26-05-2012 Boschetto : la festa della Casa del Pellegrino – Albareto Parma

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Anche quest’anno nella parrocchia della Madonna del Boschetto in Val Gotra si svolgerà la festa della Casa del Pellegrino

ecco come:

Sabato 26 maggio nella frazione di  Boschetto, la festa della Casa del Pellegrino.
 Programma:
 ore 17,00  Santa Messa celebrata di ringraziamento
ore 18,00 Visita agli Ospiti 
ore 20,00 Cena Sociale
 Aiutiamo la Casa del Pellegrino
<—articolo correlato della Gazzetta di Parma del  14-03-2012

 

approfondimenti

testo ed alcune immagini tratte dal sito Istituto comprensivo Prospero Valeriano Manara Alla scoperta di Albareto e dei suoi dintorni  – Allegato 5

La  Chiesa di Boschetto e le sue origini

Le prime case di questa frazione sono state costruite alle “Caselle” e forse i primi abitanti provenivano da Tombeto, infatti,  per lungo tempo,  Boschetto è dipesa proprio dalla parrocchia di Tombeto.

L’origine del Santuario risale al 1683, anno molto importante per la Cristianità,  perché Giovanni III, cattolico re di Polonia, sconfigge definitivamente i Turchi presso Vienna.

In quell’anno il Papa Innocenzo XI istituisce la festa del SS. Nome di Maria e, sempre in quell’anno, secondo un documento del 1700 (ora andato perduto) “si scoprì una miracolosa immagine di Nostra Signora, nella villa del Tombeto di detta giurisdizione di Borgo Val di Taro, diocesi di Piacenza, in loco detto Boschetto”.

Da ciò si può affermare che l’immagine di Maria, dipinta su un sasso di arenaria, esisteva prima del santuario, probabilmente ospitata in una cappelletta situata nel piccolo bosco di castagni (da cui il nome Boschetto), che cresceva nel luogo dove oggi c’è la Chiesa. Non si sa chi l’abbia dipinta, ma certamente per gli abitanti di quel piccolo gruppo di case, essa aveva una grande importanza,  perché era la “loro” Madonna. Si racconta che una bambina sordomuta, Angela Broglia, grazie alla Sua intercessione, abbia iniziato ad udire ed a parlare, ma si sa con certezza che, durante la dominazione dei Farnese, un loro commissario, Matteo Bonti, recatosi davanti alla Cappelletta, ha ricominciato a camminare senza l’uso dei bastoni.

Fu proprio lui che dette inizio alla costruzione della chiesa, che fu realizzata anche grazie alla partecipazione degli abitanti del paese ed alla generosità dei pellegrini. Durante i successivi lavori di ristrutturazione sono state individuate le ossa di un cadavere, forse proprio quello del Bonti. La Chiesa ha forma ottagonale ed è anticipata, su cinque lati, da un porticato; il Lecora, che scorre poco lontano, ha certamente fornito i sassi per costruire i muri e la volta e si sa di alcune fornaci create lì vicino per fornire la calce.

 Certamente non sarà stato semplice per l’anonimo capomastro costruire una volta in sasso, senza armatura in ferro ed alcuni sostengono l’ipotesi che egli sia stato “guidato” dall’ architetto Valmagini che nel 1681, su incarico dei Farnese, si interessò del Monastero di San Paolo a Borgo Val di Taro e che Matteo Bonti ha certamente conosciuto. Sempre grazie all’interessamento dei Farnese, il 23 febbraio 1685, il Papa Innocenzo XI concedeva alla chiesa del Boschetto il privilegio di un’indulgenza plenaria. Ormai era necessario trovare le persone adatte che si interessassero al mantenimento ed al buon funzionamento del Santuario e così nacquero le figure degli Eremiti della Madonna e quella del cappellano.

I primi Eremiti furono i fratelli Frà Giovanni e Frà Domenico Zuccarelli di Pontremoli. Il loro compito consisteva nel tenere in ordine le suppellettili della chiesa, raccogliere le decime in natura tra gli abitanti e girare nei paesi vicini per chiedere l’elemosina; il ricavato serviva per i bisogni della chiesa e per il sostentamento degli Eremiti che abitavano nella casa, oggi allargata, situata a destra della chiesa. A loro succederà un altro Zuccarelli, ma originario di Compiano ed egli sarà l’ultimo Eremita forestiero. Dal 1786 al 1808 riveste questo incarico Giuseppe Gallinari di Boschetto che, al momento della morte, viene sepolto all’interno della Chiesa.

Dopo di lui ci furono altri Eremiti, anche se non necessariamente dei religiosi; alcuni furono dei capifamiglia di Boschetto che, però, la gente continuò a chiamare ”i frai da Madonna”. Col tempo non si chiameranno più Eremiti, ma custodi. L’ultimo Eremita o custode, ma solo in ordine di tempo, è stato Gioachino Riccoboni che Don Aldo Corbelletta, nel suo libro sul Santuario, definisce “ biblico-patriarcale”. Egli ha nutrito una grande devozione per la Madonna del Boschetto, forse perché la sua effigie è dipinta su un sasso e lui era uno scalpellino.

Ha dato il suo contributo alla realizzazione della fontana e della ”chiesetta”, entrambe in pietra, situate alla destra del Santuario e, quando noi alunni con i nostri insegnanti siamo andati in giro per i piccoli gruppi di case, alla ricerca delle Maestà, spesso gli abitanti ci hanno detto: ”Questa l’ha fatta Gioachino Riccoboni”. Boschetto, non essendo parrocchia, non ha mai avuto un parroco, però ha sempre avuto un cappellano: Don Giuseppe Corbelletta, Don Antonio Mussi, Don Giuseppe Grilli, Don Andrea Faggiani, Don Francesco Brianti, Don Alberto Beretta, Don Vincenzo Moglia, Don Carlo Brugnoli e poi dal 1938, per quarantacinque anni, Don Giovanni Figoni che ha condiviso con la gente di Boschetto gli anni duri e difficili della seconda guerra mondiale e della Resistenza. La figura dell’Eremita o del custode, col tempo, è stata sostituita da quella dei fabbricieri, persone del luogo che curavano l’aspetto economico del Santuario e dei suoi beni. Si interessavano della sua manutenzione, seguivano le processioni indossando una tunica bianca; in occasione della Sagra organizzavano, sul piazzale della Chiesa, un’asta dove mettevano “all’incanto” formaggio, galline, farina che avevano ricevuto durante la questua ed il cui ricavato serviva per sostenere le spese della Chiesa. Oggi la Chiesa di Boschetto non dipende più da quella di Tombeto, infatti nel 1983 ha  ottenuto “personalità giuridica”, perché è stata elevata a dignità di Santuario.

L’attuale cappellano è Don Renato Corbelletta, che cura la sua Chiesa con amore ed attenzione ed al quale va anche il merito di aver realizzato, naturalmente con la collaborazione degli abitanti  e degli emigrati, una struttura sociale molto importante come “La casa del Pellegrino”.

 

Boschetto, Santuario

Madonna dipinta su pietra

Opera prodotta dalla SCUOLAMEDIA DI ALBARETO dell’Istituto Comprensivo“Prospero Valeriano Manara” di Borgo Val Di Taro  –  01/06/2003

 

dal sito http://www.valtaro.it/burgu/pagina.php?id=5&rubrica=storia&fotox=fotostoria Mensile speciale allegato alla rivista telematica valtaronetwork.com n. 9 del 01/08/01 S’NTIS DAL BURGU Giornale telematico mensile a cura di Giacomo Bernardi cronaca Dalla polvere…all’altare Paragonarlo a Napoleone mi pare improprio. Certamente nella statura assomigliavano perché Napoleone, nonostante il nome roboante e il potere conquistato, era di bassa statura, come Don Renato Corbelletta appunto. Ma la somiglianza finisce qui. Perché tanto era superbo ed egoista il primo, tanto è umile e generoso don Renato. Alla fine di giugno, proprio nel giorno in cui doveva essere solennemente festeggiato per i 50 anni di sacerdozio, si era sentito male, cadendo appunto…nella polvere. Domenica 1 luglio, don Renato è risorto agli altari ed ha potuto partecipare ai meritati festeggiamenti. Ecco il motivo del titolo. Don Renato, originario di Boschetto di Albareto, venne ordinato sacerdote nel 1951, venne quindi inviato come parroco a Bedonia, poi nel 1956 ebbe la sua prima parrocchia. Pontolo, in Comune di Borgotaro. Parrocchia che non ha mai più abbandonato. Ogni mattina, in qualità di Cappellano dell’Ospedale di Borgotaro, visita i degenti per una parola di conforto. Da quasi vent’anni, a questi incarichi sono stati aggiunti anche quelli legati alla cura delle parrocchie di Groppo, Codogno e Boschetto. Nel suo paese(Boschetto), ha adattato una vecchia casa di proprietà della parrocchia a casa per anziani. Tanta attività non è andata a vuoto….domenica il santuario del Boschetto non bastava a contenere la gente giunta da tutte le parrocchia di Don Renato. Ed è stata festa grande. Mi piace ricordare alcune parole dette nell’omelia da don Renato: “Il Signore ha scelto i suoi collaboratori e tra quelli c’ero anch’io, don Renato, il piccolo prete di Boschetto” Piccolo come Napoleone, ma dal cuore ben più grande. Al termine attestati del Sindaco di Albareto e doni da parte dei parrocchiani. Don Renato è stato successivamente premiato anche a Borgotaro nel corso della tradizionale cerimonia che ogni anno si svolge, la vigilia della Madonna del Carmine, nella Piazza della Quara, insieme a don Carlo Brugnoli, sempre per i cinquant’anni di sacerdozio. (leggi tutto)

 

approfondimenti dal sito  www.gazzettadiparma.it  11/07/2011

Don Renato, missionario da sessant’anni in montagna

Tre comunità in festa – Boschetto, Pontolo e Groppo – per i sessant’anni di sacerdozio di don Renato Corbelletta, un prete molto amato dai suoi parrocchiani e conosciuto e apprezzato dai montanari per essere stato, per molti anni, scappellano dell’ospedale «Santa Maria» di Borgotaro. Nato a Borgotaro il 22 febbraio 1926 e ordinato prete il 19 maggio 1951, è dal 1956 parroco di Pontolo, Groppo, rettore del santuario di Boschetto, ideatore e fondatore della «Casa del Pellegrino» e, fino al 2002, è stato cappellano dell’ospedale di Borgotaro.

Un pastore coriaceo e mai domo che ha fatto di Boschetto, un centro religioso tra i più frequentati della vallata. La festa è stata grande: prima nella sua «Cattedrale» di Boschetto e poi nel centro ricreativo «Don Bosco», nell’area del santuario, per un rinfresco straordinario: erano presenti 240 persone, fra le quali una quindicina di suoi parenti giunti per l’occasione dagli Stati Uniti. Cugini, nipoti e pronipoti di quella ramificazione familiare che, negli anni ’30, si era trasferita in Nord America e in altri Paesi europei. Poi c’erano le autorità e tantissimi amici che, con un simbolico abbraccio, hanno festeggiato il «loro» sacerdote.

Durante la messa da lui stesso presieduta e concelebrata dal nipote, don Renzo Corbelletta, e da padre Luigi Sabini, don Renato ha voluto ricordare tutti coloro che lo hanno aiutato nella crescita della sua vocazione: «Dai miei nonni ai genitori, alle sorelle, a tutti coloro che, negli anni e nelle varie parrocchie, mi hanno sostento ed aiutato in questa mia pastorale – ha spiegato -, credo di aver servito il Padre con tutte le mie forze, portando sempre la parola del Vangelo per tener vive le parrocchie e le comunità del territorio». (leggi tutto)

 

dal sito www.valtaro.it    Albareto – Groppo Luglio 2011 Immagini dei festeggiamenti

Don Renato Corbelletta, 60 anni di sacerdozio

Don Renato Corbelletta, 60 anni sacerdozio: i suoi parrocchiani di Groppo di Albareto, i “Groppurein”, lo hanno festeggiato per un giorno intero.

La cronaca della giornata, con le immagini di Alessandra Bassoni e le parole di Renzo Scarpenti.

60° ANNIVERSARIO ORDINAZIONE SACERDOTALE DON RENATO CORBELLETTA

Domenica 3 luglio 2011 la Parrocchia “San Pietro Apostolo”, in Groppo di Albareto, ha partecipato alla gioia del suo Parroco Don Renato Corbelletta, che quest’anno festeggia il 60° Anniversario della Sua Ordinazione Sacerdotale. Alle ore 11 nella Chiesa di Groppo, davanti a numerosi fedeli, venuti anche da Paesi vicini e lontani, Don Renato ha celebrato la Santa Messa. All’omelia ha affermato di voler fare, ai “Groppuren” ed a tutti i presenti, alcune “confidenze” sulla Sua vita sacerdotale, dal momento in cui è entrato in Seminario a Bedonia, alla gita sino ad Isola di Compiano, sul camion di Ubaldo Riccoboni, assieme a Camillo Riccoboni di Groppo in Seminario con Lui, ed alla quindicina di amici che avevano trovato posto sul camion, per arrivare poi alla sua ordinazione Sacerdotale nel 1951.

Con la voce che a volte cedeva all’emozione, nel ricordo di un così lungo periodo di vita sacerdotale, ha ringraziato tutti i presenti mandando un pensiero alla Mamma ed al Papà, alle Sorelle e Fratelli ed ai Fedeli di Pontolo, Boschetto e Groppo, sue amate Parrocchie.

Giunto a Groppo nel 1984, alla morte dell’indimenticato DON GIOVANNI, ha voluto ricordare alcuni dei lavori fatti come le ristrutturazioni del Campanile, della Canonica e della Chiesa eseguite in questi 27 anni in cui è stato rettore di questa Parrocchia (leggi tutto)

 

 

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