Convegno: Apporto dei monaci di Bobbio nello sviluppo delle terre di Campo Plano – Fiera Millenaria di San Terenziano Isola di Compiano (Parma) – 29 agosto 2015

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Compiano (118) ConvegnoSabato 29 agosto 2015, nell’ambito degli eventi inseriti nella manifestazione “Fiera Millenaria di San Terenziano Isola di Compiano (Parma)”, si è svolto il convegno intitolato “Apporto dei monaci di Bobbio nello sviluppo delle terre di Campo Plano”.

Durante l’incontro, attraverso la competenza di Monsignor Domenico Ponzini, Pier Luigi Ferrari, Manuel Ferrari (Arch.) e Sabina Delnevo (Sindaco di Compiano), si è avuto la possibilità, di conoscere la figura di San Colombano e la storia del percorso religioso della comunità di San Terenziano ad Isola di Compiano (PR).

Convegno presso il Scuola di Isola: “Apporto dei monaci di Bobbio nello sviluppo delle terre di Campo Plano”.Compiano (135) Convegno

Compiano (111) ConvegnoDurate il convegno si è parlato del culto di San Terenziano nella piccola frazione di Isola nel Comune di Compiano in provincia di Parma, nell’alta valle del Taro, che pare risalga al periodo della seconda evangelizzazione del territorio appartenuto al municipio romano di Velelia, che si estendeva in Val di Taro fino dal tempo della prima evangelizzazione alla Diocesi di Piacenza, databile dal quatto secolo.

Ricordiamo che il secondo annuncio del Vangelo nel territorio piacentino avvenne nei secoli VI – VII ad opera dei Longobardi e, nella montagna, soprattutto per lo zelo dei monaci di S. Colombano.

Saluti Sabina Delnevo – Sindaco di CompianoCompiano (102) Convegno

Il Sindaco di Compiano Sabina Delnevo che ha introdotto il convegno “Apporto dei monaci di Bobbio nello sviluppo delle terre di Campo Plano”, ha ricordato che da più di mille anni, la festa di San Terenziano costituisce un’occasione unica e caratteristica d’incontro fra gli abitanti delle nostre valli e di quelle vicine (Val Taro, Val Ceno, Val di Nure fino a Zeri).Compiano (100) Convegno

Un pellegrinaggio mosso dalla devozione verso il Vescovo Terenziano, santo a cui ci si rivolgeva per la cura dei reumatismi, e attirati dall’ occasione di partecipare alla fiera, fulcro commerciale dell’avvenimento (basti ricordare che, dall’inizio del Novecento fino al secondo dopoguerra, centinaia di persone si ritrovavano a dormire nelle chiese, a mangiare la minestra cucinata nelle capanne di frasche, a vendere e a comprare i frutti del lavoro della terra e gli animali, a cui erano dedicate le fiere .

Compiano (101) ConvegnoSabina Delnevo ha ringraziato a nome della Comunità Monsignor Don Domenico Ponzini, che ha riscoperto questa festa tradizionale (apprezzata da un numero crescente di persone), confermando ancora una volta l’importanza della Val Taro come punto d’incontro fra diverse comunità.

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Mons. Domenico PonziniCompiano (123) Convegno

Pier Luigi FerrariCompiano (122) Convegno

Arch. Manuel FerrariCompiano (134) Convegno

Compiano (118) ConvegnoLa millenaria Fiera dedicata al Vescovo Terenziano (impregnata di Storia per gli avvenimenti che ne hanno caratterizzato il lungo percorso ma anche di storie di umane esperienze legate alla moltitudine di pellegrini che confluivano ad Isola), grazie al tenace ed appassionato impulso impresso da Monsignor Domenico Ponzini, a cui va ascritto il merito del rilancio del grande evento, richiama oggi, nello spirito di coesione tra le vallate, le rappresentanze delle Comunità locali che nell’omaggio di devozione a S. Terenziano ritrovano le ragioni per cooperare per il bene del territorio.

Compiano (116) ConvegnoLa Fiera di S. Terenziano vuole essere anche segno tangibile dell’attenzione e della disponibilità rivolte ai settori delle attività produttive ed in particolare al ruolo del mondo agricolo e forestale e a quell’indissolubile binomio rappresentato da “frutto della terra e del lavoro dell’uomo”.

Abbiamo letto che..

Compiano (110) ConvegnoI duchi che governavano il popolo di Alboino erano soliti porre, a presidio dei loro confini, soldati non del luogo, ma provenienti da altri ducati, perché non legati agli abitanti indigeni e perciò più sicuri nel reprimere possibili rivolte.

Indubbiamente nell’avanzata verso la marittima, i Longobardi trovarono in val di Taro delle resistenze notevoli, in quanto Torresana (antica Borgotaro) era territorio appartenente ai Bizantini, che si erano qui arroccati dopo la fine della guerra gotica nel 502.

Compiano (133) ConvegnoA guardia di strade che da Veleia si dirigevano verso la marittima, in luoghi strategici, come gli attuali Compiano e Borio eressero delle torri in cui posero dei presidi.

Quello insediato a Borio dovette essere umbro, e precisamente di Todi, per cui, a protezione della loro torre i soldati posero il patrono della loro città S. Terenziano, primo loro vescovo.

Più a valle della torre si estendeva un piccolo altopiano, designato dai documenti medioevali con il nome Campus-planus, che anticamente aveva conosciuto la presenza romana, come risultò da scavi archeologici condotti nel territolio di Isola.

Compiano (119) ConvegnoQuella parte di Campoplano che era più vicino alla torre del presidio di Todi, aveva però un altro appellativo come risulta da un rogito del 1186, che lo nomina come Campus Boarius.

Borio, in effetti, ancora agli inizi del 1600, veniva detto Boario.

Il Campo Boario altro non era che un’ampia estensione di terra all’incontro di strade importanti, facilitate forse da un ponte sul fiume Taro, in cui i romano-veleiati tenevano un mercato di bovini.

I monaci delle abbazie di Bobbio e di S. Paolo di Mezzano Scotti avevano avuto in dono dai i re longobardi vaste estensioni appartenenti al territorio regio (noi diremmo demaniale), sia nel Campoplano che nella Marittima, in particolare nella zona si S. Pietro Vara e Deiva Marina. 

(..)

Nella zona del Campus Boarius, i religiosi posero una loro cella con relativa chiesetta, in cui, con ogni probabilità, trasferirono la venerazione di S. Terenziano, già praticata nella torre di Borio ed esercitarono la loro azione missionaria nei confronti delle popolazioni limitrofe.

La data dell’antico mercato fu fatta coincidere con il giorno l° settembre, in cui si celebra l’anniversario del martirio del Santo, avvenuto, secondo la tradizione, al tempo dell’imperatore Adriano (che regnò dal 117 al 138).

Il capitano Antonio Boccia nel suo Viaggio ai monti di Parma, parla della sua visita a Borio, affermando di essere stato nel luogo ove esistettero il piccolo monastero e la chiesa, quello ancora indicato dagli agricoltori confinanti, e cioè molto più in basso dell’antico palazzo – torre, vicino alla strada che porta alle cosiddette Casette in Canada, presso la fabbrica di ceramica.

Il capitano assicurava di avere battuto sull’antico pavimento con il piede e di avere sentito dei rimbombi entro vani sotterranei. Aggiunse inoltre che nelle vicinanze erano state ritrovate molte monete romane.

A conferma, lo scrivente ricorda di avere sentito da persone anziane e da qualche sacerdote una specie di bonario rimprovero: Voi di Isola avete rubato S. Terenziano a Borio!(..)

Commovente fu sempre l’aspetto religioso della manifestazione: dalle valli del Vara, Zeri, Taro, Ceno, Arda, Nure, Aveto e Trebbia, giungevano i pellegrini, alcuni scalzi, che passavano la notte in chiesa vegliando e pregando, si accostavano ai sacramenti, facevano celebrare la Messa in onore del Santo, portavano a casa l’immagine ricordo, lo pregavano e lo invocavano soprattutto come ausiliatore degli ammalati di artrite e di artrosi.

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