Folta di Albareto (Parma) – “Chiesa, Oratorio di S. Bernardo e Chiesa battesimale” – Storia di un Paese – A cura di D. Duilio Schiavetta

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Folta Albareto (100) Storia di un PaeseRiportiamo qui di seguito, senza garanzia in merito ed eventuali errori, il testo «Folta – Storia di un Paese», a cura di Don Duilio Schiavetta, articolo tratto dall’“L’Araldo della Madonna di San Marco” (Bollettino mensile ORGANO della BASILICA SANTUARIO di BEDONIA (Parma) – 10/2010), visibile nel sito www.unitapastoralealtavaltaroceno.it.

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Folta Albareto (104) Storia di un Paese«Folta – Storia di un Paese», di Don Duilio Schiavetta – “L’Araldo della Madonna di San Marco” – Bollettino mensile ORGANO della BASILICA SANTUARIO di BEDONIA (Parma) – 10/2010), visibile nel sito www.unitapastoralealtavaltaroceno.it 

«Folta – Storia di un Paese», a cura di Don Duilio Schiavetta

Folta Albareto (100) Storia di un PaeseIn una “carta di investitura di affitto” nel “Registrum Magnum” di Piacenza (cfr. 2° vol. N°° 368, 374) si legge che il 3 maggio 1212, i Consoli del Comune di Piacenza, “Guido di Rizzolo e Oberto Borgognone investono Ugo di Stradella del fitto perpetuo di due terreni a castagni posti in Albareto, l’uno in Ronco Martino e l’altro in Vulparia”; quello di Ronco Martino era stato tenuto fino allora da Peregrinus de Furcha.

Il 13 giugno 1219 il procuratore del Comune di Piacenza, Ianatasio Plasone, d’accordo con i colleghi Oberto di Iniquità e Lombardo Avvocato, investe Anrico di Forca del fitto perpetuo di tutti i terreni posti in Albareto per i quali lo stesso Anrico corrispondeva al medesimo comune quattro soldi e mezzo di Piacenza.

Avanti nel tempo si trova Iulianus de Callegaro de la Forca nel 1539; come pure un certo Brando della Forca verso il 1578. Si può rilevare come già a quell’epoca erano presenti i Callegari, i Brandini e il nome Pellegrino in uso come si vedrà.

Sono solo alcuni dati indicativi per dimostrare che anche Folta, come vari paesi del comune, era un agglomerato abitativo cosistente tanto da avere in seguito una Cappella.

Folta Albareto (101) Storia di un PaesePurtroppo a Folta, nell’aprile del 1872, rimase incinta una certa Luigia Luccheni, una giovane inserviente in casa Brandini, una famiglia allora “notabile ed influente”, per cui la futura madre dovette emigrare in Francia, dove, nel 12° circondario di Parigi, diede alla luce un figlio, chiamato Luigi Luccheni, affidato all’Ospizio di Saint’Antoine.

Folta Albareto (103) Storia di un PaeseFu adottato dalla famiglia Monici, nel parmense, quindi fu ospite presso la famiglia Dicasi di Varano Melegari, a Solignano dove trovò lavoro nell’erigenda ferrovia Parma-La Spezia, inaugurata il 1° agosto 1894. Dopo due anni prende parte alla campagna di Abissinia, si orienta mentalmente verso ideali anarchici fino a maturare l’idea di uccidere un “grande”, un imperatore.

Per fortuite coincidenze, sulla sua strada venne a trovarsi la regina Elisabetta Amelia Eugenia di Wittelsbach (più nota col nome “Sissi”), a Ginevra, in partenza per Vienna.

La colpisce al cuore con una finissima lama affilata. che la fece morire per emorragia interna. Imprigionato e processato morì suicida il 20 ottobre 1910.

Un “fatto” triste, di cui Folta avrebbe fatto meno. 

La Chiesa

Folta Albareto (105) Storia di un PaeseC’è da ritenere che una Cappella esistesse a Folta già nel XIV secolo, nei cui pressi venne eretto l’Oratorio dei Disciplinati dedicato a S. Bernardo.

Ecclesiasticamente, come detto, insieme a Tombeto, era unita alla Pieve di S. Quirico, da cui un cappellano partiva per il servizio delle anime.

Dalla Visita pastorale del 2 settembre 1569, fatta da Mons. Paolo Burali, si deduce che questa era la seconda visita fatta in seguito alle disposizioni del Concilio di Trento; dal resoconto di essa però non si ricavano molte notizie.

Infatti si limita a rivedere quanto era stato applicato dalle disposizioni date e per le inadempienze vengono date sanzioni: “venti scudi, …venticinque scudi…” di multa, o viene ordinata la sospensione dell’uso di un vaso sacro indecente, un paramento consunto, … fino all’interdetto.

Più vantaggiosa risulta la lettura del resoconto della Visita fatta dal Preposto della Cattedrale, Conte Scribani Rossi, fatta il 23 giugno 1773 nella Chiesa di Folta. Chiesa dedicata a S. Maria Maddalena, la cui statua in legno (allora) era posta in coro.

La Visita ricordava come la Chiesa, di cui era Parroco Don Pellegrino Zampicinini, era unita a quella di Tombeto; non era consacrata, ma solo benedetta da Mons. Gherardo Zandemaria nel 1736.

L’altare era in cotto dipinto, con mensa e candelieri, il tutto ben ordinato. Vi era l’altare della SS.ma Vergine Maria della Cintura con annessa la Confraternita dei Cinturati e la statua in marmo della stessa V. Maria.

Folta Albareto (107) Storia di un PaeseVi era la cappella e l’altare di S. Giuseppe con la statua in legno del Santo con mensa e pietra sacra; come pure la vasca del Battesimo in pietra, ma senza gli Olii Santi, perché si conservavano nella Chiesa di Tombeto, più vicina alla casa del Parroco.

Mancava la canonica e la sagrestia per cui gli apparati sacri si conservavano in un armadio collocato in coro.

Nella chiesa erano disposte tre sepolture: una per i sacerdoti nel presbiterio, una per gli uomini e una per le donne.

Vi erano quattro Compagnie: una del SS. Sacramento, la seconda della B. Vergine della Cintura, la terza di S. Giuseppe e l’ultima delle Anime Purganti.

Vicino alla chiesa, pochi passi dalla facciata, vi era il Cimitero, in cui fu ordinato di porvi la Croce ed un recinto a delimitarne il perimetro; di esso erano ancora visibili una Croce e la imboccatura dell’ossario.

Oratorio di S. Bernardo 

Dopo la Chiesa fu visitato l’Oratorio pubblico di S. Bernardo, dove vi era un solo altare elegantemente costruito; su di esso vi era una piccola statua del Santo titolare.

Folta Albareto (108) Storia di un PaeseAd esso era collegata la Compagnia dei Disciplinanti “eretta da tempo immemorabile”.

Gli associati erano tenuti alla recita, tutte le domeniche, dell’Ufficio della S. Vergine Maria.

Il massaro dal 1769 al 1773 era Gian Paolo Brandini. Vi si celebrava la Messa la prima domenica di ogni mese, oltre le due solennità “coll’intervento di molti sacerdoti” nel mercoledì dopo la Pasqua e nel giorno di S. Bernardo (20 agosto).

C’è da rilevare che la devozione al detto Santo (che veniva raffigurato sovente con ai suoi piedi un diavoletto incatenato) era molto sentita tanto che il Canonico Brandini aveva provveduto a far dipingere un quadro, in cui insieme a S. Maria Maddalena vi era raffigurato anche S. Bernardo e naturalmente la Madonna Immacolata.

I due autori G. Cirillo e G. Godi ebbero a dire il 22 luglio 1985, a Tombeto in visita per raccogliere notizie in merito alla “Guida Artistica del Parmense”, che l’autore sarebbe stato un Ferrari e il quadro sarebbe stato donato dalla duchessa M. Luigia. Sull’autore non c’è niente da eccepire, ma circa il donatore appare chiaramente dalla lettera del Canonico Brandini in data 17 agosto 1850 al Parroco di Folta, Don Luigi Molinari, che “avrebbe trovato la maniera di rendersi indenne dalle sostenute spese” per il quadro (quindi l’aveva pagato e commissionato lui).

E lo pregava affinché il predetto quadro venisse “esposto alla pubblica venerazione” e che anzi “a cominciare domani a sera, colla benedizione, un solenne triduo da chiudersi nella festa di S. Bernardo”, il 20 agosto.

Si è voluto ricordare questo quadro, che purtroppo insieme alle statue di S. Bernardo, S. Giuseppe, S. Maria Maddalena, forse in forma ridotte, ma preziose, insieme a vari ornati dei tre lampadari in vetro di Murano, hanno preso … il volo, probabilmente in coincidenza con la pittura della chiesa intorno agli anni ’50.

L’Oratorio fu soppresso e i vari beni consistenti in appezzamenti di terreno furono incamerati da Napoleone per finanziare la campagna di Russia. L’esito è noto!

L’edificio è ancora individuabile tra la casa di S. Maria (ved. V.) e di T. Maria (ved. S.), nel versante che guarda verso Cacciarasca.

Chiesa battesimale

Folta Albareto (110) Storia di un PaeseÈ noto che le cappellanie o le chiese unite alla Pieve non avevano il Battistero, dove portare i neonati per essere battezzati.

In casi particolari e con il passare del tempo anche le suffraganee ebbero il diritto del Fonte battesimale, specie se trovato idoneo alla specifica celebrazione.

In merito al Battistero di Folta risulta interessante una lettera scritta dal Parroco Annicetto Agosti del “26 Genaro 1778, rettore del Tombeto e Folta”, da cui si rileva come il predetto Parroco ebbe l’incarico di visitare il Battistero della sua Chiesa di Folta e che l’ha trovato “assai bene ornato” di arredi necessari per amministrare il sacramento battesimale.

Egli scrive: “… mi hanno stordito più volte i Parrocchiani di detta Chiesa, che io vaddi a battezare alla sopradetta”, ma attendeva il “consenso del suo benigno superiore”.

E aggiunse “alcuni de parrochiani converebbero a passare al parrocho pro tempore dodici stara di frumeno in vece dei dodici di veccia, che donano per cantareccia…”.

Folta Albareto (109) Storia di un PaeseUnitamente a questa del nuovo Parroco Don Agosti è stata inviata un’altra lettera del Tenente Paolo Brandini in rappresentanza di tutta la popolazione e dell’aiutante Agosti e Pellegrino Brandini.

In essa si fa presente l’ “Alternativa del Battezzare nella chiesa di Folta quando il bisogno occorre attesi l’inconvenienti che ponno accadere massime in tempo ‘inverno, essendo la chiesa di Tombeto lontano dalle case per poter riscaldare i bambini acciò dal freddo non periscono, come ne perì l’inverno scorso del 1777 …”.

Dalle due lettere si deduce quindi che originariamente (dopo il Concilio di Trento) il Fonte Battesimale per le due comunità era a Tombeto.

In seguito alla richiesta del nuovo rettore e dei parrocchiani, in data 4 febbraio 1778, il Vescovo Alessandro ha concesso, visto anche il Battistero “ben ornato” che si amministrasse anche nella chiesa di Folta.

(Continua)

Don Duilio Schiavetta

Immagini

Cappella e statua di S. GiuseppeFolta Albareto (107) Storia di un Paese

Statua lignea della Madonna della CinturaFolta Albareto (106) Storia di un Paese

Statua di Santa Maria MaddalenaFolta Albareto (109) Storia di un Paese

Il pregevole fonte battesimale in pietra arenaria con piramidale in legno in stile settecentescoFolta Albareto (110) Storia di un Paese

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