Archivio: Ultimo saluto a Monsignor Renato Costa – Il funerale celebrato dal Vescovo Gianni Ambrosio – Bedonia (PR) – 16/10/2014

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Monsignor Renato Costa (114) funeraleArchivio 2014: Si sono svolti giovedì 16 ottobre 2014, nella Basilica della Madonna della Consolazione (o di San Marco), nei pressi del Seminario Vescovile a Bedonia in provincia di Parma, i funerali di Monsignor Renato Costa, per lunghi anni economo del santuario di Bedonia, parroco di Cereseto e amministratore parrocchiale di Credarola, nella Diocesi di Piacenza-Bobbio, mancato lunedì 13 ottobre 2014.

Monsignor Renato Costa (127) funerale

Monsignor Renato Costa (186) funeraleIn tanti hanno voluto salutare e dire l’ultimo “GRAZIE” a Monsignor Renato Costa, un sacerdote amato, conosciuto e apprezzato, un pastore buono, umile, sempre attento alle esigenze dei suoi parrocchiani, che ha seminato la Parola del Vangelo nei momenti di aggregazione, di formazione, riflessione e nella celebrazione dei Sacramenti. Monsignor Renato Costa (145) funerale

Monsignor Renato Costa (205) funerale Hanno voluto dargli l’ultimo saluto, stringendosi in un abbraccio commovente di fede, insieme ai famigliari, nella Basilica della Madonna della Consolazione (o di San Marco), a pochi passi dal Seminario Vescovile e dall’edificio sede oggi di una scuola superiore per i ragazzi della valle, le tante persone che lo conoscevano, apprezzavano e stimavano, i suoi parrocchiani, i confratelli e il Vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio Gianni Ambrosio.Monsignor Renato Costa (165) funerale

La grande folla per l’addio a don Costa, per lunghi anni economo del santuario di Bedonia, parroco di Cereseto e  amministratore parrocchiale di Credarola, nella Diocesi di Piacenza-Bobbio.Monsignor Renato Costa (194) funerale

Era presente tutta la valle, insieme a sindaci, autorità, rappresentanti delle Asssociazioni e alla Banda Glen Miler, per l’ultimo saluto a Don Renato CostaMonsignor Renato Costa (182) funerale

Il funerale è stato celebrato il Vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio Gianni Ambrosio erano presenti numerosi confratelli sacerdoti giunti da ogni parte della diocesi.Monsignor Renato Costa (114) funerale

La solenne cerimonia si è svolta nella Basilica della Madonna della Consolazione (o di San Marco), struttura che Don Renato aveva ricostruito.Monsignor Renato Costa (100) funerale

Di seguito il testo tratto da “Voce del Taro” (bollettino della Parrocchia di S. Antonino di Borgotaro) n.5 anno 2014  

Don Renato Costa, amico di Voce del Taro

Monsignor Renato Costa (206) funeraleVoce del Taro ricorda con riconoscenza don Renato, recentemente scomparso. nostro affezionato lettore.

Leggeva con molto interesse le notizie del Borgo a cui si sentiva legalo per nascita e per le tane amicizie.

A lui dobbiamo la costruzione del Santuario della Madonna di S.Marco a Bedonia.

Economo per lunghi anni del seminario e parroco di Cereseto e Credarola.

Don Renato Costa, un uomo che ha dedicato la sua vita alla chiesa e alla gente della valle; un prete che ci ha donato semplicità, amicizia, generosità e tanta saggezza.

Monsignor Renato Costa (188) funeraleDon Renato era una persona a cui potevi confidare i tuoi problemi e le tue preoccupazioni, con la certezza che ti avrebbe capito, ti avrebbe anche cercato come fa un amico vero per darti spontaneamente un aiuto concreto.

Sapeva accogliere le persone con grande senso dell’ospitalità.

E’ nota a tutti la sua disponibilità nell’esercizio del sacramento della confessione: ispirava fiducia, svolgeva ogni gesto con grande fede, con senso di certezza e di responsabilità.

Monsignor Renato Costa (219) funeraleA Lui dobbiamo gratitudine per avere impegnato tante energie della sua vita alla ricerca di fondi, soprattutto presso gli emigranti, per la costruzione del Santuario della Madonna di San Marco e dell’edificio sede oggi di una scuola superiore per i ragazzi della valle.

Monsignor Renato Costa (300)Mons. Perazzoli, ex rettore del Seminario ha scritto: “Don Renato fu un esempio luminoso di servizio e di laboriosità … Era veramente chiesa esperta in umanità e chiesa che va verso l’uomo. Possiamo assicurare che nessuno ha bussato inutilmente alla sua porta perché era sempre vicino a chi si trovava nel bisogno o nella sofferenza … E’ stato anche lui visirato dalla malattia e dalla sofferenza, ma ha saputo trasformare il dolore in amore e conservare la pace nel cuore.”

Grazie, don Renato. da tutti gli amici di Borgotaro e da Voce del Taro.

Immagine di Don Renato Costa in una significativa espressione colta dall’artista Celeste Botti

Testo tratto dall’“L’Araldo della Madonna di San Marco” (Bollettino mensile ORGANO della BASILICA SANTUARIO di BEDONIA (Parma) – Dicembre 2014) 

DON COSTA UN UOMO UN PASTORE:UN RIFERIMENTO PER LE NOSTRE VALLI 

Monsignor Renato Costa (302)Mons. Renato Costa, era per tutti semplicemente don Costa, cosa che sottolineava il suo essere prete per tutti e a disposizione di tutti.
Di lui si può parlare facendo riferimento alla sua molteplice e varia attività: le grandiose opere che seppe realizzare, il suo rapporto con gli emigrati, l’amore per questa vallata, il suo legame intimo con la Madonna di San Marco, l’impegno costante a fare del bene là dove si presentava l’occasione.

Ma soprattutto fu un prete; un prete che sapeva sentire l’odore delle pecore”, secondo una felice espressione di Papa Francesco. Sapeva infatti stare in mezzo alla gente, con tutti.
Il suo rapporto con le persone era di piena libertà, non interessato ad un bene personale, ma al bene di chi incontrava e della Chiesa.

Monsignor Renato Costa (305)Sapeva stare con i poveri e i ricchi, con gli operai e gli imprenditori, con i politici e la gente comune.
Ho avuto la grazia di conoscerlo da ragazzo prima di entrare in seminario e devo anche a lui un po’ della mia vocazione.
Ho potuto approfondire meglio il rapporto negli anni di studio in seminario e poi nei quattordici anni che ho vissuto in Seminario a Bedonia, l’amicizia e la stima reciproca però c’è sempre stata anche quando non ero li.

Monsignor Renato Costa (304)Nell’assidua frequentazione dei miei quattordici anni di rettorato ho avuto con lui un rapporto molto bello.

Sono stati anni di grandi cambiamenti e di lavori di ristrutturazione del seminario e del santuario.
Penso non condividesse appieno certe scelte, però non mi ha mai ostacolato, mi ha sempre dato fiducia e sostegno.
Non conosco il suo testamento, ma certamente posso affermare che il bene ha cercato di farlo da vivo, a noi resta il testamento spirituale della sua vita come esempio.

Monsignor Renato Costa (203) funeraleEra generoso con i missionari e con chi aveva bisogno.

Quanta gente ha aiutato in mille modi, sia dal punto di vista materiale che spirituale!
Era diventato punto di riferimento per tanti che lo andavano a trovare nella sua camera in fondo al corridoio.

Ma fin che ha potuto era lui che andava in mezzo alla gente.

Era bello vederlo il sabato mattina, e non solo, al mercato parlare con l’uno e con l’altro per fare abbonamenti all’araldo, far celebrare delle messe, dare consigli, avere notizie.

Anche negli ultimi anni, se squillava il telefono dopo le nove dì sera, le telefonate erano per lui.

Monsignor Renato Costa (201) funeraleErano gli emigrati che dall’America lo chiamavano; erano quelli che lui aveva incontrato nei suoi viaggi e che lo avevano aiutato nena costruzione della Basilica della Madonna di San Marco e dell’Istituto San Marco e che avevano mantenuto col don uno splendido rapporto umano nonostante le distanze.
Ma c’era una cosa che lo contraddistingueva e lo connotava: “l’Amore, la Devozione per la Madonna di San Marco”.
A Lei ha dedicato la vita, non solo perché ha costruito la Basilica, anche se lui affermava, con modestia, che tutto quello che aveva fatto era realizzare i progetti di don Silvio Ferrari fondatore dell’Araldo.
Era un legame profondo, vero.

Monsignor Renato Costa (162) funeraleRicordo un episodio di circa vent’anni fa; durante una Celebrazione nella Cappella di Caprile vicino a Credarala dedicata alla Madonna di San Marco, dove ho avuto l’onore di concelebrare con lui, cosa assai rara, si è commosso nel ricordare un benefattore Luigi Sidoli e la Madonna di San Marco a tal punto da non riuscire quasi a proseguire.
Il suo carattere a volte burbero, nascondeva una forte sensibilità che lo portava a farsi carico dei problemi altrui e ad accogliere le persone. 

Riguardo alla Madonna di San Marco aveva coinvolto tutti gli artisti della vallata e li aveva indotti a fare o un quadro o una scultura della Madonna, o ad esempio la “Via Crucis” da porre in Cripta.
Era questo un suo modo per valorizzarli, ma anche per costruire con loro una relazione e comunicare qualcosa di sé, della sua fede.
Don Piero Lezoli – Ex rettore del Seminario 

Approfondimento

Un po’ di storia

Monsignor Renato Costa (301)Don Renato Costa 

Nativo della frazione di Ostia Parmense, nel comune di Borgotaro, ricevette l’ordinazione sacerdotale nel 1945. nel 1949 arrivò presso il seminario di Bedonia dove, dapprima come collaboratore di monsignor Silvio Ferrari e, successivamente, come responsabile dell’economato, fu l’artefice della costruizione della Basilica della Madre della Consolazione e dell’istituto San Marco, grazei alle generose offerte che seppe raccogliere tra gli emigrati in Canada e negli Stati uniti d’americaMonsignor Renato Costa (303)

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