Monumento ai Caduti: Giardini IV Novembre, Borgo Val di Taro (Parma)

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Borgo Val di Taro (100) Monumento 1927Monumento ai Caduti: Giardini IV Novembre, Borgo Val di Taro (Parma)

Con l’approssimarsi del centenario della fine del grande conflitto, la Prima Guerra Mondiale, vi proponiamo alcune immagini dei siti, i monumenti, le memorie e gli oggetti che sono il portato materiale di quel tragico evento.

Una riscoperta, anche attraverso il progetto di catalogazione, affidata alle Soprintendenze: la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza che ha come risultato, del lungo e paziente lavoro di ricerca e schedatura nella pubblicazione, visibile alla pagina CLIKKA (“pdf”), del sito www.piacenzaprimogenita150.it

Testo tratto dalla pubblicazione: Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici di Parma e Piacenza – LA GRANDE GUERRA (Monumenti e testimonianze nelle province di Parma e Piacenza) visibile alla pagina CLIKKA (“pdf”)

Borgo Val di Taro (101) Monumento 1927Negli anni successivi alla fine della Grande Guerra ogni comunità italiana, dalla grande città al borgo più sperduto, volle ricordare per sempre i suoi figli sacrificati alla Patria dedicando loro un monumento, una memoria che costituisse testimonianza perenne per chi era rimasto, e per le generazioni a venire.

Realizzati dagli artisti più in voga o da semplici artigiani, grandi e celebrative composizioni o semplici cippi con lapide, e collocati per il loro significato di monito negli spazi rappresentativi e simbolici delle comunità, essi sono così entrati a far parte del paesaggio urbano italiano.

All’indomani della seconda guerra mondiale, a seguito della dolorosa esperienza del fascismo che aveva precipitato l’Italia in un altro conflitto, questi monumenti furono da molti considerati più strumenti di propaganda del passato regime che espressione e testimonianza dei più alti valori civili di un popolo; così i monumenti ai caduti hanno subito spesso l’incomprensione delle stesse comunità, che in quei decenni li hanno visti come simboli di un passato da dimenticare.

Borgo Val di Taro (102) Monumento 1927Sono stati in molti casi rimossi dalle loro piazze e ricollocati in spazi appartati, o smontati e relegati all’oblio, o riutilizzati per ricordare altri caduti.

In ogni caso non hanno goduto dell’attenzione che meritavano queste testimonianze di così grande valore civile, storico e, spesso, artistico; e l’incuria ha lasciato su di essi segni evidenti.

Carla Di Francesco (Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna)

 

Giardini IV Novembre, Borgo Val di Taro (Parma) – Monumento, 1927 

Ditta Vacca Mario (1887-1954)
Marmo bianco intagliato, bronzo a fusione, m 10,00×6,00

Iscrizione (di P. Boselli)

Sull’architrave in alto: mcmxv/ borgotaro/ ai suoi caduti/ mcmxviii/ anno vi°/ era fascista
Sul basamento: ai/ caduti e dispersi/ di tutte le guerre
Sulle lapidi del basamento: partirono forti/ come l’aria di questi monti/ nella loro umiltà alto il cuore per la patria/ pugnarono intrepidi/ e cadendo eroicamente/ diedero a sé ed alla città natia/ gloria perenne/ p. boselli
Sulle lapidi del basamento: caduti/ mcmviii/ [nomi dei caduti] caduti/ mcmxvi/ [nomi dei caduti] dispersi/ mcmxv – mcmxviii/ [nomi dei dispersi]
Sulle lapidi a terra: dec. nell’affondamento/ arandora star/ […]/ mare d’irlanda  luglio / borgotaro
 settembre / caduti partigiani /-/ […]/ vittime civili per/ rappresaglia -/ […]/ vittime civili/ incursioni aeree/ […]/ deportati/ […]/
Il monumento di Borgo Taro si connota per l’utilizzo di tutti i simboli più celebri della scultura dell’epoca fascista, come denunciano anche le iscrizioni dedicatorie e commemorative.

Borgo Val di Taro (100) Monumento 1927Il rimando al classicismo delle due possenti colonne scanalate, concluse dall’ordine dorico con architrave che ricorda la celebrazione dell’erezione del monumento nel sesto anno dell’era fascista, come la lupa in fusione di bronzo che lo conclude, sono quanto mai significativi e presentano un carattere di rarità nel territorio parmense.

L’ideazione del progetto, con ogni probabilità su richiesta della committenza comunale, si deve allo scultore Mario Vacca, autore anche di altri ricordi marmorei per i caduti della prima guerra mondiale.

L’iscrizione sulla lapide frontale, oltre a quelle laterali che recano la sequenza dei nomi di tutti i defunti posti in ordine cronologico, è stata composta da un certo Boselli con l’intento di sottolineare l’eroismo sacrificale a favore della patria dei concittadini morti in guerra.

In momenti successivi al monumento furono aggiunte altre epigrafi in memoria delle vittime di tutti i conflitti, inclusa la targa che ricorda i caduti nell’affondamento dell’Arandora Star. 

Bibliografia: Dall’Aglio 1956, p. 364; Capelli 1975, p. 166; Minardi 2002, p. 114.

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