23-06-2012 Boschetto : “Tortellata” di San Giovanni – Albareto Parma

23 giugno 2012
20:00
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Anche quest’anno a Boschetto di Albareto in Val Gotra si svolgerà la “tortellata” di San Giovanni dal calendario manifestazioni del Comune di Albareto:

 

 

 
<—articolo correlato della Gazzetta di Parma del  14-03-2012

 

approfondimenti dal sito turismo.parma.it

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Giugno -La rugiada di San Giovanni

E’ quella di San Giovanniuna festa antichissima, legata al solstizio d’estate e corrispondente a quello d’inverno che si ricorda a Natale o per San Antonio Abate.

Nel medioevo si accendevano falò per scacciare streghe e influenze negative ma, in tempi più recenti, e soprattutto a Parma, si preferì accantonare queste vivaci suggestioni per esaltare di più l’aspetto gastronomico.
Infatti, questa ricorrenza può definirsi piacevolmente, una festa parmigiana all’insegna dei “Tordèj d’arbètti” (tortelli d’erbetta) e “ad la rosàda ‘ad San Zvàn” (la rugiada di San Giovanni).
 
I tortelli d’erbetta sono stati creati da una “rezdora” al quanto geniale che, utilizzando i prodotti casalinghi come la ricotta, il burro, il formaggio e le erbette del suo orto, con l’immancabile farina bianca ha dato vita ad una tradizione meravigliosa ed… intramontabile.
La ricorrenza di mangiare questo piatto richiede uno specifico cerimoniale, caratterizzato dall’allegria e dalla spensieratezza, da celebrarsi per lo più a gruppi familiari o tra amici, immancabilmente sotto le stelle, stagione permettendo, in aperta campagna, su di un prato o su di una terrazza, a diretto contatto con la natura per assicurarsi la famosa rugiada.
 
Come ogni festa, anche quella di San Giovanni ha la sua vigilia puntualmente dedicata dalle rezdore alla raccolta delle noci ancora verdi per fare il “nocino” e di tante erbe utili per la dispensa: ruta, verbena, menta, camomilla, malva, ecc… e ben s’intende, le erbette (le bietole da costa) per i tortelli!
 
Tortelli e rugiada costituiscono un antico inscindibile binomio. Per questo vuole la tradizione che si faccia tardi, e si oltrepassi la mezzanotte per ricevere quella misteriosa benefica rugiada, considerata un balsamo prodigioso per allontanare i malanni del corpo, un portafortuna, che può divenire anche un ottimo filtro d’amore.
approfondimenti

testo ed alcune immagini tratte dal sito Istituto comprensivo Prospero Valeriano ManaraAlla scoperta di Albareto e dei suoi dintorni  – Allegato 5


La  Chiesa di Boschetto e le sue origini

Le prime case di questa frazione sono state costruite alle

 

“Caselle” e forse i primi abitanti provenivano da Tombeto, infatti,  per lungo tempo,  Boschetto è dipesa proprio dalla parrocchia di Tombeto.

L’origine del Santuario risale al 1683, anno molto importante per la Cristianità,  perché Giovanni III, cattolico re di Polonia, sconfigge definitivamente i Turchi presso Vienna.

In quell’anno il Papa Innocenzo XI istituisce la festa del SS. Nome di Maria e, sempre in quell’anno, secondo un documento del 1700 (ora andato perduto) “si scoprì una miracolosa immagine di Nostra Signora, nella villa del Tombeto di detta giurisdizione di Borgo Val di Taro, diocesi di Piacenza, in loco detto Boschetto”.

Da ciò si può affermare che l’immagine di Maria, dipinta su un sasso di arenaria, esisteva prima del santuario, probabilmente ospitata in una cappelletta situata nel piccolo bosco di castagni (da cui il nome Boschetto), che cresceva nel luogo dove oggi c’è la Chiesa. Non si sa chi l’abbia dipinta, ma certamente per gli abitanti di quel piccolo gruppo di case, essa aveva una grande importanza,  perché era la “loro” Madonna. Si racconta che una bambina sordomuta, Angela Broglia, grazie alla Sua intercessione, abbia iniziato ad udire ed a parlare, ma si sa con certezza che, durante la dominazione dei Farnese, un loro commissario, Matteo Bonti, recatosi davanti alla Cappelletta, ha ricominciato a camminare senza l’uso dei bastoni.

Fu proprio lui che dette inizio alla costruzione della chiesa, che fu realizzata anche grazie alla partecipazione degli abitanti del paese ed alla generosità dei pellegrini. Durante i successivi lavori di ristrutturazione sono state individuate le ossa di un cadavere, forse proprio quello del Bonti. La Chiesa ha forma ottagonale ed è anticipata, su cinque lati, da un porticato; il Lecora, che scorre poco lontano, ha certamente fornito i sassi per costruire i muri e la volta e si sa di alcune fornaci create lì vicino per fornire la calce.

 Certamente non sarà stato semplice per l’anonimo capomastro costruire una volta in sasso, senza armatura in ferro ed alcuni sostengono l’ipotesi che egli sia stato “guidato” dall’ architetto Valmagini che nel 1681, su incarico dei Farnese, si interessò del Monastero di San Paolo a Borgo Val di Taro e che Matteo Bonti ha certamente conosciuto. Sempre grazie all’interessamento dei Farnese, il 23 febbraio 1685, il Papa Innocenzo XI concedeva alla chiesa del Boschetto il privilegio di un’indulgenza plenaria. Ormai era necessario trovare le persone adatte che si interessassero al mantenimento ed al buon funzionamento del Santuario e così nacquero le figure degli Eremiti della Madonna e quella del cappellano.

I primi Eremiti furono i fratelli Frà Giovanni e Frà Domenico Zuccarelli di Pontremoli. Il loro compito consisteva nel tenere in ordine le suppellettili della chiesa, raccogliere le decime in natura tra gli abitanti e girare nei paesi vicini per chiedere l’elemosina; il ricavato serviva per i bisogni della chiesa e per il sostentamento degli Eremiti che abitavano nella casa, oggi allargata, situata a destra della chiesa. A loro succederà un altro Zuccarelli, ma originario di Compiano ed egli sarà l’ultimo Eremita forestiero. Dal 1786 al 1808 riveste questo incarico Giuseppe Gallinari di Boschetto che, al momento della morte, viene sepolto all’interno della Chiesa.

Dopo di lui ci furono altri Eremiti, anche se non necessariamente dei religiosi; alcuni furono dei capifamiglia di Boschetto che, però, la gente continuò a chiamare ”i frai da Madonna”. Col tempo non si chiameranno più Eremiti, ma custodi. L’ultimo Eremita o custode, ma solo in ordine di tempo, è stato Gioachino Riccoboni che Don Aldo Corbelletta, nel suo libro sul Santuario, definisce “ biblico-patriarcale”. Egli ha nutrito una grande devozione per la Madonna del Boschetto, forse perché la sua effigie è dipinta su un sasso e lui era uno scalpellino.

Ha dato il suo contributo alla realizzazione della fontana e della ”chiesetta”, entrambe in pietra, situate alla destra del Santuario e, quando noi alunni con i nostri insegnanti siamo andati in giro per i piccoli gruppi di case, alla ricerca delle Maestà, spesso gli abitanti ci hanno detto: ”Questa l’ha fatta Gioachino Riccoboni”. Boschetto, non essendo parrocchia, non ha mai avuto un parroco, però ha sempre avuto un cappellano: Don Giuseppe Corbelletta, Don Antonio Mussi, Don Giuseppe Grilli, Don Andrea Faggiani, Don Francesco Brianti, Don Alberto Beretta, Don Vincenzo Moglia, Don Carlo Brugnoli e poi dal 1938, per quarantacinque anni, Don Giovanni Figoni che ha condiviso con la gente di Boschetto gli anni duri e difficili della seconda guerra mondiale e della Resistenza. La figura dell’Eremita o del custode, col tempo, è stata sostituita da quella dei fabbricieri, persone del luogo che curavano l’aspetto economico del Santuario e dei suoi beni. Si interessavano della sua manutenzione, seguivano le processioni indossando una tunica bianca; in occasione della Sagra organizzavano, sul piazzale della Chiesa, un’asta dove mettevano “all’incanto” formaggio, galline, farina che avevano ricevuto durante la questua ed il cui ricavato serviva per sostenere le spese della Chiesa. Oggi la Chiesa di Boschetto non dipende più da quella di Tombeto, infatti nel 1983 ha  ottenuto “personalità giuridica”, perché è stata elevata a dignità di Santuario.

 

L’attuale cappellano è Don Renato Corbelletta, che cura la sua Chiesa con amore ed attenzione ed al quale va anche il merito di aver realizzato, naturalmente con la collaborazione degli abitanti  e degli emigrati, una struttura sociale molto importante come “La casa del Pellegrino”.

 

Boschetto, Santuario

Madonna dipinta su pietra

Opera prodotta dalla SCUOLAMEDIA DI ALBARETO dell’Istituto Comprensivo“Prospero Valeriano Manara” di Borgo Val Di Taro  –  01/06/2003

Immagini di Boschetto Albareto Parma

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