Santa Messa di Santo Stefano (26 dicembre) – Tombeto di Albareto (PR) – 26/12/2015

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Tombeto (170) NataleIn Val Gotra, e precisamente nella piccola frazione di Tombeto di Albareto (Parma), sabato 26 dicembre 2015, la comunità Parrocchiale ha festeggiato Santo Stefano il Protomartire (26 dicembre).

Guarda il post Santo(i) del Giorno: Santo Stefano il Protomartire – (26 dicembre) – di Giuseppina Gatti

In un clima intimo e familiare, come concilia la montagna, dove tutti si ritrovano e si conoscono, il parroco Don Duilio Schiavetta ha celebrato la Santa Messa.

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Tombeto (108) Messa

Tombeto (105) Messa …le luci e i canti di preghiera della piccola Parrocchia hanno fatto da cornice alla semplice cerimonia, il tutto in un’atmosfera familiare, genuina e “nostrana” che mantiene in vita Valori spirituali, morali, sociali e della nostra tradizione …

… una cultura del passato, patrimonio e vanto delle nostre comunità rurali e montane …

Immagine della cerimonia in onore di Santo Stefano il Protomartire (26 dicembre), nella Chiesa di Tombeto di Albareto (Parma). Tombeto (112) Messa

Tombeto (147) MessaI partecipanti accorsi alla celebrazione, sono stati accolti da una suggestiva atmosfera creata dal un piccolo Presepe posto ai piedi dell’altare.

Una bella occasione di preghiera, per festeggiare uno dei momenti più lieti del Cattolicesimo.

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Le immagini dell’atmosfera del Natale 2015 nella Chiesa di Tombeto di Albareto (Parma). Tombeto (102) Messa

Panoramica della Chiesa di Tombeto di Albareto (Parma).Natale (100) Panoramica TombetoNatale (101) Panoramica Tombeto

Presepe nella Chiesa di Tombeto di Albareto (Parma).Tombeto (133) Messa Tombeto (129) Messa Tombeto (124) Messa

L’altareTombeto (121) Messa

approfondimento dal sito vangelodelgiorno.org alla pagina CLIKKA

Santo Stefano il Protomartire

Tombeto (165) MessaDalla Catechesi di Papa Benedetto XVI
Cari fratelli e sorelle, […] Stefano è il più rappresentativo di un gruppo di sette compagni.

[…] La cosa più importante da notare è che, oltre ai servizi caritativi, Stefano svolge pure un compito di evangelizzazione nei confronti dei connazionali, dei cosiddetti “ellenisti”, Luca infatti insiste sul fatto che egli, «pieno di grazia e di fortezza» (At 6,8), presenta nel nome di Gesù una nuova interpretazione di Mosè e della stessa Legge di Dio, rilegge l’Antico Testamento nella luce dell’annuncio della morte e della risurrezione di Gesù.

Questa rilettura dell’Antico Testamento, rilettura cristologica, provoca le reazioni dei Giudei che percepiscono le sue parole come una bestemmia (cfr At 6,11-14).

Tombeto (163) MessaPer questa ragione egli viene condannato alla lapidazione. E S. Luca ci trasmette l’ultimo discorso del santo, una sintesi della sua predicazione.

Come Gesù aveva mostrato ai discepoli di Emmaus che tutto l’Antico Testamento parla di lui, della sua croce e della sua risurrezione, così S. Stefano, seguendo l’insegnamento di Gesù, legge tutto l’Antico Testamento in chiave cristologica.

Dimostra che il mistero della Croce sta al centro della storia della salvezza raccontata nell’Antico Testamento, mostra che realmente Gesù, il crocifisso e il risorto, è il punto di arrivo di tutta questa storia.

E dimostra quindi anche che il culto del tempio è finito e che Gesù, il risorto, è il nuovo e vero “tempio”.

Tombeto (160) MessaProprio questo “no” al tempio e al suo culto provoca la condanna di S. Stefano, il quale, in questo momento – ci dice S. Luca – fissando gli occhi al cielo vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra.

E vedendo il cielo, Dio e Gesù, S. Stefano disse: “Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio”(At 7,56).

Segue il suo martirio, che di fatto è modellato sulla passione di Gesù stesso: «E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva:“Signore Gesù, accogli il mio spirito”.

Poi piegò le ginocchia e gridò forte: “Signore, non imputar loro questo peccato”.Detto questo, morì». (cfr At 7,59-60).

Tombeto (164) MessaIl luogo del martirio di Stefano a Gerusalemme è tradizionalmente collocato poco fuori della Porta di Damasco, a nord, dove ora sorge appunto la chiesa di Saint-Étienne accanto alla nota École Biblique dei Domenicani.

L’uccisione di Stefano, primo martire di Cristo, fu seguita da una persecuzione locale contro i discepoli di Gesù (cfr At 8,1), la prima verificatasi nella storia della Chiesa.

Essa costituì l’occasione concreta che spinse il gruppo dei cristiani giudeo-ellenisti a fuggire da Gerusalemme e a disperdersi.

Cacciati da Gerusalemme, essi si trasformarono in missionari itineranti: «Quelli che erano stati dispersi andavano per il paese e diffondevano la Parola di Dio»(At 8,4).

La persecuzione e la conseguente dispersione diventano missione.

Tombeto (153) Messa[….] La storia di Stefano dice a noi molte cose.

Per esempio, ci insegna che non bisogna mai disgiungere l’impegno sociale della carità dall’annuncio coraggioso della fede.

Era uno dei sette incaricato soprattutto della carità.

Ma non era possibile disgiungere carità e annuncio.

Così, con la carità, annuncia Cristo crocifisso, fino al punto di accettare anche il martirio.

Questa è la prima lezione che possiamo imparare dalla figura di santo Stefano: carità e annuncio vanno sempre insieme.

Tombeto (159) MessaSoprattutto, S. Stefano ci parla di Cristo, del Cristo crocifisso e risorto come centro della storia e della nostra vita.

Possiamo comprendere che la Croce rimane sempre centrale nella vita della Chiesa e anche nella nostra vita personale.

Nella storia della Chiesa non mancherà mai la passione, la persecuzione.

E proprio la persecuzione diventa, secondo la celebre frase di Tertulliano, fonte di missione per i nuovi cristiani.

Cito le sue parole: «Noi ci moltiplichiamo ogni volta che da voi siamo mietuti: è un seme il sangue dei cristiani» (Apologetico 50,13: Plures efficimur quoties metimur a vobis: semen est sanguis christianorum).

Tombeto (106) MessaMa anche nella nostra vita la croce, che non mancherà mai, diventa benedizione.

E accettando la croce, sapendo che essa diventa ed è benedizione, impariamo la gioia del cristiano anche nei momenti di difficoltà.

Il valore della testimonianza è insostituibile, poiché ad essa conduce il Vangelo e di essa si nutre la Chiesa.

Santo Stefano ci insegni a fare tesoro di queste lezioni, ci insegni ad amare la Croce, perché essa è la strada sulla quale Cristo arriva sempre di nuovo in mezzo a noi.

Significato del nome Stefano : “corona” segno di gloria (greco).

Ecco il semplice Presepe allestito ai piedi dell’altare. Tombeto (123) Messa

Al termine della Messa, la benedizione Tombeto (115) Messae il consueto rito dell’adorazione (con “bacio”) di Gesù Bambino. Tombeto (149) Messa 

Tombeto (119) MessaCi fa sempre piacere condividere gli “eventi” del nostro territorio e tra queste anche le tante feste antiche, rituali, coinvolgenti e soprattutto affascinanti che in uno splendido scenario montano come il nostro, diremmo proprio “dalla valle del Gotra alla valle del Baganza”, “riempiono l’anima”, facendoci vivere “emozioni dettate da cose semplici” 

(guarda tutti i post alla categoria “Religione ed emozioni”)

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