Monte Gottero : escursione alla Croce di ferro restaurata – 16-06-2012 Montegroppo Albareto Parma – “Emozioni nel bosco”

Print Friendly, PDF & Email

Nel pomeriggio della bella giornata soleggiata di sabato 16 giugno 2012, dopo aver saputo del ricollocamento nella mattinata dell’antica Croce restaurata (Croce posta a ricordo dell’anno santo 1933 da alcuni abitanti di Albareto), abbiamo deciso di andare a vedere e documentare quanto avvenuto attraverso alcune immagini.

Croce installata, piegata dalle intemperie e dopo il restauro

croce anni 1950   –   croce piegata   –   croce restaurata 

Croce “piegata”…modellata dal vento forte e dal surriscaldamento del ferro per effetto delle scariche elettriche (fulmini di grande intensità) che si abbattono spesso sul monte Gottero durante i temporali … immagine molto particolare, quasi a rappresentare una romantica sofferenza …. “momentaneamente irripetibile”

 

 

 Il Monte Gottero (nome che pare derivi dall’antico germanico “gott hart”, che significa  “dio selvaggio”)è un luogo piuttosto conosciuto e frequentato dagli escursionisti dell’Appennino tosco-ligure-emiliano.
22-02-2012 Aquila Reale in volo Specchio-Solignano 
Oltre ad essere stato individuato come uno dei più rilevanti Siti di Interesse Comunitario (SIC) dell’Appennino Settentrionale per la mantenimento degli habitat silvestri e per la tutela di specie locali o rare (“rete “Natura 2000”) è anche, probabilmente, tra i maggiori custodi di predatori al vertice della catena alimentare, quali l’aquila e il lupo.

Nel dettaglio i due distinti SIC (siti di interesse comunitario), a seconda della competenza territoriale regionale, sono i seguenti:

La Foresta Demaniale Regionale del Gottero è un’area di circa 500 ettari di bosco ceduo di faggio, avviato da qualche decennio all’alto fusto.

L’area intorno alla cima del massiccio del monte è caratterizzata, nel versante ligure, da praterie di notevole interesse naturalistico ed ospita numerose specie arboree rare in ambito appenninico, oltre che diverse specie di orchidee.  

L’escursione in breve..
Per comodità abbiamo lasciato il fuoristrada appena sopra la località detta “Bocca del Lupo”, situata proprio all’inizio della salita “e garutelle” (le “roccette”), da dove siamo partiti a piedi salendo lungo il crinale.

Il sentiero attraversa per un lungo tratto una bellissima foresta di faggi ben conservata e di notevole bellezza paesaggistica, in un ambiente naturale vario ed affascinante, con un continui “saliscendi” fino al raggiungimento del prato proprio sotto la vetta della montagna.

 

Chi ha già fatto questo percorso, sicuramente non può aver dimenticato l’emozione ed il profondo turbamento nell’avvicinarsi al prato, intravedendo i primi scorci panoramici tra i rami del bosco e, quasi all’improvviso, veder poi comparire in pochi attimi (ancora una volta la Natura ci sorprende, con magnifici paesaggi e meravigliose sensazioni) una vista ampia e stupenda…. 

… che comprende:

l’Appennino Ligure con l’arco costiero antistante, i monti e le colline della Val di Vara

l’Appennnino Tosco-Emiliano con le Alpi Apuane

 

 la Pianura Padana

 gli orizzonti infiniti del mare

 la costa toscana

il Golfo di La Spezia

l’Arcipelago Toscano con la Versillia

le Alpi

(nelle giornate più limpide è possibile vedere anche tutte le isole dell’Arcipelago Toscano e addirittura … la Corsica).

 

foto repertorio Corsica dal Monte Gottero 1.639 m s.l.m.
panoramica della Corsica

Una bella escursione, conseguenza anche della giornata favorevole, soleggiata e serena, che ci ha permesso di godere di panorami davvero notevoli, lasciandoci ammirati e soddisfatti.    

Immagini

Crinale della montagna con il bosco – prato di “erba fina”- sentiero di crinale
segnavia AV tra due rettangoli rossi – segnaletica Coumunalia Montegroppo
fenomeni erosivi accumulo di pietraie  – “Pizzo Freddo”  – Faggio                       
segnale trigonometrico – croce di ferro – cippo 1° Raduno Usi Civici d’Italia  
 

 

dal sito blogzeri

 “L’ECCELSO MONTE GOTTERO” 

Per ricordare l’Anno Santo 1933 i giovani di Azione Cattolica di Albareto, con il contributo della Federazione Diocesana di Pontremoli vi piantarono una croce in ferro.

Il Monte Gottero, alto m. 1639, non è il più alto nella provincia di Parma, ma nessuno ha avuto gli elogi del Gottero, questo si deve alla sua posizione, per cui si può vedere un panorama incantevole e immenso “se si ha la fortuna di una giornata nitida” oltre le vallate del Taro, del Vara e della Magra, si vedono La Spezia, Sarzana e tutta la costiera della Toscana sino a Grosseto, e un’ampio tratto di mare sino all’Elba e alla Corsica, inoltre le Apuane, e le sempre bianche cime delle Alpi.

Ai piedi del Gottero a m.1408 si trova la foce dei Tre Confini, dove iniziano i termini o i cippi di confine col n. 1 delle lunghe serie che segnano i confini un tempo dei tre Stati: Gran Ducato di Toscana, Ducato di Parma e della Repubblica di Genova poi annessa al Regno di Sardegna, e attualmente i confini di Provincia e Regioni. Quì è stato eretto pure un’obelisco di granito dal Club Alpino di Parma nel centenario del sodalizio.

Il Prof. Luigi Vignoli, innamorato della natura e vate entusiasta del M. Gottero sul quale è salito più  volte tra il 1958 e il 1969 e forse anche fino al 1973; nel suo “L’eccelso Monte Gottero” (Ed. Compositori, Bologna – 1974) ne descrive i contorni, i paesi che sorgono nelle sue propaggini, ne canta la maestosità solenne, eloquente nella eccelsa tacita solitudine, nell’asperità della stagione invernale, ma che si tinge di verde intenso in quella estiva con l’esplosione delle energie recondite, che racchiude nelle viscere, per cangiarsi in una sinfonia inenarrabile di colori stemperantisi nella intensità a seconda del luogo, della luce solare e dal luogo di osservazione verso la fine estate e all’inizio d’autunno, mentre i fiori della ricca vegetazione del sottobosco o delle ampie radure sono ormai frutti, bacche, drupe contribuiscono insieme ai funghi a ravvivare il variopinto quadro vivo della natura: ristoro, allegrezza, nutrimento per l’uomo e per gli scoiattoli ed i volatili silvani. Non si può dimenticare come oltre gli alberi del pane, i castagni, gareggiano nell’ornare il grande monte i faggi, gli aceri, i carpini, maggiociondoli, ginepri, ciliegi selvatici, sambuchi, pini neri, pioppi tremoli in un fantasioso intreccio non uniforme che arricchisce il manto arboreo, mentre le radure sono tapezzate di genziane crociate, genziane cigliate, lisimachie, creste di gallo, digitali gialle, felci aquiline, calte palustri e crescioni presso i rivi limpidi e freschi, farfalle, labbra di Venere, matricali, sui tronchi il lichene polmonario con il fungo tremolante,una infinità di cardi (lanciato, dei lananioli. . .), la ginestra dei tintori. Ancora: il croco, l’elleboro fetido, il giacinto silvestre, l’anemone fegatella, l’anemone bianco, la petaside, il fior di stecco, aquilegia silvestre, l’acetosella, l’erba paglina, la saponaria, l’achillea, l’orchidea gialla e amaranto, la luparia, la veronica, la dentaria maggiore e la dentaria isabella, oltre naturalmente le rose senza. . . spine, la fragolaria e le ambite fragole con lamponi e mirtilli.

Alcune di queste. . . ”Miss” autentiche senza belletto e fondo tinta (in diapositive) furono presentate “al prof. Bertossi, direttore dell’Istituto Botanico dell’Università di Bologna, il quale propose – al Prof. Vignoli – di proiettarne una trentina, per l’Unione Bolognese Naturalisti, nell’aula di zoologia. il prof. Vignoli ci pensò e rispose che “trenta non poteva proiettarne, ma duecentoquaranta si” (cfr L. Vignoli “L’eccelso M. Gottero” pag. 69)

Così nel pomeriggio del 14 dicembre 1966 durante la conferenza ad hoc (che si ripeterà a Parma il 23 marzo dell’anno seguente presso l’Ente Provinciale del Turismo) furono presentate (naturalmente in diapositive) le “Miss” del Gottero. Se il M. Gottero con tutto il contorno di cui si è detto in queste poche righe è stato argomento di una conferenza a livello di studenti e docenti universitari ed è stato motivo di viva gratitudine nei confronti dell’autore l’aver egli saputo far apprezzare quanto lui a sua volta aveva conosciuto e fatto conoscere è segno che il nostro monte Gottero è veramente un “monte divino” (Gott = Dio, oros = monte).

Tratto dal libro “Cenni storici di Albareto” D. Tommaso Grilli – Giovanni Tomaselli. Ed. Il pellegrino

 Galleria fotografica Escursione e Panorami

approfondimenti

testo dal sito www.buto.it  alla pagina

24 Giugno 2012 – 2° Raduno Usi Civici d’Italia sul monte Gottero

Grande successo ha riscosso il 2° Raduno Usi Civici d’Italia sul monte Gottero (m. 1.640) organizzato da Pierino Pezzi, Presidente dell’ASBUC di Teviggio.

Oltre 150 persone, provenienti dalla Val di Vara, Val di Taro, Val Gotra e altre zone del circondario del Gottero, hanno raggiunto la vetta domenica 24 giugno, giorno dedicato a San Giovanni Battista, per rinnovare l’antica tradizione che vedeva in questo giorno convergere sul monte gli abitanti di tre regioni per festeggiare l’inizio dell’estate. (leggi tutto)

 

dal sito www.levantenews.it  alla pagina

La croce dritta. La delegazione di Sesta Godano ( Proloco e associazione Mangia Trekking ) ed il giovanissimo Leonardo con il papà.

Video correlato

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=iX-AhE8e6sc[/youtube]

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.