San Pietro parrocchia Groppo di Albareto in Val Gotra – immagini 01-07-2012

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La parrocchia di Groppo di Albareto in Val Gotra ha festeggiato domenica 1 luglio il Santo patrono San Pietro Apostolo ( 29 giugno ).

Le campane suonando a festa hanno avvisato dell’importante ricorrenza per il paese.

 

La Santa Messa è stata officiata dal parroco Don Renato Corbelletta.

La processione con il Santo si è conclusa con la  benedizione della campagna,  facendo progressivamente ruotare il santo verso i quattro punti cardinali.

Durante la celebrazione si sono ricordati i 61 anni di sacerdozio di Don Renato Corbelletta e i 62 anni di Matrimonio di Ennio e Amelia Bassoni   ….naturalmente il tutto è stato approvato con un bel applauso.

un po di storia

 

testo ed alcune immagini tratte dal sito Istituto comprensivo Prospero Valeriano ManaraAlla scoperta di Albareto e dei suoi dintorni  – Allegato 10

Festa di San Pietro

Anche a Groppo, paesino vicino a Tombeto,  arroccato sui monti detti “Spiaggi e Glorie”,  si festeggiano tanti Santi.Il paese, a causa di tutte queste celebrazioni, fu chiamato festaiolo e ne nacque il detto  “ Tutti i santi si sono fermati sulle Glorie di Groppo” .

Qui si  dice che la festa è un bisogno dell’anima e del corpo:  per rompere il grigiore e la monotonia della vita quotidiana e per riposare le membra stanche dal lavoro faticoso dei campi.

 

La festa del Santo Patrono San Pietro cade il 29 Giugno.

Gli abitanti di  Groppo, un tempo più numerosi,  insieme a coloro che giungevano dai paesi vicini, riempivano la bellissima ed antica Chiesa.  Arrivavano anche gli abitanti delle Seveselle, un piccolo gruppo di case tra Groppo e Montegroppo, risalente al periodo pre-romano. Ora, purtroppo, non vi abita più nessuno,  perchè qualcuno è morto e qualcuno è andato altrove.

Si celebravano due funzioni: quella del mattino e il Vespro nel pomeriggio. La processione con il Santo si incamminava lungo la strada,  che s’inerpica tra i boschi (Casarein)  verso la cappelletta di San Rocco, all’ombra dei secolari castagni.

Anni fa,  la statua del Santo era fatta di legno di fico, ma col tempo si era deteriorata, perciò è stata sostituita con quella attuale,  che è in gesso.

Sull’altare, insieme ai fiori di campo, venivano messe le foglie di felce, che si trovavano in abbondanza nei boschi e duravano parecchio tempo (in estate i lavori dei campi tenevano occupati gli abitanti di Groppo dalla mattina alla sera e vi era poco tempo per cambiare i fiori in Chiesa).

A mezzogiorno si mangiavano i tortelli di erbette e ricotta,  conditi con sugo di funghi; arrosto di pollo o di coniglio, la gallina ripiena, le torte dolci  (u pan duzi)  e salate:  qui non usava la torta di erbe.

Dopo il Vespro, nel tardo pomeriggio, si stava insieme, si ballava e si cantava sul prato. Si gioiva nelle ultime ore della giornata, felici della sagra,  condividendo la torta dolce o di patate (qui molto usata ) o il vino fatto con l’uva delle vigne di Groppo che, anche se non era proprio dolcissimo, piaceva ugualmente, perché aveva il potere di fare dimenticare i guai della vita dei contadini, fatta di duro lavoro.


Ogni famiglia aveva invitati dei paesi vicini e ogni famiglia aveva un soprannome:Queste feste piacevano anche perché permettevano alla gente di conoscersi, di rinsaldare le amicizie, potevano far nascere furtivi intrecci amorosi, che spesso arrivavano al  matrimonio e ad una nuova famiglia. Si giocava a bocce davanti alla casa della “Filomena”.

        Bertulla della Torre         Caruzzé della Torre
       Magré della Villa (nella cui casa pranzavano i preti)        Fuletti della Torre    Feruppu di Larola
   Vanon della Villa        Megon di Larola
      Zuvanne della Villa         Tusi delle Seveselle
   Giuvannella della Torre     Catuccia delle Seveselle
    Basson della Torre         Franchen delle Seveselle
     Sabein della Villa       Mucci della Torre
       Lochi della Torre       Liberta delle Seveselle

Quando scendevano le tenebre si ritornava a casa e su per le “Scarette” (ripida stradina che porta alle Seveselle, passando dalla cappelletta di San Rocco e nel bosco detto Prea )  si sentivano i canti dei  “Tusi” (abitanti delle Seveselle) che facevano ritorno.

Ancora adesso nella notte di San Pietro, gli abitanti di Groppo stanno con il volto “ all’ insù e le orecchie tese “,  perché sembra loro di sentire quei canti,  che si dissolvono tra lo stormire  delle fronde e lo scorrere dei ruscelli .

Tra le tante cose liete, però, sono giunti a noi i ricordi delle robuste legnate, che si scambiavano quelli della Val Gotra con gli Zeraschi e degli scontri fra i borghigiani e quelli della campagna.

Groppo, festa di San Pietro 1952

Opera prodotta dalla SCUOLAMEDIA DI ALBARETO dell’Istituto Comprensivo“Prospero Valeriano Manara” di Borgo Val Di Taro  –  01/06/2003

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Annotare su un blog e  usare la tecnologia per trasmettere queste informazioni: “ricorrenze” e i “riti”dei vecchi contadini penso sia importante per cercare di recuperare il nostro passato, la cultura, le tradizioni, e gli usi locali che ancora oggi nel mondo rurale sono tramandati da padre in figlio.

Alegrafia

Immagini della festa patronale di San Pietro a Groppo di Albareto (Parma) del 01-07-2012

 

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