“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (8° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

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Diari di Lucheni ritrovatiDi seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), riguardante un triste episodio accaduto il 10 settembre 1898, l’assassinio della Principessa Sissi (Elisabetta Imperatrice d’Austria e regina d’Ungheria).

Guarda il post Luigi Luccheni, originario della Valtaro, uccise l’Imperatrice d’Austria Elisabetta di Wittelsbach (“Principessa Sissi”) – Ginevra 10 settembre 1898

Data la lunghezza del testo è stato diviso in puntate.

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 “Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (1° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR) 

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (2° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (3° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (4° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (5° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (6° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR) 

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (7° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR) 

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (8° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR) 

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (9° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR) 

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (CONCLUSIONI)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

di Giacomo Bernardi

L’UCCISORE DI SISSI – 8

Il 15 marzo 1909, dalla cella di Lucheni spariscono i suoi 5 quaderni, i suoi diari (quelli che dopo anni verranno ritrovati durante la demolizione delle prigioni).

Si mise allora a urlare.

Il direttore del carcere ordinò che dalla sua cella venissero rimossi i libri che conteneva, al fine di ritrovare i quaderni.

Durante questa operazione, Lucheni venne condotto e alloggiato nel quartiere B.

Era in uno stato d’eccitazione tale che ruppe tre vetri.

Non si trovò nulla nella sua cella, ma in compenso gli vennero inflitti sei giorni di cachot seguiti da trenta giorni di isolamento in cella per costante insubordinazione e volgarità.

Un giorno Lucheni chiese uno strumento per fare delle incisioni.

Il capo-reparto contestò a Lucheni l’utilità dello strumento che egli domandava.

Lucheni allora si arrabbiò “Non capite niente” e aggiunse: «Siete un ubriacone, puzzate di alcool!».

Ed era vero che tra i guardiani circolava troppo vino e assenzio.

Il capo-reparto offeso mandò un verbale al direttore che esaminò la cosa.

Questo trovò che Lucheni non aveva del tutto torto, ma decise di punirlo ugualmente con tre giorni di cella.

Lucheni, trattenuto in cella, protestava di non poter lavorare com’era nel suo diritto.

Urlava: «Non ho detto che la verità!».

Preso da un «raptus» cominciò a distruggere tutto nella sua cella, rompendo dapprima la finestra, poi scagliandole contro i suoi mobili; delle schegge caddero perfino davanti alla chiesa luterana posta nella piazza del Bourg-de-Four, dove si formò un considerevole assembramento.

I passanti raccoglievano dei pezzi di ceramica, che conservarono come souvenir.

Sei guardie si precipitarono allora nella cella di Lucheni e dopo averlo bastonato lo portarono nel cachot.

È dunque il 16 marzo 1910 che, Lucheni, ammalato, è violentemente prelevato dalla sua cella e trainato nel famoso cachot.

Gli si dice che vi sarebbe rimasto per una quindicina di giorni.

Gli si lascia a disposizione una cintura di cuoio di una dimensione anormale.

Tale cintura non fa nemmeno parte dei diversi oggetti componenti il corredo dei detenuti.

La minuscola feritoia che deve dar aria alla segreta è invisibile dall’interno.

Per raggiungere le sbarre di quella feritoia e appendere la cintura, Lucheni sarebbe stato costretto a demolire più di un metro di muro in scarpata.

Il 19 ottobre, dopo tre giorni, il direttore, signor Fernex, scese nella segreta.

Aprì la porta.

I ratti, sorpresi, fuggirono.

Arretrò sbigottito, diede l’allarme.

Aveva visto il carcerato impiccato con la famosa cintura alle sbarre della feritoia divenuta visibile per la demolizione del muro.

Gli indumenti di Lucheni erano a brandelli, le sue gambe girate come se si fosse esercitata una torsione su di esse, il volto deformato e tumefatto, gli occhi fuori delle orbite.

(8-continua)

Immagini: 

1-L’Evechè, la prigione con la chiesa vicinaEvechè prigione con la chiesa vicina

2-I diari di Lucheni ritrovati dopo la demolizione del palazzoDiari di Lucheni ritrovati

3- Luigi LucheniLuigi (Louis) Lucheni

 

 

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