“Ottavio: la tragedia (2° parte Palazzo Boveri)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

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Mappa di Borgotaro del '600Di seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Valdi Taro, Parma), riguardante Palazzo Boveri, testo intitolato “Principe, cardinali e dame”.

Guarda i post “Principe, cardinali e dame (1° parte Palazzo Boveri)” di Giacomo Bernardi – Borgo Val di Taro (Parma)

di Giacomo Bernardi

“Ottavio: la tragedia (2° parte Palazzo Boveri)”

Ottavio era stato scelto da Ranuccio I come suo erede, nel timore di non avere figli.

A sei anni il ragazzo venne introdotto a Corte, e sotto la direzione dei padri Gesuiti studiava con profitto.

Conosceva il francese, il latino e il tedesco. Cavalcava bene e, ancora giovanissimo, si era interessato alle questioni riguardanti il governo dello Stato.
A soli nove anni ebbe dal padre l’investitura feudale di una vasta zona che comprendeva Borgo San Donnino e Fiorenzuola.

Lui si comportava, ormai, come un principe ereditario e i sudditi avevano cominciato ad amarlo, anche perchè, a differenza del padre, non disdegnava fermarsi a parlare con semplici popolani.

Ma…ecco che nell’aprile del 1612, davvero inaspettato, la Duchessa mette al mondo un maschietto: Odoardo.

Ottavio ricorda bene che nell’attestato del suo riconoscimnento come erede, stava scritta una clausola “…..fatte salve le ragioni di un eventuale erede legittimo”.
Ed ora l’erede legittimo era arrivato.

Non sarà sfuggito che già nel novembre 1614, il Governatore di Borgotaro, non usa la parola Principe o Sua Altezza ma soltanto il Don, quando parla di Ottavio.

Comunque Ranuccio fece passare qualche tempo, prima di decidere il da farsi, anche perchè Ottavio aveva portato a termine alcune missioni dimostrando di poter essere un bravo sovrano.

E il nuovo nato…era giovane, molto giovane.

In questo clima di incertezza, Ottavio cominciò a sentirsi irrequieto e insoddisfatto.

Non voleva sprecare i migliori anni della vita per vedersi, poi, scavalcato da un concorrente meno dotato di lui.

Così cominciò a forzare la volontà del padre.

Voleva garanzie per il futuro.

Voleva conoscere i tempi e i modi con cui avrebbe iniziato ad apprendere davvero l’arte di governare. Voleva che a Corte cominciassero a considerarlo, a tutti gli effetti, il futuro Duca.
Il Duca cercò di orientarlo verso un matrimonio interessante, tale da soddisfare le sue ambizioni.

Si pensò a Maria Polissena Landi figlia del Conte Filippo Landi. In tal caso Ottavio sarebbe diventato conte di Bardi e Compiano. Ma la cosa non andò in porto.

Ottavio cominciò a cercare aiuto fuori dall’ambito di famiglia. Dopo un incontro scontro con il padre, si allontanò da Parma facendo perdere le sue tracce.

Nel giro di poche settimane percorse un itinerario lunghissimo toccando Reggio, Modena, Bologna, Ravenna, Ferrara, Venezia, Padova, Vicenza e Verona.

Dovette attraversare anche il territorio mantovano e cadde nella trappola tesagli da Vincenzo Gonzaga. Lo fece catturare per poi consegnarlo, in segno di amicizia, a Ranuccio.

Il Duca impose ad Ottavio un rigido trattamento, lo riammise, provvisoriamente, alla vita di Corte.

Poi si fidò di quanto dicevano due delatori. Questi sostenevano che Ottavio intratteneva collegamenti segreti con governi nemici dei Farnese.

E di tramare contro il Duca.

Ottavio fu catturato dalla gendarmeria ducale.

Senza essere indagato e processato, venne rinchiuso nelle carceri della Rocchetta, come un nemico dello Stato.

Alla morte di Ranuccio, il cardinale Odoardo gli negò la grazia.

Solo il fratellastro Duca Odoardo gli concederà un trattamento più umano, ma sempre da carceratoo.

Di Ottavio non si sa nemmeno la data sicura di morte.

Secondo alcuni può essere avvenuta durante la pestilenza del 1630, altri parlano del 1643, dopo oltre venti anni di carcere, in circostanze rimaste sconosciute.

Questa la triste fine del giovane Ottavio che nel 1614 fu a Borgotaro e in casa Boveri fece ballare le più belle donne del Borgo.

2- Fine (guarda i post “Principe, cardinali e dame (1° parte Palazzo Boveri)” di Giacomo Bernardi – Borgo Val di Taro (Parma))

Mappa di Borgotaro del '600Nella foto: la mappa del Borgo, com’era nei primi anni del ‘600.

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