“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (6° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

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Luigi (Louis) LucheniDi seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), riguardante un triste episodio accaduto il 10 settembre 1898, l’assassinio della Principessa Sissi (Elisabetta Imperatrice d’Austria e regina d’Ungheria).

Guarda il post Luigi Luccheni, originario della Valtaro, uccise l’Imperatrice d’Austria Elisabetta di Wittelsbach (“Principessa Sissi”) – Ginevra 10 settembre 1898

Data la lunghezza del testo è stato diviso in puntate.

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 “Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (1° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR) 

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (2° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (3° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (4° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (5° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (6° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR) 

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (7° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR) 

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (8° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR) 

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (9° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR) 

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (CONCLUSIONI)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

di Giacomo Bernardi

L’UCCISORE DI SISSI – 6

Dopo aver pugnalato Elisabetta, si allontana, ma viene bloccato da alcuni passanti. Non oppone resistenza e viene arrestato.

La giustizia ginevrina ha fretta, molta fretta, di concludere il processo.

L’accaduto ha avuto una risonanza mondiale e non porta, certamente, un beneficio all’immagine di una città abituata a ben altre cronache, abituata ad ospitare personaggi di gran fama.

Insomma il rischio è che si crei la psicosi di una città pericolosa.

D’altra parte tutto è chiaro: l’assassino è reo confesso, così dopo aver negato l’estradizione chiesta dall’Austria, in meno di due mesi tutto è pronto per il procedimento.

Facile immaginare l’interesse generale verso questo processo che richiama migliaia di curiosi, ma anche centinaia di giornalisti.

La vittima è l’Imperatrice d’Austria e grande è la curiosità di vedere e ascoltare la “belva” che è stata capace di tanta nefandezza.

Lucheni però spiazza tutti. Entra sorridente, quasi che la faccenda non lo riguardasse.

Gira lo sguardo attorno, quasi a chiedere come mai ci sia tanta gente.

Trova il tempo di inviare, con le mani, qualche bacio alle signore presenti.

Quando gli viene detto che si darà lettura dell’atto d’accusa, di imputazione, commenta: “Fate pure. Me ne infischio”.

La lettura dell’atto di accusa lascia capire che non c’è stato grande approfondimento intorno all’accaduto perchè vengono riferite soltanto cose già conosciute, riportate dalla stampa.

Ci si affida molto alla relazione di Cesare Lombroso e alle sue teorie.

Terminata la lettura della requisitoria, vengono ascoltati alcuni testimoni e poi si passa all’interrogatoio di Lucheni.

Lo riporto così come si trova nei documenti ufficiali.

-Presidente: Quale causa vi spinse al delitto?
-Lucheni: La miseria

Presidente: Non risulta che foste in miseria
Lucheni: Se mi rinnegò perfino mia madre

Presidente: L’assistenza pubblica provvide e vi affidò a persone che formarono per voi una seconda famiglia. Durante il servizio militare sembravate intelligente, buono”
Lucheni: Sempre uguale!

Presidente: Servitore del Principe d’Aragona, foste amato dai padroni
Lucheni: Facevo il mio dovere

Presidente: Chi erano le persone viste con voi venerdì?
Lucheni: Non ricordo, nè le riconosco

Presidente: Come sapevate che quella persona era l’Imperatrice?
Lucheni: La vidi anni prima a Budapest

Presidente: Perchè l’attendevate presso l’imbarco? Come sapevate che doveva partire?
Lucheni: Me lo fece sospettare un servitore che uscì prima dall’albergo

Presidente: Da quando siete anarchico?
Lucheni: Da dopo che lasciai i principi d’Aragona

Presidente: Furono i compagni che vi resero tale?
Lucheni: No. Lo diventai da solo

Presidente: Come pensaste di compiere il reato in Svizzera, anzichè altrove?
Lucheni: Perchè mi trovavo in Svizzera; avrei più volentieri compiuto l’atto a Lucerna perchè là c’è la pena di morte

Presidente: Cercaste però di fuggire
Lucheni: No Andavo a consegnarmi

Presidente: Ma quale profitto speravate di ricavare dal delitto?
Lucheni: Colpire i persecutori degli operai.

Presidente: Siete pentito di ciò che avete fatto?
Lucheni: Che varrebbe. Quello che è fatto è fatto.

Presidente: Ma… potendo tornare indietro, lo rifareste?
Lucheni: Lo rifarei.

La Corte si riunisce per decidere.

Dopo soli venti minuti il verdetto:

Luigi Lucheni è condannato all’ergastolo a vita per l’assassinio di Sua Maestà, Imperatrice d’Austria e Regina d’Ungheria”.

Lucheni si inchina e dice: “Benissimo”, poi mentre è condotto via, ergendosi improvviso esclama: Viva l’anarchia, morte alla società borghese”.

(6-continua)

Immagini:

1-Luigi (Louis) LucheniLuigi (Louis) Lucheni

2-Elisabetta SissiElisabetta Sissi

 

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