5 gennaio 1945: Anna Mantegari – “Stroncata da piombo nazista qui cadeva” di Giacomo Bernardi – Borgo Val di Taro (PR)

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Anna Mantegari BorgotaroDi seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Valdi Taro, Parma), riguardante il tragico avvenimento del 5 gennaio 7945, che vide cadere in località detta “Pradella”, Anna Mantegari “stroncata da piombo nazista”.

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5 gennaio 1945: Anna Mantegari – “Stroncata da piombo nazista qui cadeva” 

Anna Mantegari

Lungo la circonvallazione che costeggia Borgotaro e conduce a Bedonia, subito dop la ex fabbrica Cementirossi, sulla sinistra, in località detta “Pradella”, si trova una lapide, quasi nascosta, che ricorda un fatto di sangue con queste semplici, appropriate parole:

Stroncata da piombo nazista

qui cadeva il 5 gennaio 1945

ANNA MANTEGARI

prossima a diventare madre.

Con lei furono spenti

i germi della nuova vita

che portava nel grembo.

Scrivo di lei perché ai più, questa lapide, e quindi la storia di Anna, passa inosservata.

In quella Borgotaro occupata dai tedeschi, il coprifuoco arrivava presto: alle 16,30 in punto.

Giovanni e Peppino Ferri, verso quell’ora, erano soliti recarsi alla Ghina (o la Chiusa) dal contadino per acquistare del latte.

Spesso non rispettavano la regola, ma erano poco più che ragazzi e i tedeschi solitamente chiudevano un occhio.

Anche quella sera di inizio gennaio – era la vigilia dell’Epifania – i due fratelli si trovavano dal contadino per acquistare il latte.

Il coprifuoco stava per scattare, ma già avevano salutato i due tedeschi che dal terrazzo di una casa attigua stavano in osservazione.

Costoro avevano da qualche giorno sequestrato una stanza nella casa occupata dalla famiglia Delsante, che lì era sfollata, e vi avevano costituito un posto di osservazione.

Saranno state le 16,40, quando i due ragazzi sentirono la voce concitata di un tedesco.

Parlava a voce alta e indicava all’altro una figura di là del Taro, in località Pradella, che si stava muovendo.

Imbracciò il fucile e sparò; risparò di nuovo, ma la figura, ben visibile nel bianco della neve, continuava a muoversi.

Il secondo tedesco imprecò, forse stava redarguendo il collega.

Imbracciò il suo fucile e fece fuoco.

Di là dal Taro, la figura cadde a terra.

I due tedeschi commentarono l’accaduto con grandi risate.

Anna Mantegari, trentaquattrenne, era stata colpita alla testa: le era rimasto un solo attimo di lucidità per pensare a quella vita che le stava crescendo in grembo, poi aveva chiuso gli occhi.

A casa l’attendevano tre figli, che di cognome fanno Bosi: Giuseppe di otto anni, Renato di sei e Mauro di tre.

Nessuno s’azzardò ad uscire di casa per soccorrerla.

La paura aveva vinto sulla generosità.

A notte fonda qualcuno uscì, e il corpo venne portato nella vicina casa.

Lì, stette per un altro lungo giorno e soltanto la notte seguente il suo corpo arrivò a casa.

Era stata a San Rocco per fare acquisti e stava rientrando alla sua abitazione situata in località Farneto, appena sopra il Ponte Scodellino.

Aveva tanto sperato che la guerra finisse, prima della nascita della sua creatura.

Ora la guerra, per loro, era finita…ma non avrebbero potuto godere la pace.

Foto 1- LapideAnna Mantegari Borgotaro

Foto 2-Veduta, dalla lapide, della casa, oltre il Taro, dalla quale sono partiti i colpi.Anna Mantegari lapide

 

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