“Sant’Antonio (17 gennaio) – I maiali per il Borgo” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

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S. Antonio Abate 19 gennaioDi seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Valdi Taro, Parma), riguardante la ricorrenza di Sant’Antonio Abate (17 gennaio), testo intitolato “I maiali per il Borgo”.

Guarda i post “Sant’Antognu Abat’ (Sant’Antonio Abate – 17 gennaio), o d’l’ bestie o dal porcu” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

di Giacomo Bernardi

 

“Sant’Antonio (17 gennaio) – I maiali per il Borgo”

Sant’Antonio abate, come si sa, viene detto anche “Sant’Antognu dal Porcu”.

Questo nomignolo più che da lui, ch’era eremita e mangiava quel che gli portavano gli altri, deriva dai suoi eredi.

Questi fondarono un vero monastero in Francia (abazia di Montmajeur, vicino ad Arles) ed ebbero l’incarico di assistere i pellegrini.

E si dedicarono, poi, in modo particolare ad assistere gli ammalati.

Fondarono così l’Ordine Ospedaliero di Sant’Antonio Abate (gli Antoniani).

Sono questi frati che, per mantenere i molti ammalati che ospitavano, si misero ad allevare i maiali.

Maiali che, come tutti gli altri, circolavano liberamente per le strade della cittadina.

Quando le autorità decisero di mettere fine, per ragioni igieniche, a quell’uso, proibendo la libera circolazione dei maiali, i frati Antoniani si lamentarono col dire che loro senza quei maiali non avrebbero saputo come mantenere il gran numero di ammalati che ospitavano.

Così ai soli maiali dei frati venne concesso di circolare.

Per distinguerli dagli atri dovevano portare al collo un campanellino.

Ecco perchè Sant’Antonio viene detto del porco, viene sempre rappresentato con un maialino al fianco, e attaccato al suo bastone si vede sempre un campanellino.

I maiali che circolavano per le vie degli abitati, non era cosa davvero rara.

E’ arrivato fino a noi un documento del 1576, in cui si parla di maiali che circolavano per il Borgo.

I Borghigiani erano soliti lasciarli girare liberamente per le vie del paese, dove queste bestie potevano un poco grufolare tra il fango e gli scarichi, in quanto allora le fogne non c’erano e tutto scolava per le strade.

Questo girovagare dei maiali doveva disturbare il pur scarso traffico e dare problemi igienici, tanto è vero che, all’inizio del 1576, il Podestà del Borgo (ricordiamoci che il Podestà era nominato dal Principe ed era sempre uno straniero) con una grida ne proibì l’allevamento all’interno delle mura.

Lo si arguisce, tutto questo, dal contenuto di alcuni capitoli (richieste o accordi) conchiusi tra la Comunità (Console e Consiglieri del Borgo, nell’occasione rappresentati da Clemente Hena e Giovanni de Antoloto da Porcigatone) e il Principe Landi il 23 maggio 1576.

Tra le molte richieste, alcune accettate, altre no, si può leggere la seguente:

“che debano ancho suplicar sua eccellenza, che essendo alli giorni passati fatta una grida del signore Podestà, per parte di sua Eccellenza, che niuno tengha animali, cioè porci, dentro dil Borgo, che se gli possano tenire non ostante detta grida, tenendoli perhò dentro nelle stalle, attesochè sarà molto utile alla università della terra del Borgo”.

Ecco, la Comunità prende atto della decisione del Podestà di vietare di tenere i porci dentro il Borgo, ma chiede che si possano tenere, se non liberi, almeno nelle stalle, sempre nel Borgo.

Da ciò si arguisce che prima si tenessero anche fuori, appunto per le strade.

La risposta del Principe fu: “Non si concede”.

*

S. Antonio Abate 19 gennaioL’immagine è riferita ad una tela che si trova in San Domenico.

Alcuni l’attribuiscono al Traversi, altri al Gherardini.

E’ comunque un’opera che risale ad un periodo che va dalla fine del ‘600 all’inizio del ‘700.

Vediamo un sant’Antonio un poco lugubre, vestito di nero da eremita.

Inginocchiata davanti a lui: Maria Maddalena.

Quindi le tre sante martiri: Lucia con gli occhi che le sono stati tolti, nel piattino; Sant’Agata con i seni nel vassoio; Sant’Apollonia con in mano le tenaglie che servirono a spezzarle i denti e le mandibole.

Alle spalle del Santo: Santa Caterina d’Alessandria, altra martire.

Ai piedi del Santo un angioletto tiene in braccio l’immancabile maialino.

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