“Muraia” (museruola) e Anello da naso per animali – Oggetti e attrezzi del passato – “Museo rurale virtuale”

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Muraia (103) museruolaAttraverso la categoria “Museo rurale virtuale”, cerchiamo di farvi riscoprire le nostre origini anche nella descrizione dell’uso degli antichi utensili. 

Ecco le immagini di due antichi strumenti utilizzato per guidare e muovere gli animali (tori e manzi): l’Anello da naso per tori e la museruola, comunemente chiamata “Muraia”, nelle lingue dialettali delle valli del Taro e del Ceno dalla caratteristica “parlata ligure” (guarda la categoria Attrezzi – oggetti di una volta – vai alla pagina “Museo rurale virtuale“).

Foto di Roberto Pavio (guarda i post Autori, Roberto Pavio, immagini) 

anello da toro (103)Su questi tipi di attrezzi, ci riferisce Roberto Pavio:

La “Muraia” (museruola)

Muraia (101) museruolaLa muraia è un’attrezzo a forma di tenaglia per afferrare il muso dei bovini.

Si usavano ogni qualvolta si rendesse necessario avere il massimo controllo sull’animale da parte di chi lo doveva gestire.

Poteva trattarsi della necessità di ferrarlo, se per esempio era un bue, o per condurlo a pesare come capitava con i vitelli e i manzi prima di essere venduti, i quali si spaventavano e cercavano di svincolarsi; oppure di una vacca venduta a un commerciante o da portare al macello che non saliva di buon grado sul camion di trasporto.

Per mettere la muraia al naso del bovino si inserivano all’interno delle narici le due estremità della tenaglia, la cui punta è arrotondata a forma di bottone.

Serrando i due manici si esercitava una forte pressione sulle mucose del setto nasale, il dolore provocato all’animale inibiva i suoi comportamenti di agitazione, di irrequietezza o di aggressività.

Muraia (102) museruolaTalvolta il contadino legava l’animale per le corna, poi faceva passare la corda dentro alle “muraie” opportunamente bloccate, tirando la corda si tiravano anche le muraie.

Chi ha lavorato la terra con i buoi ricorda che le muraie si usavano a volte per guidarli rimanendo dietro di loro.

Si legava una corda attorno alle corna dell’animale e la si faceva passare attraverso le muraie quindi la si mandava dietro dove stava il contadino che faceva avanzare i buoi impugnando la corda e impartendo loro gli ordini, la direzione da prendere, quando dovevano fermarsi ecc, in una parola li guidava.

L’origine dialettale della parola “muraie” con ogni evidenza deriva da “muru”, muso in italiano

Anello da naso per animali  

anello da toro (102)G.I. racconta che per governare i tori si usava più l’anello da naso che la “muraia”.

La sua famiglia abitava a Spallavera (frazione del comune di Albareto), aveva sempre avuto il toro da monta.

Da loro si recavano molti contadini delle frazioni circostanti quando dovevano ingravidare le vacche.

L’anello era fatto in modo che si potesse aprire in due semicerchi i quali alle estremità avevano le punte affilate tagliate in diagonale che combaciavano sovrapponendosi quando si chiudeva.

Per rendere più efficace l’uso dell’anello, racconta G. , in alcune circostanze veniva legata una corda attorno alle corna del toro e poi fatta passare all’interno dell’anello stesso.

In questo modo un capo della corda era legato alle corna e l’altra estremità tirata dal contadino.

Muraia (100) museruolaMuraia –  (Museruola) – Ferro a tenaglia con i terminali arrotondati che vengono messi nel naso ai tori o ai manzi da domare e tirati con delle briglie (testo tratto da “Dizionario Enciclopedico della parlata ligure delle valli del Taro e del Ceno” di Ettore Rulli – Compiano Arte Storia)

Galleria immagini: La “Muraia” (Museruola) e l’Anello da naso per animali – Oggetti e attrezzi del passato – “Museo rurale virtuale”

anello da toro (101)Abbiamo inserito nel blog “valgotrabaganza” una nuova categoria Attrezzi – oggetti di una volta e la relativa pagina “Museo rurale virtuale“, dedicati ad un “progetto” (proposto da Roberto Pavio), che ci piace definire “Museo rurale virtuale”, riguardante immagini e video di attrezzi e oggetti del mondo rurale di una volta. Naturalmente siete tutti invitati, e ve siamo grati fin ora, a contribuire con commenti a descrizione, integrazione o correzione per eventuali errori, delle informazioni dei post, o con l’inoltro di altre immagini che ci possano aiutare in questa proposta di esposizione e recupero della memoria contadina, argomento che crediamo stia a cuore a molti dei nostri lettori.

L’indirizzo email per l’inoltro di eventuale materiale è il seguente: museovalgotrabaganaza@gmail.com 

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