Il Cantico di Roberto Bonati al 20° ParmaJazz Frontiere “Venti migranti” – 21 novembre 2015 – Parma

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Cantico di Roberto BonatiParma si appresta a vivere la ventesima edizione di ParmaJazz Frontiere, manifestazione realizzata con il contributo di Comune di Parma, Regione Emilia Romagna, Provincia di Parma, Reale Ambasciata di Norvegia, Fondazione Monte di Parma, Unione Parmense degli Industriali, Dallara Automobili, Ibis Styles Hotels Parma, in collaborazione con Casa della Musica, Fondazione Teatro Due, Fondazione Teatro Regio, Associazione Culturale Europa Teatri, Associazione Remo Gaibazzi, Shakespeare Café, e grazie all’ospitalità di Banca Intesa Sanpaolo SpA (guarda il post 20° ParmaJazz Frontiere “Venti migranti”: 25 ottobre/10 dicembre 2015 – Parma).

Visto che nel sito è presenta la categoria Musica, pubblichiamo volentieri il seguente comunicato “21 novembre: il Cantico di Roberto Bonati al ParmaJazz Frontiere 2015”, del 19 novembre 2015.

Comunicato

21 novembre: il Cantico di Roberto Bonati al ParmaJazz Frontiere 2015 

Cantico di Roberto BonatiSabato 21 novembre appuntamento presso la Casa della Musica (ore 20:30) con Cantico, il concerto per contrabbasso, live electronics e voci. Protagonista sarà Roberto Bonati al contrabasso, affiancato da Marco Matteo Markidis: sound engineering & live electronics, Marco Musso e Loredana Scianna alle voci.

Costo del biglietto: 15,00 euro, ridotto 12,00 euro.
Dedicato a Olivia

 “Love. Which love?” è il titolo di un progetto dedicato al Cantico dei Cantici a cui Roberto Bonati lavora da tempo; una lunga gestazione che ha portato alla realizzazione di un primo lavoro per ensemble a Göteborg dal titolo “Fragments of love”. Cantico è la seconda tappa di questo percorso, un contrappunto a due voci tra l’amore del Cantico e la nostra realtà. Un singolo strumento per una riflessione intima, densa e – questa volta – solitaria.

 “Rose molli di resinosa Mirra le labbra sue…”

 “Come belli i tuoi piedi dentro i sandali il tuo grembo è un’anfora tonda e ha vino inebriante il tuo seno è un cumulo di grano attorniato da gigli e rose la tua bocca ha la dolcezza del vino…”

 “E quando fará notte,fuggiamo, o mio diletto, come cervi, fuggiamo come gazzelle, agli azzurri villaggi, sui monti profumati.”
Oltre le parole c’è la musica, una musica libera, piena di colori, di ombre e di luci, di viaggi da fare, di mondi da scoprire o solo da immaginare.

Una distesa di suoni da attraversare con passo quieto, come in un campo di grano, accarezzando la punta delle melodie per farle risuonare, una dopo l’altra, in un concerto immaginario.

Qui c’è Bach, con la sua dolce perfezione, un balsamo di rigorosa, magica ispirazione che “pettina il cervello”; poi c’è Mozart, con la sua immensa voglia di vita che vibra in ogni singola nota, intarsiata con semplicità disarmante, con trascinante dolcezza.

Ecco Rossini, con quel finale del Guglielmo Tell che “fatto quello fatto tutto”, poi uno può ben darsi ai piaceri della tavola e ai “péchés de vieillesse”. Poi la voce di Ella, che culla gli autunni e gli inverni dell’anima come se domani fosse sempre Natale.

E ancora tante note, tanta musica diversa, nuova, da ascoltare, da vedere, da desiderare con la sacra passione degli amanti che abitano le pagine del Cantico dei Cantici, scrutando un orizzonte di meraviglie, grande, immenso, capace di raccogliere e accogliere tutto, come quello disegnato con una sola frase dal vecchio, caro Amleto: «Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia».

Arriva il profumo del mare, il vento gonfia vele lontane – “mai lasciare il timone” – piega le spighe, mischia i chicchi di grano come note sullo spartito e ora risuona della voce “con quell’argento dentro” di Freddie e del suo barocco rock, dei rimpianti agrodolci raccolti nelle note leggere dei Beatles.

Poi la voce di Ella, che culla gli autunni e gli inverni dell’anima come se domani fosse sempre Natale.

E ancora tante note, tanta musica diversa, nuova, da ascoltare, da vedere, da desiderare con la sacra passione degli amanti che abitano le pagine del Cantico dei Cantici, scrutando un orizzonte di meraviglie, grande, immenso, capace di raccogliere e accogliere tutto, come quello disegnato con una sola frase dal vecchio, caro Amleto: «Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia»

Guarda i post 

20° ParmaJazz Frontiere “Venti migranti”: 25 ottobre/10 dicembre 2015 – Parma).

 1° Premio Internazionale Giorgio Gaslini: Cerimonia di premiazione e concerto del vincitore Francesco Orio – 17 ottobre 2015 – Borgotaro (PR)

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