Natale 2015: Presepe rurale e contadino di Angelo Pavesi – Montegroppo, Albareto (PR)

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Presepe rurale  contadino (242) Angelo PavesiIn occasione del Natale 2015, Angelo Pavesi di Montegroppo di Albareto (Parma), ha realizzato (come da molti anni), un Presepio molto originale e caratteristico che contiene le nostre memorie rurali.

Il Presepio allestito in un stanzino nei pressi della Chiesa della frazione è stato meta nei giorni festivi del Natale 2015 di numerosi amici e conoscenti, che hanno potuto apprezzare e ammirare il grande lavoro artistico che, con “licenza stilistica e poetica”, mette in risalto attraverso la riproduzione di molti aspetti della vita quotidiana contadina della zona, la nostra identità rurale.

Tanti complimenti ad Angelo Pavesi, un’artista che riesce a trasmettere il fascino autentico di un mondo rurale contadino ormai passato.

Guarda il post Natale 2012 – Le nostre memorie rurali nel Presepe di Angelo Pavesi – Montegroppo di Albareto (Parma)

PanoramicaPresepe rurale  contadino (100) PanoramicaInfatti il Presepe di Angelo Pavesi si presenta in maniera molto diversa rispetto a come siamo abituati a conoscerlo oggi e a come si è scelto di rappresentarlo.

PanoramicaPresepe rurale  contadino (101) Panoramica

Presepe rurale  contadino (252) Angelo PavesiLa particolarità e spettacolarità di questo Presepe, sta nell’allestimento povero e semplice (un paesaggio soave, con prati verdi, montagne e boschi) che documenta, attraverso appunto questo ambiente, i personaggi e gli edifici, il mondo contadino della montagna, le nostre radici e la tradizione agricola e rurale della Val Gotra, che poi è anche quella del popolo di tutto l’Appennino che per secoli ha vissuto in territori come quello rappresentato nel bellissimo Presepio: ambienti adibiti al pascolo e alla coltivazione agroforestale.Presepe rurale  contadino (212) Angelo Pavesi

Attraverso una scenografia semplice, con sullo sfondo una roccia bagnata, Angelo Pavesi ha realizzato, con fantasia e gusto, un’opera semplice che oltre a comunicare sentimenti di speranza, insegna e fa rivivere una civiltà contadina ormai perduta.Presepe rurale  contadino (202) Angelo Pavesi

In pratica una rievocazione storico-rurale, delle nostre meravigliose campagne.Presepe rurale  contadino (120) Angelo Pavesi

 Ecco una carrellata di immagini, con l’aggiunta di didascalia;
 la “capanna” della natività con la mangiatoia (in dialetto “creppia”), Presepe rurale  contadino (242) Angelo Pavesi
accanto la stalla con i buoi (in dialetto “a stalla cun i béé”),Presepe rurale  contadino (240) Angelo Pavesi
la cantina, Presepe rurale  contadino (124) Angelo Pavesi
 il mulino ad acqua (in dialetto “u murin”), Presepe rurale  contadino (223) Angelo Pavesi
il testo o forno a legna – campana in ghisa (in dialetto “u testu”), con la paletta (in dialetto “u troveru“) per spostare le braci sotto al testo-campana, Presepe rurale  contadino (228) Angelo Pavesi
i pascoli con il bue,Presepe rurale  contadino (193) Angelo Pavesi
 e la fontana (in dialetto “a funtànna”) abbeveratoio.Presepe rurale  contadino (184) Angelo Pavesi
Nei pressi del mulino (in dialetto “u murin”) ad acqua con la finestra e l’inferriata  (in dialetto “a fenestra cun a ferà”), Presepe rurale  contadino (149) Angelo Pavesi
troviamo il bagno esterno (in dialetto “u cagadu”), Presepe rurale  contadino (221) Angelo Pavesi
 e l’allestimento di un’antica aia (in dialetto “l’èra”), Presepe rurale  contadino (225) Angelo Pavesi
la tavola imbandita con alcuni oggetti utili per la cucina del contadino di allora; il mortaio per frantumare il sale (in dialetto “a pilla daa sà”), la fascella il contenitore bucherellato dove la cagliata è messa a sgrondare e viene a volte pressata per fare il formaggio (in dialetto “a fasella”), il colino (in dialetto “u curadu”) utilizzato da filtrare il latte attraverso inserimento all’interno di un’erba secca spontanea (in dialetto “u curumme”),Presepe rurale  contadino (150) Angelo Pavesi
la stufa in ghisa a due bocche di carico (in dialetto “a stua da duu busi”) e i testaroli (in dialetto testö’ o testarö’), Presepe rurale  contadino (162) Angelo Pavesi
e il vallo che serviva per separare le castagne secche dai resti della buccia (in dialetto “u vallu”) e la mola affilatrice di attrezzi da taglio (in dialetto “a moraa”).Presepe rurale  contadino (155) Angelo Pavesi
Sono poi visibili vari attrezzi del “duro” lavoro agricolo anche questi erano preziosi oggetti per il contadino di allora:il seghetto con corda tenditore (in dialetto “seghettu cun u turzun”) e la forca (in dialetto “u furcau”),Presepe rurale  contadino (172) Angelo Pavesi l’orto con gli attrezzi da lavoro con a fianco paletti per i fagioli rampicanti (in dialetto “e brocche pi i fasèè”)Presepe rurale  contadino (119) Angelo Pavesi

attrezzo di corda utilizzato per il trasporto del fieno (in dialetto “a reida“), la falce (in dialetto “a curiatta”) e la mazza (in dialetto “a mazètta”), Presepe rurale  contadino (196) Angelo Pavesi
il cavalletto per tagliare la legna (in dialetto “cavalettu da faa a lègna”),Presepe rurale  contadino (154) Angelo Pavesi
cunei spaccalegna (in dialetto “e taglieere da spacá a légna”), e l’ascia (in dialetto”a segu”),Presepe rurale  contadino (153) Angelo Pavesi

 
 la sega a due impugnature che deve essere usata da due persone (in dialetto “resegun”),Presepe rurale  contadino (122) Angelo Pavesi
la mazzetta (in dialetto “a  mazza”), il palanchino (in dialetto “u paa a feru”),i chiodi per spaccare i sassi (in dialetto “i pinchiotti”), Presepe rurale  contadino (146) Angelo Pavesi
 di fianco alla natività, la cassapanca (in dialetto “bancàà”) e banchetto utilizzato per fare i manici o pioli da scala (in dialetto “piri”),Presepe rurale  contadino (237) Angelo Pavesi
la slitta per trasportare la legna e il fieno (in dialetto “a leeza”),Presepe rurale  contadino (181) Angelo Pavesi
sopra alla natività, il grosso cesto che si appoggiava al capo per il trasporto delle foglie (in dialetto “cavagna per cuglii u ruscu”), Presepe rurale  contadino (242) Angelo Pavesi
 il rastrello (in dialetto “u rastellu”).Presepe rurale  contadino (197) Angelo Pavesi

I personaggi, che rappresentano il vissuto consueto dei montanari, incisi nel legno con grande cura nei minimi particolari (addirittura sono scolpiti anche i costumi popolari rurali), animano la scena di quotidianità contadina e sono rappresentati intenti a:
i giovani uomini “battono” un sacco pieno di castagne secche per facilitare il distacco dal frutto secco della buccia (in dialetto “pistà e castagne cun u saccu”), Presepe rurale  contadino (145) Angelo Pavesi 

il vecchio si riposa seduto su un tronchetto (in dialetto “u vecciu cu sà reposa in su zuchettu”), con a fianco il rastrello per accumulare i ricci delle castagne (in dialetto “cun u rastellu da muciaa e rizze”);Presepe rurale  contadino (234) Angelo Pavesi  
la signora porta il pane ( in dialetto “a levà”) appoggiato sul tagliere (in dialetto “a livèra”), per la cottura nel forno “portatile” a legna in ghisa (“testo”);Presepe rurale  contadino (128) Angelo Pavesi
il giovane uomo si avvia nel bosco per tagliare la legna con l’accetta (in dialetto “sugheretto”);Presepe rurale  contadino (175) Angelo Pavesi
  la donna porta la spesa o gli alimenti dentro il fazzoletto da merenda (in dialetto “u drapellu da gruppu”);Presepe rurale  contadino (188) Angelo Pavesi

un’altra donna prepara il castagnaccio (in dialetto catignazzu o castagnassu) attraverso la cottura nel testarolo (in dialetto testö’ o testarö’); Presepe rurale  contadino (160) Angelo Pavesiun’anziana fila la lana mentre è al pascolo con la pecora;Presepe rurale  contadino (173) Angelo Pavesi

nel cimitero, una donna porta fiori e lumini ad un atomba;Presepe rurale  contadino (130) Angelo Pavesi

Presepe rurale  contadino (250) Angelo PavesiIl Presepe di Angelo Pavesi lo si può definire un quadro tridimensionale, una fotografia dell’operare storico dell’uomo montanaro, della campagna dell’Appennino di molto tempo fa, un ritorno alle nostre origini, richiamate dagli antichi mestieri, dagli attrezzi e dai particolari degli ambienti.

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Presepe rurale  contadino (249) Angelo Pavesi

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