Groppo di Albareto (Parma) – “Il Nome, Parroci e Avvenimenti” – Storia di un Paese (1° parte) – A cura di D. Duilio Schiavetta

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Groppo  Storia di un Paese (100)Riportiamo qui di seguito, senza garanzia in merito ed eventuali errori, il testo «Groppo – Storia di un Paese», a cura di Don Duilio Schiavetta, articolo tratto dall’“L’Araldo della Madonna di San Marco” (Bollettino mensile ORGANO della BASILICA SANTUARIO di BEDONIA (Parma) – 01/2011), visibile nel sito www.unitapastoralealtavaltaroceno.it.

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Groppo  Storia di un Paese (108)«Groppo – Storia di un Paese», di Don Duilio Schiavetta – “L’Araldo della Madonna di San Marco” – Bollettino mensile ORGANO della BASILICA SANTUARIO di BEDONIA (Parma) – 01/2011), visibile nel sito www.unitapastoralealtavaltaroceno.it 

«Groppo – Storia di un Paese», a cura di Don Duilio Schiavetta

Nelle carte antiche si trova: Il Groppo e anche Sotto il Groppo quando lo si ricorda unitamente al Santo titolare S. Pietro Ap..; per brevità e ormai consuetudine , si usa Groppo.

Il nome, come scrive il Baruffini (in “Dizionario Topon. Parm.”, pag. 75) sta ad indicare un “monte scosceso, dirupo” e quanto si adatti tale nome alla località basta vederlo.

Groppo  Storia di un Paese (104)È “documentato come Gropo verso la fine del X secolo in un inventario del Monastero di Bobbio, per una corte affittata, insieme alla metà di Tornolo ad un certo Rainerio” (op. cit.).

Si può tener presente però che vari sono i “Groppo” disseminati sui monti, per cui altrettante possono essere le attribuzioni.

Il nostro Groppo, collegato a Bobbio sia per il santo titolare: S. Pietro, per la presenza di una “cella monastica” e per essere ricordato nell’inventario sopraddetto, dovette assumere un’importanza di rilievo sia per la posizione come per la vastità del suo territorio estendendosi verso sud e ad occidente fino al crinale appenninico dal Gottero al Lamba, dato che fino al 1599 Cacciarasca era unita a Groppo.

Groppo  Storia di un Paese (106)Non si possono mettere in discussione antichi insediamenti risalenti all’epoca ligure, come per gli altri paesi; più difficile invece identificare l’antica “Curtis Sigilla” riconducibile ad una parcella della “donazione fatta il 23 maggio 869 dall’imperatore Federico II al Monastero di S. Sisto, fondato a Piacenza dalla moglie Angelberga”, ma fino a documentazione contraria si può tranquillamente accettare.

Stessa considerazione va riservata alla “Pessina”, probabile fortilizio eretto da Bizantini dopo la lunga guerra gotica (535-553) fino alla conquista longobarda (644 in Liguria).

Un Martino di Groppo figurava fra i membri del Consiglio degli Anziani, che a Borgotaro nel gennaio del 1578, contestarono violentemente l’imposizione di una nuova tassa sul sale.

Non è il caso di attardarsi oltre in questa epoca anche perché chi vuol avere più ampie notizie può consultare “Groppo in Val Taro” di Mons. D. Ponzini.

Parroci e Avvenimenti

Groppo  Storia di un Paese (107)Non è dato di conoscere i nomi dei Monaci che conducevano la “cella monastica” e neppure i cappellani che avevano la cura della cappella, che per quanto dipendente dalla pieve di S. Quirico, era probabilmente già in funzione dalla metà del XIV secolo.

I nomi dei parroci si desumono dalle visite pastorali e dagli atti parrocchiali compiuti dagli stessi o tramite altri sacerdoti, per cui si possono conoscere anche i nomi di questi sacerdoti residenti o presenti occasionalmente.

Antonio Tosi “De Tonsis”, figura come rettore al tempo della visita pastorale fatta al tempo del Burali il 2 settembre 1569. La chiesa era stata costruita da poco con Battistero e sepolture anche se non del tutto completate, mancava anche la sagrestia. Egli propose che dal 1571 la popolazione desse 40 staia di biada o di mistura invece di uno per famiglia. Naturalmente la richiesta suscitò malcontento fra la popolazione. Nei pressi della chiesa, già nella visita Castelli del 1579, si ricordava l’Oratorio dei Disciplinanti, con due altari uno dedicato ai Santi Filippo e Giacomo e l’altro alla Madonna.

Scipione Cagnani “De Cagnanis”, 1576-1579

Bartolomeo Pisani, rettore trentenne al tempo della visita del Card- Castelli- “Era diligente nella cura delle anime, ma non del tutto accetto ai parrocchiani” (Op. cit., pag. 85)

Bartolomeo Manara, rettore al tempo della Visita Rangoni, sett. 1578; lasciò Groppo nel 1612 e andò arciprete a S. Quirico fino al 1630. Si ritiene possibile che durante la sua rettoria sia stata data esecuzione al testamento di Sabbadino Testa, come attesta la lapide in marmo posta in facciata della chiesa, scritta in latino, che in italiano suona:

DISPOSIZIONE TESTAMENTARIA DI DENARO

SABBATINO TESTA CESSÒ DALLA SUA ESISTENZA,

VISSUTA CON INTEGRITÀ, IL 15 SETTEMBRE 1587

PER LA SUA ANIMA IL RETTORE DI QUESTA CHIESA

OGNI PRIMO MARTEDÌ DI CIASCUN MESE,

È TENUTO A CELEBRARE UNA MESSA IN PERPETUO

COME SI TROVA NEGLI ATTI DI POMPEO MANARA

DEL 19 SETTEMBRE 1594

I FIGLI

R (?), BARTOLOMEO, ROLANDO, FRANCESCO, ANTONIO

VOLLERO CHE FOSSE COLLOCATO QUESTO MONUMENTO

COMMEMORATIVO DI QUESTA DISPOSIZIONE

E DEL LORO AFFETTO

NEI CONFRONTI DEL PADRE

Emilio Paolo Vignola, agosto 1615-1617.

Matteo Linati, … il nome compare nelle visite di Mons. Scappi 13 sett. 1638 e del 29 ottobre 1644, ma non si sa da quando fu rettore e fino a quando. Il portone di ingresso essendo stato fatto a monte, l’acqua piovana scendendo in quantità entrava in chiesa, per cui nella prima Visita Scappi fu ordinato di chiudere quella porta d’ingresso, togliere il muro per fermare l’acqua costruito nel presbiterio e aprire la porta d’ingresso dove si trova attualmente. Non si fecero in tempo eseguire tutti i lavori ordinati al tempo della seconda visita, in compenso era stato costruito molto bene l’altare della cappella della Madonna del Carmine. Vien spontaneo pensare che si possa far risalire a questo tempo l’arrivo della grande statua della Madonna del Carmine che si venera e si ammira in detta cappella, frutto di lavoro di una popolana del Groppo, a servizio di una famiglia genovese e che nell’ultimo tratto per arrivare alla chiesa causò “l’azzoppamento” di uno dei due bufali che trainavano la trazza.

Francesco Billò, … 1659 – 1684. “Era già a Groppo al tempo della visita di Mons. G. Zandemaria del 12 novembre 1659. Il suo successore don D. Lachini lo definì “Dottore”. Fu uno degli estimatori sinodali dei beni patrimoniali ecclesiastici di Borgotaro nominati dal Sinodo Zandemaria del 1677” (Op. cit. pag. 85). In parrocchia c’era anche D. Bartolomeo Riccoboni. Rettore e fedeli martedì 8 maggio 1668 accolsero la folla di S. Quirico, Folta e Tombeto al seguito del padre gesuita Paolo Segneri, impegnato ad una straordinaria missione durata dal 7 al 13 maggio.

Domenico Lachini, 1684 – 1688. Originario di Tombeto, iniziò a compilare i registri parrocchiali secondo le norme canoniche con precisione e bella grafia. Nel 1688 andò a Centenaro “succedendo probabilmente allo zio D. Matteo Lachini”.

Matteo Lachini, 1688 – 1690.“Già Arciprete di Centenaro e fu anco Rettore di questa, passò a miglior vita il 4 ottobre 1719, di anni 87”- Vi era pure un don Stefano Brandini.

Agostino Lachini , 1689 – 1727, originario del Tombeto, cugino o fratello di don Domenico “fu parroco per 40’anni e durante il suo lungo governo realizzò la maggior parte delle opere murarie della chiesa. Morì il 18 marzo 1729 a 70 anni” (op. cit., pag. 86). È probabilmente il rettore che ha provveduto alla decorazione e alla pittura della cappella della Madonna del Carmine: sono raffigurate varie scene della vita di Gesù, della Madonna, degli Evangelisti,… Nella cappella trovano posto anche le statue il legno di S. Lucia e di S. Apollonia, come pure quelle di S. Antonio da Padova e di S. Vincenzo Ferreri, ma in gesso. In quel tempo erano presenti vari sacerdoti: D. Cristoforo Ricoboni, che morì il 17 marzo 1693 a 80’anni; D. Pellegrino Brandini, economo, era rettore di Folta-T.. D. Ugolino Bertoli, il cui nome compare nel registro dei Morti nel 1719: Morse improvvisamente la notte del 17 gennaio mentre veniva da Cotogno e il giorno seguente fu trovato morto … e fu il primo che fu sepolo nella sepoltura del Capela di S. Biagio (Op. cit. pag. 97). D. Antonio Pasqualetti morì il 22 settembre 1727, a 78 anni d’età. D. Agostino Lachini, in grafia impossibile, annotò anche come A dì 23 settembre 1714 … La Principessa Elisabetta di Parma, figlia del fu principe Odoardo Farnese nel tempo che regnava il Serenissimo Francesco primo suo zio e patrigno si maritò con la maestà del Re Felino V della Spagna. Alli 23 sudetto arrivò al sera al borgo val di Taro alli 25 pasò Cento Croci e vi era tempo fredo, ma gran quantità di gente. (Op. cit. pag. 36).

 

(Continua)

Don Duilio Schiavetta

Immagini

L’antico portale della Chiesa in pietra arenariaGroppo  Storia di un Paese (104)

Cappella della Madonna del CarmineGroppo  Storia di un Paese (105)

Gruppo ligneo di San BiagioGroppo  Storia di un Paese (106)

Cappella della Madonna della Mercede: Nascita di GesùGroppo  Storia di un Paese (107)

 

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