Tombeto di Albareto (Parma) – “Il nome in Antico e la Fede cristiana” – Storia di un Paese – A cura di D. Duilio Schiavetta

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Tombeto Albareto (100) Antico e Fede cristianaRiportiamo qui di seguito, senza garanzia in merito ed eventuali errori, il testo «Tombeto – Storia di un Paese», a cura di Don Duilio Schiavetta, articolo tratto dall’“L’Araldo della Madonna di San Marco” (Bollettino mensile ORGANO della BASILICA SANTUARIO di BEDONIA (Parma) – 8/9 2010), visibile nel sito www.unitapastoralealtavaltaroceno.it.

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Tombeto Albareto  Antico e Fede cristiana«Tombeto – Storia di un Paese», di Don Duilio Schiavetta – “L’Araldo della Madonna di San Marco” – Bollettino mensile ORGANO della BASILICA SANTUARIO di BEDONIA (Parma) – 8/9 2010), visibile nel sito www.unitapastoralealtavaltaroceno.it 

«Tombeto – Storia di un Paese», a cura di Don Duilio Schiavetta

Nell’addentrarsi nella “selva oscura” del passato alla ricerca di tracce per delineare la storia di un paese, sovente non resta che tener presenti alcuni “dati” riscontrabili in un certo periodo storico, nella configurazione orografica e nella memoria storica trasmessa oralmente; nel coordinare quindi fra loro i rilievi emersi e con una giusta dose di razionale fantasia, è possibile delineare una traccia storica per tanti nostri piccoli paesi incastonati nelle pagine della grande storia.

È quanto si prospetta per conoscere la storia di Tombeto, la cui chiesa è dedicata a S. Giovanni Battista.

In Antico

Non c’è difficoltà ad accertare che l’insediamento umano nel territorio di Tombeto risale ad epoca preromana, in periodo ligure come la fruizione del bene indiviso e in comune, come la Comunalia sta ad indicare.

Il nome Tombeto, la località principale che congloba le varie frazioni, deriva verosimilmente dalla configurazione orografica su cui sorgeva un tempo l’agglomerato abitativo più consistente, nei cui pressi sorgeva la chiesa.

La località infatti era ubicata un tempo sulla riva sinistra del Gotra, poco sopra il suo letto e praticamente nella confluenza del Lecora nel predetto Gotra.

Tale confluenza non faceva che assommare materiale di tracimazione e detriti favorendo la formazione di tumuli.

Il “tumulo”, stesso significato di “tumuleto”, che viene definito dallo Zingarelli: “Luogo pieno di arena sollevata a tumuli sulla riva del mare” e, si può aggiungere: o anche di torrenti specie nella loro confluenza, quando il letto ampliandosi permette la formazione di tali cumuli.

Tali fenomeni hanno dato nomi a paesi come Tombelle, Tombolo, nel Veneto, paese dove fu vice-parroco, prima di essere parroco, poi vescovo, il futuro papa S. Pio X.

Non può essere rapportato ad un insieme di tombe, anche se detto termine richiama il tumulo, cumulo di sabbia, montagnola,…in contrapposizione ai “groppi” che s’accavallano nella parte superiore della zona.

In verità l’antico Tombeto sorgeva a ridosso e di fronte a detta confluenza su dossi, che in seguito a forti alluvioni (come si vedrà), furono danneggiati, provocando franamenti, che causarono la rovina non solo della chiesa, ma anche del paese che sorgeva nei pressi.

Tombeto Albareto (100) Antico e Fede cristianaLa disponibilità di A. e della madre E. V., (che avendo coltivato il terreno ed il bosco, insieme ai familiari, ne conosceva la località) mi hanno accompagnato sul posto, dandomi così la possibilità di rilevarne le rovine: a conferma dell’antico insediamento abitativo, attraversato dalla strada, ormai disastrata, e fra le rovine spuntavano (si era in maggio) le foglie dei giaggioli, l’atavico fiore a rizoma, silenzioso testimone della vita di un tempo, che sopravive alle rovine.

Devo pur ricordare come oltre vent’anni fa, il vecchio G. D., detto “Scatolìn” (perché acquistò, a suo tempo, terreno e Casa Scatolìn, nel territorio di Tombeto) mi ricordava che coltivando il terreno emerse un giorno una parte del “testo” in terracotta, com’era uso per cuocere il pane, nella parte centrale che portava il manico e forse anche per questo, essendo poco più consistente si poté conservare.

Anche il figlio G., parlandone, mi sapeva indicare il complesso abitativo e la stessa osteria.

I tumuli non potevano rendere notevole Tombeto se non fosse stato che, come già visto, al tempo del re Pertarico “sorsero di nuovo tra Piacentini e Parmigiani nel 689 antiche tenzoni tra li confini de’ Territori loro”, per cui furono tracciati dal Ceno, Pietra Mogolana infra il Taro e nello stesso Taro e lungo il rivo, o torrente Gautera (cfr. Campi: Hist. Eccl. Piac: vol 1°, p. 177-8).

C’è da ritenere che tale confine stabilito al “torrente Gautera” dalla confluenza del Lecora deviasse proseguendo alla sinistra del Lecora unendo al territorio assegnato ai Piacentini anche quello sito alla sinistra del Gotra; in pratica andava a coincidere con il territorio, che anche ai nostri giorni appartiene ecclesiasticamente alla diocesi piacentina.

Tombeto Albareto (105) Antico e Fede cristianaTombeto, situato in zona strategica, era quindi militarmente importante in epoca bizantina e longobarda come può essere confermata dalla devozione a S. Martino e specialmente da quella a S. Giovanni Battista, venerato in modo particolare dai Longobardi convertiti al Cristianesimo.

È inoltre motivo di ricerca un vasto territorio che si estende ad ovest di S. Quirico comprendente anche terreni di Tombeto denominato Cavallerina.

Ora questo nome appare anche in due regesti del fondo Landi; in uno (N° 2754 è da escludersi perché si riferisce ad un terreno prativo verso Rivalta nel piacentino. Interessante invece il regesto N° 309, già ricordato parlando di Campi, in quanto il 17 febbraio 1230, vari uomini di Campi, Cacciarasca e di Codogno chiedevano ad Opizo, abate del monastero di Mezzano di cedere i suoi diritti sulla valle del Taro ad Jacobo figlio di Armanno Cavalarini”.

Questo cognome insieme ai “tomoli”, Tombolo e la Ca’ Scatolin di forte richiamo veneto, muove la fantasia e fa andare a quel periodo in cui arrivarono nelle nostre valli gli Squeri,… fantasia ripeto.

Tombeto cristiana

Si può ritenere che anche a Tombeto la fede cristiana vi sia giunta tramite i monaci di San Colombano, e in modo sporadico forse già al tempo della presenza di soldati bizantini dislocati a difesa del territorio dall’avanzata dei Longobardi.

In ogni caso nel 1352 vi era una cappella dipendente dalla Pieve di S. Quirico e come tale figura anche nella visita pastorale del Card. Burali fatta nel 1568, come pure in quella successiva del Castelli nel 1578.

Si è detto del paese che sorgeva di fronte alla confluenza del Lecora nel Gotra, nei pressi vi era pure la cappella, però alquanto distante, come si desume leggendo una lettera del tenente Paolo Brandini della Folta, inviata al Vescovo, in cui si leggeva: “La chiesa di Tombeto era lontana dalle case” (su questo si dirà più avanti).

In archivio di conserva una pergamena pontificia del papa Urbano VIII, data a “Roma presso S. Maria Maggiore, anno 1627, 1° novembre”, per l’Oratorio dei Cinturati che sorgeva a pochi passi dalla chiesa.

In essa il Papa, secondo un formulario consueto concedeva indulgenze e privilegi spirituali agli associati della Confraternita dei Cinturati o Disciplinati, riuniti per onorare la B. Vergine delle Grazie, alle solite condizioni: confessione, comunione e preghiere per ottenere la pace fra i principi cristiani, la sconfitta dei Turchi, la liberazione degli schiavi, il trionfo di S. Madre Chiesa,….”.

Tombeto Albareto (104) Antico e Fede cristianaDalla Visita di Mons. Alessandro Pisani, 23 giugno 1774, quindi dopo ormai 150 anni, si viene a conoscere che detto Oratorio era “sospeso” perché disadorno e pericolante, per cui la recita dell’Ufficio della Madonna in tutte le domeniche doveva svolgersi nella chiesa appresso, “che era situata poco più su dal torrente Gotra in luogo isolato e pertanto giustamente lontano dalle case”.

Era la chiesa parrocchiale di quella, un tempo, estesa parrocchia di Tombeto, che da Folta scendeva al Gotra e proseguendo per l’altra sponda saliva fino al confine con Zeri.

Nella vecchia chiesa, visitata dal Preposto della Cattedrale, Conte Scribani Rossi, c’era in mezzo all’altare una specie di Propiziatorio indorato”, che dovrebbe essere quella specie di Ciborio, che si conserva tuttora sopra l’altare.

Vi era inoltre la cappella e l’altare di S. Martino Vescovo con la sua statua in legno; un piccolo armadio per conservare gli Olii Santi e il Battistero con la vasca in pietra (portato nella nuova).

Tombeto Albareto (103) Antico e Fede cristianaNon è ricordata l’ancona lignea policroma, che di certo vi era, perché coeva del Ciborio della chiesa di Albareto: i primi anni della seconda metà del 1600, pure questa si conserva nella cappella della Madonna.

C’è da ritenere che la grande alluvione, avvenuta probabilmente negli anni 1785-86, abbia eroso il terreno sottostante la chiesa al punto da causarne la rovina e non solo questa di Tombeto, ma anche quella di S. Quirico, come detto a suo tempo.

Quelli di Tombeto, ispirati da buon criterio, visto che gli abitanti della destra del Gotra avevano un invidiabile Oratorio, ormai da cent’anni e recondite aspirazioni autonomiste, stanti le difficoltà a recarsi a Tombeto, ritennero opportuno ricostruire la chiesa non più “lontano dalle case”, ma nel luogo più vicino a Folta, sperando, vien da pensare, che la nuova chiesa potesse servire per le due comunità.

A Folta però vi era la famiglia Brandini, “forte” di mezzi e di clero, che non ritenne decoroso “scendere a Tombeto”, anche a costo di dover abbattere la vecchia e piccola chiesa di Folta e ricostruirla dopo una cinquantina di anni.

Senza appellarsi a “…il senno di poi” si può vedere chi aveva ragione.

La nuova chiesa di Tombeto fu costruita nel 1789 (mentre in Francia scoppiava la rivoluzione).

Don Duilio Schiavetta

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