Commemorazione dell’Eccidio del Santa Donna – Bardi – Borgo Val di Taro (Parma) – 6 gennaio 2016

6 gennaio 2016
12:00
Print Friendly, PDF & Email

Eccidio del Santa DonnaCommemorazione dell’Eccidio del Santa Donna (6 gennaio 1945 – 6 gennaio 2016), per ricordare i tragici avvenimenti del Santa Donna che videro cadere 7 giovani partigiani: Castagnoli Giovanni (“Michele”), Catinella Vittorio (“Ratà”), Ferrari Gaspare (“Gaspà”), Ferrari Guido (“Guido”), Quotisti Gino (“Manza”), Tedaldi Armando (“Bubba”), Terroni Domenico (“Gherry”).

Programma Mercoledì 6 gennaio 2016

Ore 9,30 Deposizione corona al Cippo di Osacca ed Orazione del Sindaco di Bardi Valentina Pontremoli

Ore 10,00 Visita alla lapide posta in ricordo dei partigiani Ferrari Guido e Quotisti Gino sul Passo del santa Donna

Ore 10,30 Visita al Monumento del Santa Donna ed Orazione del Sindaco di Borgo Val di Taro Diego Rossi

Ore 11,15 Santa Messa celebrata nella Chiesa Parrocchiale di porcigatone

Ore 12.30 Ritrovo presso il Ristorante Tiffany di Porcigatone

approfondimento dal sito www.taronews.it alla pagina Santa Donna 2014 Commemorazione dell’Eccidio del 06-01-1945

Borgotaro, 6 gennaio 2014
Buongiorno a tutti,

Un saluto alle autorità civili e militari presenti, alle Associazioni Partigiane , alle associazioni di volontariato e a tutti voi che anche quest’anno avete voluto essere qui per celebrare il la commemorazione dell’Eccidio del Santa Donna.

6 gennaio 1945 – 6 gennaio 2014

Sessantanove anni dopo ci ritroviamo anche quest’anno per ricordare i tragici avvenimenti del Santa Donna che videro cadere 7 giovani partigiani: Castagnoli, Ferrari Gaspare, Ferrari Guido, Quotisti Gino, Tebaldi Armando, Terroni Domenico, Catinella Vittorio.

Tutti gli anni ci ritroviamo su questo Passo e per le nostre Comunità si tratta quasi di un “capodanno civile”, un riprendere l’anno nel segno della memoria e del ricordo.

In particolare, quest’anno, si apre un periodo molto importante : a giugno ricorrerà il 70° Anniversario del Territorio Libero della Valtaro, nel 2015 il 70° Anniversario della Liberazione.

Gazzetta di Parma 2014 Osacca ricordo partigiani trucidati dai nazifascisti (2)Pochi giorni fa’, esattamente il 24 Dicembre, ci siamo ritrovati ad Osacca con gli amici del Comune di Bardi, le Associazioni Partigiane, i cittadini, per ricordare il Natale di Osacca del 1943, il primo scontro tra formazioni fasciste ed i neo costituiti gruppi partigiani, già da subito affiancati dalle popolazioni civili.

Nel 2013 cadeva il 70° Anniversario di quello scontro : è stato quindi giusto e significativo ricordarlo con un momento come quello appena vissuto. Con il Sindaco di Bardi abbiamo comunque voluto, insieme, essere qui sul Santa Donna, ed organizzare insieme anche questa celebrazione di quest’anno, così come vogliamo continuare a fare in futuro perché queste valli, questi nostri territori, le nostre Comunità, sono profondamente legati anche da questa Storia comune che è stata la Resistenza e la lotta di Liberazione.

Un’esperienza che ha unito nella battaglia, nel sacrificio, nel dolore e nell’impegno, formazioni partigiane e popolazioni civili di tutte le nostre valli: Valceno, Valnoveglia, Valle del Taro, Valli della Lunigiana e dello Spezzino. Sui nostri monti e nei nostri paesi affondano le radici della nostra Repubblica, libera e democratica, frutto anche del sacrificio di ragazzi come i “7 del Santa Donna” che oggi commemoriamo.
Troppo spesso ce ne dimentichiamo. Ce ne dimentichiamo, colpevolmente, perché è più facile , perché è più comodo.

Proprio in questi giorni ricorre il 50° anniversario della pubblicazione del libro di Hannah Arendt “LA BANALITA’ DEL MALE”, libro in cui la filosofa tedesca ricostruiva il processo al criminale nazista Adolf Eichmann. E la tesi che emerge dalle pagine del libro è, sotto molti punti di vista, sconcertante, agghiacciante ed attualissima.

Scriveva la Arendt: “ Il guaio del caso Eichman era che di uomini come lui ce n’erano tanti e che questi tanti non erano ne’ perversi ne’ sadici, bensì erano terribilmente normali.”
Era, ed è, purtroppo, molto facile abbassare la propria capacità critica nei confronti di un regime illiberale , totalitario, discriminante nei confronti di tutto ciò che può essere considerato “diverso”, purché tutto questo non vada a discapito del proprio interesse personale o particolare.
Questo è uno di quei rischi che corriamo anche oggi, in cui molti hanno la tentazione di rifugiarsi nell’individualismo, nel non impegnarsi per il bene comune, per la cosa pubblica, in un’idea più larga e più ampia di una società più giusta e migliore per tutti.

Questi erano anche parte delle motivazioni che spingevano ragazzi a volte poco più che ventenni ( in alcuni casi anche più giovani) ad incamminarsi sul percorso della Resistenza. Ed il loro esempio, il loro senso del dovere, il loro senso del bene collettivo, devono essere per noi costante e continua fonte di ispirazione , nella nostra vita civile e sociale.
All’esempio dei caduti del Santa Donna, voglio quest’anno affiancare anche il ricordo e, anche in questo caso, l’esempio di Amelio Guerrieri, classe 1920, nato a Vezzano Ligure, Comandante di Battaglione, Comandante Partigiano nel territorio Spezino, caro amico delle nostre valli, delle nostre associazioni e di tutti noi. Anch’io, come molti di noi, ho avuto la fortuna di conoscerlo a Valeriano in occasione della commemorazione che ogni anno si tiene appunto nel Comune di Vezzano Ligure. Amelio, il partigiano Amelio, è scomparso lo scorso 13 novembre , lasciando anch’egli una grande testimonianza.
In un’intervista/testimonianza rilasciata all’Istituto Storico della Resistenza di La Spezia, alla domanda “Qual era la motivazione forte che vi spingeva a combattere, ad andare avanti nella Resistenza?”, Amelio risponde:
“Noi avevamo una motivazione che non aveva nessuno in Europa, noi avevamo la motivazione , la necessità, l’impegno, il bisogno e la giustizia di mandare via i tedeschi dal nostro territorio, ma avevamo anche il bisogno di cambiare il regime che ci comandava.

Noi quindi dovevamo fare due operazioni importanti e contemporanee: salvare il nostro territorio dall’invasione dei tedeschi e mandare a casa i signori fascisti che avevano ben dimostrato quale incoscienza avevano per essere servitori dei tedeschi contro la popolazione italiana.”.
In queste brevi parole traspare tutta la passione, il coraggio , il senso di un destino comune, collettivo, non individuale, che accomunava le scelte dei partigiani, di Amelio come dei nostri sette caduti del S. Donna.

Tutto questo non si può cancellare.
Si possono cancellare , come è stato fatto, le scritte ingiuriose ed oltraggiose fatte su due lapidi commemorative lo scorso 9 dicembre. Questo grave gesto ha provocato una fortissima reazione di tutta la comunità borgotarese e grazie al lavoro di indagine dei Carabiniere è stato possibile velocemente individuare il responsabile.

Un gesto che non si può giustificare come “una ragazzata” o considerare con superficialità, pena ricadere in quella “banalità” di cui si diceva sopra.

Un gesto , invece, che meritava e merita una risposta forte, pari almeno a quello che c’è stata. Le scritte sono state cancellate.

Non si potrà cancellare la storia, perché l’esempio e la testimonianza di questi partigiani sarà sempre con noi e nella vita delle nostre Comunità.

Viva la Repubblica, Viva la Resistenza!
Diego Rossi

Questo sito utilizza i cookie affinchè l'utente abbia una migliore esperienza nell'utilizzo. Se continui a navigare nel sito stai dando il tuo consenso all'accettazione dei cookie e della nostra policy sui cookie.     ACCETTA