la carica di podestà ripetute volte e sovente la “sede” comunale era presso la residenza del podestà fino al 1904, quando, il 18 settembre l’Ufficio comunale fu trasportato da S. Quirico in Albareto, nel nuovo locale per rimanervi fino alla nuova sede comunale inaugurata nel 1980. Dopo il 1893: Dott. Domenico Beduini di S. Quirico, 1893-1902; Lorenzo Mussi, di Albareto, 1902- fine 1913; Dott. Icilio Repossi, Commissario prefettizio, 4-01-1914; Dott. Francesco Corsini, 30-07-1914 / 24-02-1918; Dott. Domenico Baduini di S. Quirico, 24-02-1918 / 02-06-1918; Giovanni Mussi di Albareto, 02-06-1918 / 20-11-1920; Antonio Tommaselli, di Albareto, 20-11-1920 / 14-05-1916; Avv. Vincenzo Ferrari, Podestà, 14-05-1926 / 27-09-1927; Dott. Giovanni Calabresi, Comm. Pref., 01-12-1927 / 10-05-1928.

22 settembre 1928 – “Preso atto della deliberazione del collega Dott. Cav. Bernardino Lanati e della volontà di S.E. il Capo del Governo di creare unità comunali… (perché) l’interesse del singolo deve sempre tacere di fronte all’interesse della collettività e che è opera altamente patriottica il sacrificare l’intimo egoismo sull’altare della patria,…”, (dà per scontata la vera ragione:) “si trova in condizioni economiche favorevoli”, il comune di Albareto venne annesso a quello di Borgotaro e venne ricostituito (“in condizioni economiche sfavorevoli”) il 24-01-1946, con il Comm. Pref. Alberto Grilli di Albareto, 01-03-1946 / 09-04-1946; Cav. Giuseppe Grilli, di Albareto, 09-04-1946 / 03-06-1951; On. Dott. Angela Gotelli, di Albareto, 03-06-1951 / 20-09-1958; Comm. Marco Botti di Gotra, 20-09-1958 / aprile 1995; Rag. Carlo Berni, 25-04-1995 /maggio 2004; Rag. Fernando Botti, giugno 2004 /…

Al Comune è stata conferita la Medaglia d’argento per meriti di attività nel ripristino dei principi di libertà, giustizia e nell’opera umanitaria svolta nel Palazzo comunale, in cui furono trasferiti personale e mezzi dell’Ospedale di Borgotaro, praticamente sotto la direzione di Suor Vincenza, che accoglieva i feriti al di là di ogni fazione o ideologia. Il cortese lettore, che volesse saperne di più, può consultare i “Cenni storici di Albareto” di autori vari, dove oltre Albereto trova modo di conoscere anche i vari paesi del Comune.

(Fine prima parte – Continua)

Don Duilio Schiavetta

Immagini

Casale, casa fortezza dotata di archibugiereAlbareto (104) Storia

Casa Bernieri, antica rustica abitazioneAlbareto (106) Storia

Ottobre 2009: W i funghiAlbareto (108) Storia

Galleria immagini: Albareto (Parma) – “In Antico – Medio Evo – Albareto Comune” – Storia di un Paese (1° parte) di D. Duilio Schiavetta – “L’Araldo della Madonna di San Marco” – Bollettino mensile ORGANO della BASILICA SANTUARIO di BEDONIA (Parma) – 10/2011), visibile nel sito www.unitapastoralealtavaltaroceno.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.