Vaglio, “cesto” per pulire le granaglie (in dialetto “Vallu”) – Oggetti e attrezzi del passato – “Museo rurale virtuale”

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vallu (108) Vaglio cestoAttraverso la categoria “Museo rurale virtuale”, cerchiamo di farvi riscoprire le nostre origini anche nella descrizione dell’uso degli antichi utensili. 

Ecco l’immagine del Vaglio, utensile (“cesto”) per pulire le granaglie, comunemente chiamato”Vallu”, nelle lingue dialettali delle valli del Taro e del Ceno dalla caratteristica “parlata ligure”.

(guarda la categoria Attrezzi – oggetti di una volta – vai alla pagina “Museo rurale virtuale“)

Foto di Roberto Pavio (guarda i post Autori, Roberto Pavio, immagini)

vallu (101) Vaglio cesto

Su questo tipo di attrezzo, ci riferisce Roberto Pavio:

  Vallu (Vaglio o Ventilabro)

vallu (109) Vaglio cestoIl Vallu è un Utensile che utilizzavano i contadini per mondare vari tipi di prodotti: grano, avena, melica e sementi.

E’ un cesto di vimini intrecciati, di forma circolare con una base piatta.

Nella parte posteriore, i vimini formano una sponda di circa 20 centimetri, dotata di due manici. Quando adoperava il Vallu il contadino vi metteva dentro il prodotto da pulire (cereali, sementi, melica ecc) poi reggendolo per i manici dava bruschi colpi verso l’alto facendo saltare il suo contenuto.

Le impurità (la pula) venivano, in questo modo, asportate dall’aria, mentre il prodotto pulito ricadeva dentro.

Il Vallu serviva anche come cesta per contenere e trasportare vari prodotti: patate, frutta, ortaggi o persino per asportare piccole pietre quando si pulivano i campi all’inizio della primavera.

Tra i vari usi che se ne fece ve ne fu uno piuttosto singolare.

Intorno agli anni sessanta fino alla prima metà dei 70 circa, in alcuni villaggi delle nostre valli si raccoglievano le bacche di ginepro (i granen d’ zeneiveru) usando il Vallu.

vallu (103) Vaglio cestoCi si recava nei gerbidi dove il ginepro era diffuso, si metteva il Vallu sotto i suoi rami carichi di bacche e con un bastone si percuotevano in modo da farvele cadere dentro.

Siccome insieme alle bacche cadevano dentro il Vallu anche spine, pezzetti di ramo e di corteccia e altre impurità, si scuoteva il vallo in modo da pulire il suo contenuto sul posto.

I grani raccolti venivano travasati in sacchi di juta e portati a casa in spalla o a traino di animali con la treggia o la benna.

vallu (102) Vaglio cestoVenivano poi portati presso rivenditori a Borgotaro (PR) ma vi erano anche commercianti ambulanti che passavano nelle frazioni con furgoni a ritirare i sacchi.

La raccolta delle bacche di ginepro spesso veniva fatta dai figli giovani dei contadini, di solito erano loro a pascolare le vacche mentre i genitori si occupavano del lavoro nei campi e nella stalla.

Il tempo dedicato alla sorveglianza degli animali veniva occupato proficuamente raccogliendo le bacche di ginepro.

Il Vaglio, “cesto” per pulire le granaglie (in dialetto “Vallu”).vallu (105) Vaglio cesto

vallu (110) Vaglio cestoVallu –  (Vaglio) – Cesto di vimini di diametro 60 cm circa. a fondo piatto, col bordosolo da un lato, alto circa 20cm degradante fino a scomparire sulla metrà del cerchio, in lingua detto anche ventilabro perchè serve per pulire lew granaglie lasciandole in alto in presenza di vento e riprendendole quando ricadono prive di impurità.

Per trattare granaglie fini, che passerebbero tra gli intrecci dei vimini, il vaglio viene spalmato “pegà” con sterco di bovino “buassa” e argilla “tèra cöja”

Proverbio “Me fradellu u sa fà vai e e mi sò pegaghe u cü, sèmma mèstri tütti dü”.

“L’è da purtà au su c’u vallu” – è assai malandato.                       

(testo tratto da “Dizionario Enciclopedico della parlata ligure delle valli del Taro e del Ceno” di Ettore Rulli – Compiano Arte Storia)

Immagini: Vaglio, “cesto” per pulire le granaglie (in dialetto “Vallu”). 

vallu (100) Vaglio cestoAbbiamo inserito nel blog “valgotrabaganza” una nuova categoria Attrezzi – oggetti di una volta e la relativa pagina “Museo rurale virtuale“, dedicati ad un “progetto” (proposto da Roberto Pavio), che ci piace definire “Museo rurale virtuale”, riguardante immagini e video di attrezzi e oggetti del mondo rurale di una volta. Naturalmente siete tutti invitati, e ve siamo grati fin ora, a contribuire con commenti a descrizione, integrazione o correzione per eventuali errori, delle informazioni dei post, o con l’inoltro di altre immagini che ci possano aiutare in questa proposta di esposizione e recupero della memoria contadina, argomento che crediamo stia a cuore a molti dei nostri lettori.

L’indirizzo email per l’inoltro di eventuale materiale è il seguente: museovalgotrabaganaza@gmail.com 

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